In ritardo rispetto alla Spagna (cammino di Santiago) Il percorso medievale è in stato di abbandono, solo le associazioni ci hanno sistemato segnali CASTELFIORENTINO. «In Spagna è bello ma qua lo è molto di più». Il concetto di bellezza può essere astratto, soggettivo e poliedrico e lo testimoniano i pellegrini (tanti) che passano dal tratto valdelsano della Francigena che si presenta in condizioni misere: con pochi cartelli e una pulizia (dai rovi) a macchia di leopardo, solo grazie alla buona volontà di qualcuno. Sono tanti i viandanti moderni a sostenere l'assoluto primato del tracciato da Monteriggioni fino quasi a San Miniato rispetto allo straconosciuto cammino di Santiago di Compostela, usato dai pellegrini spagnoli e francesi sempre nel Medioevo per raggiungere la tomba di San Giacomo nella cittadina galiziana. Santiago, però, è un bene protetto dall'Unesco. E che in 20 anni ha rivoluzionato l'economia della Galizia. Da regione più povera, si è trasformata in quella che ha il Pil (Prodotto interno lordo) più rilevante nella penisola iberica. Sulla base dei seicentomila viandanti all'anno che si muovono sul percorso e che fanno riferimento a ostelli e strutture di ospitalità "povere", ruotano tre milioni di turisti presenti in alberghi e agriturismo. Un grande serbatoio economico e di tutela del territorio che ancora la Toscana, con la Francigena, non è riuscita minimamente a sfruttare pur avendo la stessa situazione (se non migliore). «Purtroppo la politica fa fatica a capire queste opportunità - spiega Mario Lupi, rappresentante della Regione nell'Associazione delle vie francigene nonché capogruppo dei Verdi - e, anche se si parla in termini solo economici, non ne ha colto l'importanza. Ma noi siamo testardi e ci stiamo battendo per un'economia sostenibile qui come da altre parti». I risultati stanno arrivando. Da pochi mesi la Francigena ha "sfondato" e anche i Comuni si stanno muovendo per la valorizzazione del percorso e la tutela del patrimonio correlato che, a volte, è anche in serio pericolo di esistenza. Prima di arrivare a questo punto, purtroppo c'è stato un lungo periodo di disinteresse e assenza di risorse rispetto ai 75 chilometri dell'antica via che passa da Siena fino a Coiano passando da Monteriggioni, Colle, San Gimignano, Gambassi e Castelfiorentino. Qui guerre, carestie e altro hanno lasciato intatto il percorso, con l'opportunità ancora oggi e a differenza di altri tratti (come per esempio tra Lucca e Altopascio) di poterlo percorrere tutto. Solo le associazioni, nel passato, si sono mosse in base alle loro relative disponibilità. E il Giubileo ha lasciato poco in eredità alla Francigena. In zona hanno lavorato Turismonatura e il gruppo trekking I' Giglio. «Dal 1995 abbiamo sistemato 185 pali e una decina di bacheche con riferimenti storici e rispetto all'altezza - spiega Alessio Latini che fa parte delle due associazioni e della Fie (Federazione italiana escursionismo) - l'intervento fu possibile grazie a uno sponsor, l'Alleanza assicurazione». «Fino al 2006 con intervelli di sei mesi - continua Latini - abbiamo fatto la manutenzione e venne pubblicata una guida in modo che i pellegrini non si perdessero. Poi lo sponsor si è ritirato e da allora nessuno fa più niente. Facciamo solo qualche intervento come volontari durante il fine settimana». Ma alcuni cartelli che indicavano l'antica strada sono stati buttati giù e non sono stati rimessi a posto. Vicino a Coiano in un tratto sono stati gettati scarichi del rifacimento di un'abitazione. Sempre in questa zona ci sono alcune frane. E a volte, in estate, la vegetazione ha la meglio sui pellegrini che «in ogni caso - come racconta un abitante di Coiano - passano ogni giorno. Anche venti ne conto dalla mattina alla sera». Con la partenza della cartellazione, e grazie anche all'assessore Mario Cappelli, nel 1996 iniziò la festa della Francigena a Castelnuovo la prima domenica di ottobre che si svolgerà quest'anno proprio il prossimo fine settimana. Un evento che a ogni edizione ha catalizzato anche 1.500 persone con l'aiuto del comitato della frazione. Poi è