Archeologi sul piede di guerra. I cinquanta funzionari che sotto la guida del sovrintendente archeologico di Roma Angelo Bottini amministrano i resti dellantica Roma hanno appena scoperto un «affronto»: lindennità di produttività, con cui si assicuravano un piccolo ritocco ai loro stipendi che arrivano al massimo dopo trentanni di carriera a 1.700 euro al mese, è stata spazzata via dalle recenti misure del ministro Brunetta. Protestano e chiamano a raccolta anche gli altri tecnici delle sovrintendenze. Lincentivo alla produttività era stato introdotto da Merloni nel 1994 secondo una logica simile - scrivono gli archeologi a «quella che molti anni prima aveva guidato laumento degli stipendi dei magistrati, migliorandone la dignità anche materiale». Ai responsabili dei procedimenti di scavo e dei lavori, ai progettisti e ai direttori dei lavori, si riservava finora un piccolo riconoscimento economico per premiare laffidamento interno delle opere e di conseguenza un risparmio per la pubblica amministrazione. La legge Brunetta lha eliminato. Inimmaginabili le conseguenze: dora in poi tutti gli incarichi come le direzioni dei lavori o le progettazioni che i funzionari si accollavano con grandi responsabilità e che comportavano un risparmio per la pubblica amministrazione verranno ovviamente scaricati allesterno. Una frittata insomma per Brunetta, che volendo risparmiare ha trovato il modo di far infuriare il fior fiore degli archeologi e soprattutto di spendere di più. La protesta scoppia nel giorno in cui viene inaugurata una grande expo sulla tutela archeologica e alla vigilia della nuova presentazione del certosino lavoro di scavi che in varie parti della città va avanti con lena, riportando spesso in luce meraviglie che vanno ad arricchire il nostro patrimonio di beni. La mostra ancora da annunciare si terrà nel mese di ottobre sotto gli auspici del ministero. Ma è proprio allo stesso ministro dei beni culturali Bondi, insieme ai suoi colleghi del governo Brunetta e Tremonti, oltre che al Presidente della Repubblica e al Parlamento Europeo, che si rivolge ora uninfuocata lettera sottoscritta da tutti i «colonnelli» del sovrintendente Bottini. «Siamo quasi tutti ai limiti della carriera, noi tecnici, archeologi, architetti, restauratori scrivono -. Dopo di noi nessuno cè a cui affidare la tutela del patrimonio della capitale, non lasceremo eredi delle conoscenze e delle competenze acquisite. E proprio ora, incredibilmente, a coronamento della carriera, veniamo accomunati ai "fannulloni". Si fa un gran parlare, nel governo, di incentivi alla produttività: ma lincentivo esisteva, introdotto con la legge Merloni. La misura iniziale dell1 era stata negli anni innalzata fino al 2. Lincentivo, che verrà ridotto dal 2009 allo 0,5, ci è stato ora praticamente sottratto con la legge 133 dello scorso luglio». Insomma, è protesta.