PISA. «Per le celebrazioni del 2009, anno galileiano, servono fatti concreti e il tempo stringe. L'Italia corre il rischio di farsi trovare impreparata ad un appuntamento storico che tutta la comunità scientifica internazionale attende e che vede già iniziative nel mondo intero». Lo segnala Ermete Realacci, primo firmatario, insieme a Paolo Fontanelli, di una interrogazione parlamentare al ministero dei beni culturali sulla necessità di avviare al più presto un programma per le celebrazioni nel prossimo anno dell'anno galileiano. «In Italia - fa notare ancora Realacci - non è stato organizzato ancora niente di organico e coordinato. Finora ci sono solo alcune iniziative organizzate in ordine sparso. Anche a Pisa, progetti, mostre o convegni. Non esiste però un disegno unitario e nemmeno una cabina di regia da parte del ministero dei Beni Culturali per un evento di grande rilevanza per il nostro paese. Le celebrazioni per l'anno Galileiano, infatti, potranno rappresentare un'importante occasione per sviluppare eventi di interesse internazionale ed il relativo indotto sia di carattere culturale e scientifico sia di promozione turistica». «Al pari degli sforzi compiuti da Pisa, Padova e Firenze, le tre città che sono state teatro della vita e delle attività scientifiche di Galileo - prosegue Realacci - sarebbe opportuno che il ministero desse qualcosa di più che un segnale di attenzione, come è l'istituzione del Comitato nazionale presieduto dal pisano prof. Edoardo Vesentini e che ormai risale al 2006. Ho avuto infatti personalmente più volte rassicurazioni da parte del ministro Bondi che le nostre sollecitazioni avrebbero avuto un seguito, ma credo che adesso ci sia bisogno di fatti concreti perché c'è poco tempo». Nell'interrogazione, sottoscritta anche da altri parlamentari delle regioni interessate, cioè Toscana e Veneto, vengono riportati gli estremi del decreto istitutivo del comitato nazionale e l'odg approvato dalla Camera che impegna il governo a reperire i fondi straordinari per le celebrazioni.