CAGLIARI. «La legge salvacoste non ha prodotto alcuna speculazione». Lo ha ribadito l'assessore regionale all'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, intervenendo sulle polemiche in vista del referendum abrogativo di domenica. L'esponente della giunta Soru, in polemica con i sostenitori del Sì, ha ricordato («ancora una volta») che la legge del 2004 «non ha escluso né coinvolto i cittadini, in quanto norma che ha provveduto a colmare un vuoto legislativo dopo la cancellazione da parte dello Stato dei 14 piani territoriali paesaggistici, e ha svolto l'importante compito di cautelare l'isola per 12 mesi in attesa del Piano paesaggistico regionale». Le norme della «salvacoste», ha aggiunto Sanna, hanno esaurito il loro compito e comunque non hanno impedito ma prescritto l'attuazione di uno sviluppo sostenibile del turismo in Sardegna. Se fosse avvenuto il contrario non avremmo avuto bisogno di fare tutto ciò che abbiamo fatto». L'assessore all'Urbanistica ha spiegato che «la legge salvacoste ha fermato tutto indistintamente e salvato soltanto gli interventi che avevano acquisito tutte le autorizzazioni a costruire entro il 10 agosto 2004. Non solo, con qualche specificità anche quelle che erano state avviate ma non completate. Non vi è nessuno spazio per amici o nemici, dal momento che chi viola le leggi deve fare poi i conti con la magistratura e mentre Pili e compagni non fanno altro che sostenere questa tesi, io da mesi chiedo loro di fare i nomi e i cognomi: ancora non ho sentito nulla». Quanto, infine, all'accusa sui riflessi negativi su occupazione e ambiente, l'esponente della giunta ha osservato che «la legge 8 non ha chiuso un solo albergo, anzi ne sono stati aperti di nuovi, e non ha modificato i flussi turistici annuali della Sardegna, che anzi sono aumentati. Se parliamo di disoccupati nell'edilizia, i dati dell'Edilcassa segnalano, negli ultimi tre anni, un aumento degli assicurati e delle ore retribuite incrementate del 15». Nel dibattito è intervenuto ieri il presidente della Provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco, naturalmente in difesa del Piano paesaggistico e della tutela delle coste. Tocco ha accusato il Centrodestra di aver dato vita a una «crociata fondata su motivi futili e inconsistenti che però vengono fatti apparire come fondamentali e irrinunciabili» nell'interesse «di pochi e ben definibili gruppi di potere, economici e politici». Dopo aver detto che col referendum «si chiede agli elettori di cancellare una legge che nella sua forma era transitoria, destinata a frenare uno scempio paesistico e urbanistico che in poco tempo avrebbe prodotto danni irrimediabili al patrimonio ambientale sardo». Ma con la nuova legge urbanistica già in esame al Consiglio regionale la legge salvacoste esaurisce il suo compito e cede il passo ad un più efficace strumento. Si spendono inutilmente soldi pubblici». Secondo Tocco «gli interessi a cui il referendum serve sono chiari: favorire il rilancio politico di personaggi che non godono della fiducia neppure del loro schieramento, avviare una campagna elettorale surrettizia, nella quale pensano di non poter perdere». E ha spiegato: «Perché quand'anche - come probabilmente avverrà - i seggi referendari andassero deserti i pochi voti raccolti sarebbero in massima parte in loro favore e non avranno difficoltà a dire che la richiesta di abrogazione è stata larghissima (omettendo di dire su quale percentuale di votanti è stata calcolata). Inoltre poiché la legge salva coste di fatto verrà abrogata tra breve, per cessata utilità, potranno raccogliere i frutti della loro 'vittoria' e spacciarli come risultato di una malintesa volontà popolare. E' un giochetto squallido, ma, in questi tempi, e con gli opportunisti in gran parte asserviti al loro schieramento, non è escluso che sia un giochetto riuscito. Così i soliti 'operatori finanziari' potranno avere l'impressione di averla spuntata contro una giunta che non perdono occasione di accusare d'arroganza». Intanto, sul fronte del Sì, anche l'ex deputato Sergio Nuvoli (Forza Italia) ha aderito all'iniziativa referendaria promuovendo un Comitato per il Sì «con l'adesione - ha scritto in una nota - di decine di amministratori comunali». Oggi alle 29 ci sarà un'assemblea pubblica ad Ardara. «E' importante - ha dichiarato Nuvoli - recarsi a votre e sosteere il Sì per abrogare le norme della legge 8 sulle coste e della gestione dell'acqua che tanti danni stanno producendo alla Sardegna».