Palermo. La Sicilia è la regione d'Italia con il più alto numero di teatri chiusi: 59 in tutta l'isola. In testa Palermo con 14, a seguire Agrigento e Messina con 10, poi Catania con 8, Siracusa con 6, Ragusa, Caltanissetta e Trapani con 3, ed Enna con 2. I dati sono venuti fuori da un'indagine su 428 teatri in tutta Italia, avviata dall'associazione Teatriaperti nel settembre 2006 e chiusa a marzo 2007, che ha consentito di rilevare dati sulle condizioni di degrado e abbandono dei teatri presenti sul territorio nazionale, sulla loro storia, evocata da immagini fotografiche attuali e di archivio. Il tutto illustrato in un libro dal titolo «Teatri Negati», un portale web e un documentario, presentati al pubblico al Teatro Nuovo Montevergini di Palermo. «Sono due gli obiettivi di questo progetto: il primo è quello di far emergere un sommerso di cui nessuno parlava - spiega Francesco Giambrone, presidente di Teatriaperti - si discute soltanto dei grandi teatri, dimenticandosi di quelli piccoli. Il secondo è quello di riuscire ad aprire quelli chiusi o inattivi da anni. Attraverso il censimento nazionale dei teatri chiusi abbiamo voluto ricostruire la disarmante situazione in cui versa una parte del patrimonio artistico e architettonico del nostro Paese privato nel corso degli anni più recenti di quella straordinaria ricchezza abbandonati al degrado e all'incuria, che adesso devono essere restituiti alla collettività, considerando anche il fatto che nelle piccole realtà costituiscono luoghi di aggregazione. È uno dei tanti effetti prodotti da politiche culturali inadeguate, - aggiunge - gestite per anni in maniera superficiale e inappropriata che, talora, nell'indifferenza generale, hanno prodotto un deterioramento strutturale, in qualche caso anche irreversibile, degli edifici teatrali. E' per questo che lancio un appello alle istituzioni dell'Isola, affinché intervengano per risolvere al più presto il problema». Le 428 strutture rilevate sono rappresentate per il 61 da teatri in senso stretto, per il 35 da cine-teatri e per il 2,8 da auditorium. La restante quota, pari all'1,1, è rappresentata da sale polivalenti e teatrini, concentrate nei piccoli comuni delle regioni del nord Italia, così definite in virtù della loro ubicazione o delle loro ridotte dimensioni (nel caso dell'unico teatrino censito in Emilia Romagna che con i suoi 50 posti è il più piccolo teatro italiano). Oltre il 50 dei teatri ha cessato la propria attività a partire dal 1980 e solo 12 teatri sono stati chiusi prima del 1940. Il 25,5 dei teatri chiusi è ospitato all'interno di edifici di rilevante valore storico ed architettonico, sottoposti a vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali della regione di appartenenza. Tesori piccoli e grandi che conservano spesso un pezzo di storia del costume del luogo. Tra le molteplici cause di chiusura dei teatri italiani individuate l'inagibilità è quella più ricorrente: il 31,7 dei teatri è stato infatti chiuso perché dichiarato inagibile mentre solo 47 teatri sono stati chiusi per necessari lavori di restauro. Chiusi anche 30 spazi teatrali per mancanza di pubblico, mentre una piccola quota per mancanza di fondi o per vicende giudiziarie. Sono state rilevate anche altre cause tra i motivi di cessazione dell'attività per alcuni teatri: 8 strutture sono state chiuse per incendio, 5 per cedimento strutturale causato da eventi sismici. A livello italiano la Sicilia è seguita dalla Lombardia con 57 teatri chiusi, dalla Toscana con 39, e dal Piemonte con 32. La Valle d'Aosta detiene invece il record in positivo con solo un teatro chiuso.
SICILIA - Tanti edifici storici abbandonati
In Italia, 59 teatri sono stati chiusi, con la Sicilia che ne ha il maggior numero, 14. I dati sono stati rilevati da un'indagine su 428 teatri, avviata nel 2006 e conclusa nel 2007. I teatri chiusi sono stati classificati in base alla loro attività, con il 61% rappresentato da teatri in senso stretto, il 35% da cine-teatri e il 2,8% da auditorium. La maggior parte dei teatri chiusi (50%) ha cessato la propria attività a partire dal 1980. Le cause di chiusura sono state diverse, con l'inagibilità essere la causa più ricorrente (31,7%).
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