passato il treno del Giubileo nel 2000. Ma i soldi non sono arrivati così come non sono arrivati in seguito lasciando la "miniera" Francigena intatta ma in stato di abbandono. Qui al momento i pellegrini si perdono come ha fatto poco tempo fa a Gambassi una pellegrina di Bordeaux che stava andando a Gerusalemme. E dove poi (se si esclude l'ostello a Castelfiorentino e poco altro) non si trova posto per dormire a buon prezzo. A muoversi sulla questione sono stati di recente lo scorso governo Prodi e poi anche l'attuale Berlusconi. Ma il meccanismo non è stato elastico e dinamico. «Sopra il progetto c'erano quattro o cinque ministeri - spiega Mario Lupi - e non è stato facile andare avanti. Ma finalmente ora abbiamo in mano qualcosa: c'è un tracciato ufficiale della via Francigena che è stato fatto e rifatto mille volte, anche con il gps, e su questo si sta lavorando». Il ministero si è mosso con il diario di Sigerico che nel 990, sulla via del ritorno a Canterbury, annotò tutte le località. Tra queste Coiano e Santa Maria a Chianni. Le polemiche di chi è rimasto escluso non sono mancate, tipo Certaldo per fare un esempio nella nostra zona che già aveva pensato a un museo della Francigena nel borgo. I problemi sono arrivati anche dal ministero dei trasporti. Alla fine, comunque, è stato deciso dove verranno sistemati i cartelli: il ministero dei beni culturali ne metterà uno ogni tre chilometri, mentre quello per le politiche agricole uno ogni trecento metri. La lacuna rimane sui luoghi per dormire a prezzi modici. «Bisognerà lavorare sulla rete di strutture per l'accoglienza - continua Mario Lupi - ad Altopascio il Comune ha realizzato un punto di sosta dove chi si ferma per la notte lascia un'offerta secondo le disponibilità. Ogni venticinque chilometri ci deve essere una tappa in modo che nessuno debba perdersi oppure far lunghi tratti prima di trovare un posto per riposare». Che non costi un'esagerazione. Sulla base del tracciato ministeriale si stanno muovendo anche i Comuni. «Nella nostra zona stiamo mettendo a punto un accordo di programma tra Castelfiorentino, Gambassi Monteriggioni, Colle, San Gimignano - spiega l'assessore Claudia Firenze del Comune di Castelfiorentino che si occupa di Francigena - e stiamo verificando, con l'architetto Alessandra Angeloni incaricata dal comune di Monteriggioni, su quali proprietà passa il percorso e dove esattamente esistono già cartelli o segnali». II passo seguente, anche per Castelfiorentino, sarà quello di ampliare l'offerta di ospitalità che comunque ha il suo caposaldo nell'ostello». Nel frattempo Castelfiorentino ha dovuto tamponare l'emergenza del campanile della chiesa di Coiano, capolavoro romanico sempre sul tracciato della Francigena, che stava franando. Anche qui dovrebbe sorgere, una volta trovate le risorse, una foresteria come sta per aprire, invece, alla pieve di Santa Maria a Chianni». La "miniera" Francigena potrà prendere il volo non solo per il turismo più religioso o meditativo. «E' un contenitore poliedrico - spiega l'assessore Firenze - dove tutti possono trovare spazio». «Ci possiamo mettere di tutto - dice Alessio Latini - il rapporto con le scuole, la valorizzazione dell'ambiente (da chi va a cavallo a chi si sposta in bicicletta). Noi abbiamo proposto un percorso anche i disabili». Il treno è partito. Ora si tratta di perfezionare il coordinamento tra vari enti e associazioni. Ed evitare sovrapposizioni tipo quella del fine settimana che si è verificata tra Castelnuovo e Monteriggioni. In entrambe le località saranno proposte escursioni sulla Francigena ma con regie diverse. «E' stato un disguido - spiega l'assessore Firenze - è poco tempo che siamo partiti e queste cose possono accadere. E' difficile pensare che non ci siano sbavature. Sono convinta che le forze per portare avanti una programmazione efficace ci sono. Basta fare uno sforzo ulteriore e capire chi deve fare che cosa».
Il Tirreno
2 Ottobre 2008
EMPOLI - Francigena, la risorsa sprecata. Solo ora partono progetti per la valorizzazione del turismo
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