Il Comune si rivolge a un legale per evitare il blocco della procedura Costo della consulenza 14mila euro. Obiettivo: adeguare i progetti presentati alle esigenze artistiche della zona PISTOIA. Ultimo tentativo del Comune per sbloccare il recupero dell'area di San Lorenzo. I due progetti presentati non corrispondono a quello che chiedeva il Comune, troppe case, poco rispetto per la parte artistica, insomma non vanno bene. A questo punto l'amministrazione pubblica ha due possibilità, o blocca la procedura e riparte da zero, ritardando il tutto di un paio d'anni, o tenta un dialogo con le ditte. Ed ecco l'ostacolo: ma legalmente si può fare? Solo un avvocato può dirlo, e dunque il Comune incaricherà un legale per aiutarlo a fare le cose alla luce del sole. Il legale. La consulenza viene chiesta alla Fidi Toscana: se andrà tutto bene la Fidi accompagnerà l'amministrazione fino alla conclusione della procedura. Spesa per il Comune: 14mila euro. Se la Fidi rispondesse subito "non si può fare" allora la cifra sarebbe minore. Lo hanno spiegato ieri in una conferenza stampa in Comune l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni e l'architetto Marco Marlazzi presidente della commissione tecnica. Avrebbero potuto prima sentire il legale e poi darne comunicazione ai cittadini, ma forse hanno voluto giocare d'anticipo: dire le cose come stanno prima di essere accusati di scarsa trasparenza. Spiega l'assessore Silvia Ginanni: «Dopo il parere negativo della commissione di valutazione, che condividiamo, vogliamo capire se si può chiedere ai due concorrenti di adeguare i loro progetti a quanto previsto dal bando. Insomma andare avanti nel procedimento, risparmiando tempo e denaro pubblico». Procedura di recupero che si trascina dal 2003. Ex convento. Si tratta di un complesso di beni architettonici di notevole pregio, con affreschi e sinopie. La Sovrintendenza ha la chiesa di San Lorenzo, che è esclusa dal bando, il Comune ha l'oratorio di Sant'Ansano e il convento. La struttura ha ospitato per anni una caserma, è stata rifugio degli sfollati durante la guerra, infine ha ceduto al degrado. Il Comune vuole recuperarla ma non ha i soldi, così chiede ai privati di farsi avanti e presentare progetti ma con precise indicazioni. Cosa chiede il Comune. Per l' oratorio chiede una destinazione culturale e museale, per il complesso dell'ex convento propone sedi di fondazioni e associazioni. Anche case, certo, ma solo dove già ci sono area di residenza. Infine un parcheggio interrato che dopo un periodo di concessione ai privati investitori, sarà di nuovo pubblico. «Un parcheggio a silos, con una piattaforma meccanizzata che mette l'auto nel suo posto sotterraneo senza l'intervento di nessuno e con poco impatto sulll'esterno» dice l'architetto. L'avviso. L'avviso viene pubblicato nel febbraio 2007 per un importo di 11milioni di euro. Rispondono due Ati: Ati di Cpf Costruzioni spa, Cosimo Pancani spa-Baldini Costruzioni srl di Firenze e Ati di Cmsa Soc.Coop Edilizia di Montecatini Terme-Cooper Casa di Pistoia. Cosa non va. L'architetto Marlazzi fa qualche esempio: «Non va bene che sui loggiati laterali del chiostro si affaccino degli appartamenti, che ci siano negozi che abbassino il soffitto soppalcandolo, e comunque nelle offerte ci sono più abitazioni del previsto. Poca chiarezza anche sull parcheggio». Insomma il bando è scaduto e i progetti sono stati bocciati, resta il tentativo finale del Comune per non mandare all'aria tutta la procedura, legge permettendo. Ivonne Pavoni