CAGLIARI. A quattro giorni dai referendum regionali è sceso in campo il «cittadino sardo» Silvio Berlusconi. Lo ha fatto ieri a Palazzo Chigi durante una conferenza stampa sulla scuola. Il premier ha rivolto un appello agli elettori perché domenica vadano a votare e si è apertamente schierato contro il Piano paesaggistico. Un intervento che ha subito provocato nuove polemiche. L'appello è stato lanciato da Berlusconi nel rispondere a una domanda rivoltagli da un giornalista sardo nella sala di Palazzo Chigi riservata alle conferenze stampa. «Se potessi andare a votare - ha affermato il premier riferendosi al referendum che propone di abrogare la legge regionale cosiddetta "salvacoste" - andrei sicuramente, perché ormai tutti hanno visto i risultati» della normativa sarda votata all'inizio della legislatura, nel 2004, su proposta della giunta di Renato Soru. Una legge, ha detto ieri Berlusconi, che «col pretesto di salvare l'ambiente ha condannato lo sviluppo economico». Mentre «io penso che l'ambiente vada sicuramente rispettato ma penso che l'intervento dell'uomo lo deve migliorare e non peggiorare, ma le regole non devono limitare lo sviluppo, anzi lo devono incentivare». Berlusconi ha suggerito anche la ricetta: «In Sardegna bisogna fare ciò che non si è fatto sinora: creare infrastrutture che possano consentire all'isola di attirare anche un turismo non legato ai mesi estivi. Penso ai centri congressuali per un turismo culturale e altre attività capaci di attirare turismo per tutto l'anno in modo che l'occupazione alberghi non si fermi all'8 per cento ma vada sopra il 50 per cento come ha da essere dove si punta sul turismo». Il leader del Centrodestra si è mostrato fiducioso: «Penso che i cittadini sardi lo sappiano, il referendum darà buoni risultati. Io dò un suggerimento calorissimo ai miei concittadini sardi di andare a votare per cancellare una legge che ha dato risultati drammatici, per dare alla Sardegna la possibilità di uno sviluppo economico». Berlusconi, a proposito della vocazione turistica dell'isola, si è detto sicuro che la Sardegna possa puntare su questo settore: ha criticato, però, un turismo che «affolla la Sardegna solo dal 15 luglio a fine agosto». Mentre le potenzialità, ha detto, sono enormi, ad esempio puntando «sul verde» anche nei mesi invernali. E ha concluso: «Il turismo crea lavoro anche negli altri settori, nell'agricoltura, nel commercio». Il presidente non si è invece pronunciato sui risvolti politici dei referendum (oltre quello sulla legge salvacoste, ci sono due quesiti contro Abbanoa e la tariffa unica dell'acqua). Risvolti politici che guardano soprattutto alle elezioni regionali del 2009: c'è chi pensa, infatti, che questa tornata referendaria altro non sia che una campagna elettorale anticipata dal Centrodestra. Contro la presa di posizione di Berlusconi si è immediatamente schierato il senatore Francesco Sanna (Partito democratico): «E' una grave ingerenza politica e istituzionale», ha tuonato l'ex consigliere regionale della Margherita. Sanna ha aggiunto: «Sarà pure Berlusconi a decidere il candidato del Centrodestra alla presidenza della Regione, ma il presidente del consiglio dei ministri tenga il governo da una vicenda che non le compete sotto alcun profilo». Di paree diverso, ovviamente il deputato del Pdl Bruno Murgia, di area An. «L'invito di Berlusconi a votare Sì contro la legge "salvacoste" - ha detto Murgia - ci riempie di fiducia in vista del voto di domenica. Il presidente del consiglio ha centrato il punto fondamentale: dobbiamo trovare l'equilibrio tra sviluppo e conservazione del'ambiente, restituendo ai Comuni la facoltà di poter programmare il proprio futuro, rendendo la Sardegna un polo di attrazione per un turismo lungo quattro stagioni, differenziato e intelligente».
SARDEGNA PPR - Scende in campo anche il sardo Berlusconi
Ieri, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il premier Silvio Berlusconi ha lanciato un appello agli elettori sardi per votare il referendum regionale domenica. Il referendum propone l'abrogazione della legge "salvacoste" che ha avuto risultati drammatici per l'economia sarda. Berlusconi ha criticato la legge, affermando che col pretesto di salvare l'ambiente ha condannato lo sviluppo economico. Ha suggerito di creare infrastrutture per attirare un turismo non estivo e di incentivare lo sviluppo economico. Il leader del Centrodestra ha fiducia che i cittadini sardi lo sappiano e che il referendum darà buoni risultati.
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