«Essendo architetto, e per il ruolo istituzionale che mi onoro di svolgere, frequentemente vengo chiamato a esprimere opinioni sulle trasformazioni del territorio. In questo caso dico che l'installazione di quelle grandi pale è una delle più sensate degli ultimi tempi». Quello di Giuliano Colombini, presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Pisa, è un plauso senza riserve. L'installazione in questione è quella dei "giganti" del parco eolico di Pontedera, un progetto da 15 milioni di euro complessivi, gli aviogeneratori più grandi di Toscana. Eppure, tempo fa, i perplessi non erano pochi. Mentre le grandi torri grigie iniziavano ad arrampicarsi in cielo, visibili a chilometri di distanza, a terra c'era chi si chiedeva: e il paesaggio? E quando le eliche inizieranno a girare, che ne sarà del colpo d'occhio? Lo stesso architetto Colombini qualche dubbio l'aveva. «Pensavo, quando se ne iniziò a parlare, che tali strutture potessero disturbare- confessa - Mi sbagliavo. Ora provo un senso di serenità nel vedere queste presenze, quasi fossero lì come guardiani del territorio, pronti a fornire quell'energia di cui la laboriosità dell'uomo necessita». Se era perplesso un professionista abituato per mestiere a seguire l'evoluzione di linee, forme e volumi, figurarsi i commenti di quanti sono meno allenati alla palestra dell'innovazione estetica. Borbottii e mugugni. C'era chi remava contro, insomma. Il sindaco di Pontedera Paolo Marconcini, principale fautore del parco assieme alla società belga Electrawinds, che ha progettato e costruito l'impianto, non mancò di rammentarlo, alla presentazione ufficiale: «Abbiamo superato non pochi ostacoli. Abbiamo dovuto dimostrare, convincere, appianare resistenze. Ciò che stiamo facendo è aggiungere tassello su tassello, in modo che il quadro d'insieme sia capace di parlare di approvvigionamento energetico e fonti rinnovabili. Pontedera entra a buon diritto tra quanti si impegnano in questo cammino». Tanta caparbietà è servita, le pale sono in azione, la squadra che le sorveglia, guidata dall'ingegnere pontederese e general manager di Electrawins Pontedera Elisa Latini, non si perde un giro. Ora arriva anche il suggello estetico degli architetti. «Sono alte e snelle», continua Colombini. «Sviluppano potenza elettrica ma anche psicologica. La loro fierezza e maestosità è suprema. Nel guardarle si prova un'attrazione, quasi la voglia di toccarle. La loro pulizia geometrica e la loro eleganza è perfetta». A chi continua a far polemica, parlando di impatto ambientale, l'architetto risponde che «la parola impatto andrebbe abolita, quando si parla di trasformazioni. Ogni cosa che si cala sul territorio crea mutamento. Non sottovalutare la cura delle cose, delle forme e dei rapporti tra oggetto e ambiente, ovvio, resta fondamentale. Ma nel caso specifico, le pale non creano impatto: la struttura è bellissima, maestosa, sta lì a produrre energia pulita e rinnovabile, della quale noi tutti abbiamo bisogno». Una cosa è certa, osserva: la globalizzazione, anche paesaggisticamente parlando, incalza. Nessuno può far finta di niente, il mondo cambia. Ma non è detto cambi per forza in peggio. «Come diceva il commissario Monti, il fenomeno non va combattuto ma governato, i processi economici ed evolutivi del mondo crescono e si modificano senza domandare niente a nessuno. Alcuni nostalgici vorrebbero continuare a vedere un paesaggio bucolico, ma nello stesso tempo usano la casa riscaldata, l'automobile, i computer, i telefonini, gli aerei, le navi e così via». Tutto questo ha un costo: si chiama energia. Trovarla è sempre più difficile. Le pale del parco eolico di Pontedera possono essere una soluzione. Intanto girano, e la cosa pare funzionare a meraviglia. Andrea Lanini
PONTEDERA. Gli architetti promuovono le pale È una installazione sensata
Giuliano Colombini, presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Pisa, ha espresso il suo plauso per l'installazione dei "giganti" del parco eolico di Pontedera. Il progetto, da 15 milioni di euro, prevede l'installazione di aviogeneratori più grandi di Toscana. Inizialmente, ci furono perplessità sulla loro presenza, ma ora Colombini afferma di provare un senso di serenità nel vederle. Considera le strutture come guardiani del territorio, pronte a fornire energia pulita e rinnovabile.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo