In mostra nellAnfiteatro Flavio sessanta pezzi arrivati da tutto il mondo. In occasione del centenario del regolamento ministeriale Le metope dei templi di Selinunte E un Canova mai visto -------------------------------------------------------------------------------- Sono capolavori che hanno attraversato i continenti, quelli esposti da ieri al Colosseo nella mostra "Rovine e rinascite dellarte in Italia", organizzata dal Ministero per i Beni Culturali e in particolare dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma. Cè la Venere de Medici, uno splendido marmo di Antonio Canova, di cui Napoleone si era innamorato: fu nascosta a Palermo per sottrarla alle sue brame, ma invano. Limperatore si decise alla fine a pagare una fortuna per portasela via. Nel 1815, però, la statua, tornò finalmente a Firenze, e per sempre. Ci sono le Metope dei templi di Selinunte, del 500 a. C., scoperte da due architetti inglesi nel 1823 mentre compivano uno scavo clandestino: non riuscirono a portarle a Londra, comera loro intenzione, furono bloccati dalla polizia del Regno di Napoli e ora le Metope sono nel Museo archeologico di Palermo. Rubate, nascoste, vendute - Goethe si rimproverò per tutta la vita di non aver acquistato una statua di ninfa del 140 d. C., nota, appunto, come Ballerina di Goethe, anchessa in questa mostra-, trafugate come bottino di guerra, soprattutto da Napoleone durante la campagna in Italia, ma anche dalle SS tra il ?40 e il ?45, che riempirono treni con statue, reperti, quadri. Oppure lasciate in eredità, regalate a qualche principe che non si fece remore di donarle a sua volta, mettendole a rischio in paesi poi travolti da guerre e rivoluzioni. Molti di questi capolavori hanno passato infinite dogane, abilmente nascoste, oppure sono finite nello zaino di qualche turista intraprendente. Avventurosa, in particolare, la storia dellApollo Citarista, splendido bronzo del I secolo a. C., nascosto durante la guerra nellabbazia di Cassino, trafugata dai paracadutisti della Divisione Hermann Goering che volevano farne omaggio al loro maresciallo, nascosta dai nazisti prima della caduta in una miniera di sale presso Salisburgo dove alla fine fu trovata dagli Americani e restituita allItalia. Cè poco da stupirsi, daltra parte, se si pensa che fino a un secolo fa - il primo regolamento organico di tutela, che si celebra con questa mostra, è del 1909 - le opere darte erano di chi se ne appropriava, e cera già da ringraziare il cielo se chi lo faceva era un collezionista. Il capolavoro fuggiva allestero, ma restava ben custodito. La storia dei secoli passati, per quanto riguarda larte, è piena di distruzioni. Basta pensare a quello che avvenne dopo la caduta dellImpero Romano: quanto veniva risparmiato dalle distruzioni delle incursioni dei barbari - e spesso anche dei saraceni - veniva usato per fare calce, come toccò a molti marmi di pregio. I cristiani si intestardirono, per di più, a cancellare le tracce delle divinità "idolatre". In seguito, ci pensarono i bottini di guerra a fare piazza pulita dei capolavori. Col Rinascimento, però, se le nuove scoperte attirarono a Roma torme di mercanti affamati di opere darte, cominciò anche unattenzione diversa verso le antichità. E anche lingordigia dei francesi delletà Napoleonica, per assurdo, insegnò ai popoli italici che quei marmi e quei bronzi erano un patrimonio. Da difendere, appunto. Le sessanta opere riunite nel Colosseo e provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, sono la testimonianza dei diversi livelli raggiunti nel nostro paese nella tutela del patrimonio storico e artistico del paese. Ed è interessante che il secolo che ha fatto di più, in questo senso, sia stato proprio il ?900, che ha visto anche tante ruberie e tanti furti. Ma cè una statua, in questa mostra, che avrebbe dovuto esserci e invece non cè, non a caso: è la Venere di Cirene, che è stata da poco restituita dallItalia alla Libia. Unaltra preda di guerra che ha ripreso la strada del paese da dove era venuta.
ROMA - Venere, Apollo e la sua ninfa storie di straordinaria tutela
La mostra "Rovine e rinascite dell'arte in Italia" si tiene nell'Anfiteatro Flavio a Roma. La mostra raccoglie sessanta opere d'arte provenienti da tutto il mondo, tra cui capolavori di Canova, Metope dei templi di Selinunte e la Ballerina di Goethe. Le opere d'arte sono state rubate, nascoste o vendute durante la storia, e molti di loro sono stati restituiti al loro paese di origine. La mostra è una testimonianza della tutela del patrimonio storico e artistico italiano, e rappresenta un passo avanti nel secolo che ha visto molte ruberie e furti.
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