Deficit stoppato a 2,2 miliardi: la giunta approva il bilancio Grazie agli accorpamenti i Cda saranno ridotti dagli attuali 26 a 12 Al Cipe lultima parola sulle spese da coprire con fondi comunitari non utilizzati Il governo Lombardo vara il bilancio bloccando il deficit a quota 2,2 miliardi. Con laccorpamento le aziende partecipate passano da 26 a 12 Operazione risparmio, dimezzate le società regionali sì della giunta alla riduzione delle spa regionali: da 26 a 12. Prevista la fusione di Beni culturali, Biosphera e Multiservizi. "Salvata" lAst. Polemica nel centrodestra. Varato il bilancio: tagli del 12 per cento. La rubrica della Famiglia fra le più colpite. Per far quadrare i conti, i forestali pagati con fondi "liberati" dal Por. Ma serve lok del Cipe. infine è caduta, la mannaia della giunta. Il governo Lombardo tira fuori dal cassetto il piano di riduzione delle spa mangiasoldi e vara la delibera che porta da 26 a 12 il numero delle società. Non senza polemiche, allinterno della maggioranza. Il piano approvato è, su grandi linee, quello presentato a luglio dal ragioniere generale Enzo Emanuele. È lo stesso Emanuele a sottolinearlo. Per ogni area ritenuta di interesse pubblico resterà in vita una sola società. Sicilia e-servizi assorbirà Sicilia e-innovazione (servizi informatici). Beni culturali spa congloberà Multiservizi e Biosphera: nascerà una mega-società da quasi duemila dipendenti. Cinesicilia acquisirà competenze e personale di Quarit e Mercati agroalimentari. Il nuovo assetto di Sviluppo Italia: assorbirà Sicilia e-ricerca, Parco scientifico e tecnologico, Risem (di cui è già stato disposto lo scioglimento), Inforac e Ciem. Rimangono nellattuale configurazione Cape spa (gestione di operazioni finanziarie di private equity), Siciliacque, Riscossione Sicilia e anche lAst, di cui sono stati accantonati, almeno per il momento, i progetti di privatizzazione. Nel settore del credito, il piano prevede che la Regione mantenga le partecipazioni in Unicredit, Irfis e Stretto di Messina (ritenuta strategica dopo la decisione del governo nazionale di sostenere la realizzazione del Ponte). «Con lapprovazione del piano - spiega Emanuele - nei prossimi giorni comincerà liter degli accorpamenti e delle liquidazioni. Saranno le assemblee delle diverse società a deliberare i nuovi assetti. E arriveranno, ove necessario, commissari liquidatori». Dovrebbe iniziare una stagione di riordino che dovrebbe eliminare duplicazioni e sprechi. Quelli che hanno portato, negli anni del governo Cuffaro, le spa regionali a moltiplicarsi e ad imbarcare nei consigli damministrazione una pletora di politici (o ex) reduci da insuccessi elettorali e superburocrati in pensione. I compensi, peraltro, sono cresciuti anche negli ultimi mesi, malgrado una circolare del Bilancio che, nellottobre dellanno scorso, prescriveva un ridimensionamento delle indennità. La spesa, solo per i gettoni dei membri dei cda, nel giro di un anno è passata da 2 milioni 824 mila euro del 2007 a tre milioni 229 mila euro. E si sono gonfiati gli organici, che oggi contano oltre 3.500 dipendenti, tutti assunti senza concorso. Lombardo vuole cambiare, adesso. «Il personale? Non si tocca. I livelli occupazionali saranno mantenuti», garantisce per lui lassessore al Bilancio Michele Cimino. Ma è già esplosa la polemica politica. Il piano, sullattuazione del quale peraltro continua a lavorare anche Nicola Vernuccio (nuovo consulente economico del governatore), non andrà allesame dellArs. E ieri se ne è lamentato Salvino Caputo (Pdl), presidente della commissione attività produttive che già aveva manifestato perplessità sulle maxi-fusioni previste dal provvedimento: «Certe decisioni - scrive Caputo - richiedono un approfondimento, in aula e in commissione, da parte di tutte le forze politiche». Ma il governo non torna indietro, e del taglio delle spa vuole fare una bandiera del rigore, nel giorno in cui la giunta approva anche il bilancio. Un documento di cui ancora si conosce ben poco, se non il deficit (2,2 miliardi) da colmare, tra laltro, con una riduzione del 12 per cento delle spese di ogni assessorato. Nel dettaglio, a pagare dazio maggiormente è la rubrica del Bilancio (322 milioni in meno) la Presidenza (111 milioni) e la Famiglia (108). Per fare quadrare i conti, è previsto che alcune emergenze finanziarie, come quella che riguarda i forestali (spesa: 230 milioni), vengano risolte utilizzando le cosiddette "risorse liberate", fondi ripescati nelle pieghe dei programmi comunitari. Ma per sfruttare questi fondi, la Regione è tenuta a presentare progetti strategici che dovranno essere approvati dal Cipe.