La gru in piazza S. Maria in Castello è diventata parte dell'arredo urbano La Provincia promette di restituire lo spazio alla città entro la fine del mese PRATO. La gru gialla in piazza Santa Maria in Castello si potrebbe pensare faccia parte dell'arredo urbano. Una sua collega più alta era sparita verso la metà del 2007, dopo che aveva torreggiato sulla piazza per un periodo lunghissimo. Quindi l'utilizzo della gru si è di nuovo reso necessario per la ristrutturazione del giardino pensile di Palazzo Banci Buonamici, che la Provincia doveva restituire ai cittadini in estate o più esattamente a settembre, come spiega l'assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Maria Luisa Favi. A quanto pare i giardini, che si è poi scoperto con sorpresa essere sede di un sito archeologico (il basamento di una torre in alberese risalente al XII secolo e una possente struttura muraria che potrebbe essere messa addirittura in relazione con l'antico castellum de Prato, documentato a partire dal 1028 e distrutto dalla contessa Matilde nel 1107), stando alla Provincia, saranno pronti per fine ottobre. A dire il vero, visitando il cantiere, si ha la sensazione che ci sia ancora molto da fare e che non sia cambiato tanto dalla primavera del 2007, quando il sito archeologico fu aperto al pubblico per pochi giorni. «I lavori sono stati affidati alla ditta a maggio, non appena conclusa la gara d'appalto - spiega l'assessore Favi - Si tratta di un'area complicata in cui lavorare, proprio per la presenza dei ritrovamenti archeologici, che tuttavia sono già stati sistemati. E questa era la parte più complessa e soggetta a rallentamenti, proprio perchè necessitava di essere seguita dalla Soprintendenza archeologica e si è conclusa ad agosto. Un mese di ritardo, visto che l'area è soggetta a vincoli, ci può stare». Versione che coincide con quella del direttore dei lavori, l'architetto Sabrina Pauselli. Certo stando al cartello che campeggia fuori dal cantiere il ritardo potrebbe apparire più grave, dal momento che l'inizio dei lavori è stabilito per il 27 dicembre 2007 e la loro fine per il 25 maggio 2008. Date che vengono definite infondate sia dall'assessore Favi che dall'architetto Pauselli. A questo punto non resta che ricapitolare il progetto di sistemazione del giardino, che prevede una sua rilettura in chiave moderna, con perno di riferimento la torre mozzata dei Guazzalotti. Lo spazio sarà suddiviso fra il sito archeologico (con percorsi a vista), una zona verde piantumata, uno spazio aperto per conferenze e incontri pubblici e un punto ristoro con bar e sedute. Le persone entreranno nel giardino da piazza Buonamici e una passerella-ponte, in acciaio e legno, supererà il sito archelogico, consentendo di potervisi affacciare. Una scala metallica sul lato nord del ponte e una gradinata sul lato opposto renderanno possibile l'accesso da entrambi i lati. A sud del ponte apparirà la piazza contornata dal boschetto e una linea d'acqua la separerà dalla zona ristoro. Melania Mannelli