SIMBOLI E CULTURA. Nasce un comitato contro la cessione di edifici storici. E un discendente si è già rivolto a Tosi Si è costituito un comitato si oppone all'alienazione di alcuni palazzi storici della città, annunciata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Flavio Tosi. Nel mirino del comitato, ma anche delle minoranze di centro-sinistra in consiglio comunale e in Provincia, la vendita di Palazzo FORTI, attuale sede della Galleria d'arte moderna (base di partenza 65 milioni di euro), ed i palazzi Pompei e Gobetti che ospitano il Museo di storia naturale (30 milioni complessivi), oltre all'ex convento San Domenico, stimato oltre 12 milioni, dove è situato il comando della Polizia Municipale. «Un luogo simbolo della cultura della città - dice l'ex sindaco Paolo Zanotto - sarà trasformato in uno spazio commerciale, in mano ai privati». Entro novembre le opere della Galleria d'arte moderna da Palazzo FORTI saranno trasferite al Palazzo della Ragione. Lo scorso anno la Galleria è stata visitata da circa 7.000 persone. «La vendita dei palazzi Pompei e Gobetti - replica l'assessore al patrimonio Daniele Polato - è stata decisa proprio dalla precedente amministrazione, guidata dal sindaco Zanotto, che ha indicato la destinazione in residenziale e direzionale». «L'attuale amministrazione - precisa Polato - ha avuto l'attenzione di cambiare la destinazione d'uso, innalzando la base di partenza da 17 milioni 100mila euro a 30 milioni». E sulla discussa vicenda legata alla vendita di Palazzo FORTI interviene con una lettera il professor Augusto FORTI, 70 anni, discendente di Achille FORTI, l'ultimo proprietario del Palazzo che lo vendette al Comune nel 1937. Il professor FORTI, all'inizio di settembre, come riportato dal nostro giornale, aveva già scritto una lettera al sindaco Flavio Tosi e al direttore regionale per i beni culturali, Ugo Soragni, esprimendo il forte dissenso per la vendita di un bene destinato a rafforzare le tradizioni culturali veronesi. E adesso rincara la dose. «Achille FORTI», scrive il professor Augusto, «alla sua morte lasciò i suoi beni ad una Fondazione che a suo nome doveva occuparsi dei malati di tubercolosi. Negli anni 30 questa malattia era molto diffusa e i meno abbienti di Verona senza l'aiuto di persone generose come Achille non potevano certo curarsi. La Fondazione era dotata di fondi cospicui dovuti anche a delle rendite ad essa delegate. In più vi erano degli immobili che la Fondazione poteva vendere per sopperire ai suoi scopi. Non mi è chiaro che fine abbia fatto tutto ciò, anche perché la tubercolosi oggi non esiste quasi più . Questo naturalmente meriterebbe un'indagine a parte. Inoltre Achille FORTI- continua il professor Augusto- in un lascito ad hoc destinava palazzo FORTI ad ospitare la Galleria di Arte Moderna per la città di Verona che ne era priva e a beneficio pubblico dei cittadini veronesi». Ora l'amministrazione comunale intende trasferire la Galleria d'Arte Moderna in altra sede e vendere il Palazzo FORTI. E su questo pone l'accento il professor FORTI. «Anche da un'articolo pubblicato dall'Arena, a firma di Giancarlo Beltrame», sottolinea FORTI, «questo trasferimento appare problematico e confuso sia rispetto al luogo che allo spazio che deve essere al minimo equivalente all'attuale. In pratica si prospetta la chiusura della Galleria non essendovi in questo momento né un direttore né una chiara programmazione per i prossimi anni. Tutto ciò- aggiunge il professore- va contro l'interesse dei veronesi e contro lo spirito del lascito di Achille FORTI. E non si può fare. I miei legali lo hanno segnalato al sindaco e l'eventuale compratore deve essere cosciente del rischio che corre. Molte associazioni di cittadini si oppongono al depauperamento delle istituzioni culturali a Verona. Città molto più povere di Verona, come ad esempio Rovereto, hanno costruito attorno alla Galleria d'Arte Moderna un indotto importante e una reputazione che attira visitatori da tutta Europa. Come osservatore indipendente, mi permetto di dire, che mi sembra ci sia, dopo una sfortunata serie di eventi nel campo culturale, l'intento, di qualcuno, di nuocere alle ambizioni presidenziali del giovane e popolare sindaco Tosi. Il Veneto è infatti, -conclude il professor FORTI- a differenza di altre regioni, una terra ricca di cultura e di importanti iniziative e attività culturali e, l'interesse e il sostegno alla cultura, saranno un biglietto da visita indispensabile per un futuro Presidente della Regione».
VERONA - Vendita di Palazzo FORTI I miei legali dal sindaco
Un comitato si è costituito per opporsi alla cessione di alcuni edifici storici della città di Verona, tra cui Palazzo FORTI, sede della Galleria d'arte moderna, e altri palazzi come Pompei e Gobetti. La vendita è stata annunciata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Flavio Tosi. Un discendente di Achille FORTI, l'ultimo proprietario del Palazzo, ha scritto una lettera al sindaco e al direttore regionale per i beni culturali esprimendo forte dissenso per la vendita. Il professor Augusto FORTI sostiene che il Palazzo FORTI era destinato ad ospitare la Galleria d'Arte Moderna per la città di Verona e a beneficio pubblico dei cittadini veronesi.
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