Caro Vergani, sono un cittadino europeo che vive nel vostro Paese. So, per averla spesso letta sull'argomento, il suo battersi per un Museo del Design che sia anche luogo della memoria del Novecento per il potere evocativo che può avere un prodotto e per come e quanto certi prodotti di disegno industriale hanno marcato il proprio tempo. Tempo fa, ho letto di una settimana dedicata ai Musei d'Impresa dalla Biblioteca di via Senato e di visite guidate per iniziativa dell'Associazione Museimpresa che è stata creata da Assolombarda per delineare un primo possibile percorso di turismo industriale. Ero fuori Italia e ho perso l'occasione. Come fare per saperne qualcosa di più? ... Franz Schnabel L'Associazione, che fu voluta e avviata da Carlo Camerana, ha un indirizzo e un numero telefonico: via Pantano 9, 20122 Milano, tel. 02-58370502. Nella primavera scorsa, il Touring Club ha pubblicato una guida del «Turismo Industriale» attraverso 126 musei e archivi d'impresa visitabili in Italia. Guai a pensare che possa bastare questa rete museale diffusa sul territorio da Ivrea (Archivio Storico Olivetti) a Crusinallo di Omegna (Museo Alessi), da Arese (Museo Storico dell'Alfa Romeo) a Maranello (Galleria Ferrari), da Recanati (ArchivioGalleria Guzzini) a Firenze (Museo Salvatore Ferragamo), a Parma (Archivio Storico Barilla). Guai a trasformare questa bella realtà in un alibi per non fare il Museo del Design o per farlo riduttivamente, micragnosamente in spazi esigui perché quest'ente o quell'università vogliono metterci sopra il proprio cappello. Finalmente, come scrive Antonio Calabrò nella prefazione alla guida del Touring, la memoria trova in questi musei d'impresa una propria ribalta. Dalla memoria discende il senso d'identità. Attraverso la memoria dei prodotti, degli uomini che li hanno creati, dei luoghi, delle fabbriche dove sono nati, si legge il tempo economico, sociale, esistenziale che ci sta alle spalle e il futuro. Il museo, l'archivio sono strumenti essenziali per formare gli eredi del «made in Italy», per portare avanti la ricerca tecnologica, la ricerca estetica, quell'idea di «fatto bene» che è la chiave del successo italiano. Anni fa, a Maranello, una berlina del 1946, color grigio argento, con le maniglie interne a catenella, mi ha fatto capire più di decine di letture come riuscimmo ad uscire vittoriosi da quel terribile dopoguerra. Ho visitato il bellissimo Museo della Kartell a Noviglio, vicino a Binasco, ho visto il primo prodotto, un portasci a fasce elastiche in gomma, ho visto l'esplodere della plastica dai casalinghi alla seggiolina per bambini di Marco Zanuso e Richard Sapper e la storia del costume di quegli anni Cinquanta e Sessanta mi è passata dentro come una quasi inavvertibile ma profondissima e didascalica lezione. Così al Museo dell'Alfa (110 vetture dalla fondazione ai nostri giorni), alla Collezione Zucchi, all'Archivio Pirelli. Questa è la prova di una necessità. Date retta, voi che potete, che state nel potere. Fatelo questo strabenedetto Museo del Design. E fatelo pensando in grande.
Museo del Design, l'obbligo di volare alto
Un cittadino europeo, residente in Italia, esprime la sua ammirazione per il battersi di Carlo Camerana per creare un Museo del Design che sia anche luogo della memoria del Novecento. Ha letto di una settimana dedicata ai Musei d'Impresa dalla Biblioteca di via Senato e di visite guidate per iniziativa dell'Associazione Museimpresa. L'Associazione, fondata da Carlo Camerana, ha un indirizzo e un numero telefonico. Il Touring Club ha pubblicato una guida del Turismo Industriale attraverso 126 musei e archivi d'impresa visitabili in Italia.
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