CARATE URIO - L'autosilo di Revàa, costruito lungo la via Santa Marta con strutture in cemento armato che offendono il paesaggio del colle in posizione dominante sul lago verrà mascherato con opportuni accorgimenti attualmente allo studio. Lo assicura il sindaco Daniele Maggi il quale ammette che quella massa grigia così appariscente, in urto contro le caratteristiche di un ambiente ricco di suggestivi richiami, abbia bisogno di un adeguato correttivo verde. «Abito a Torno - dice Maggi - e spesso raggiungo il mio paese con il battello. Mi sono reso conto che per Revàa si debba fare qualcosa. L'autosilo realizzato diversi anni or sono ha assolto a un bisogno primario del paese stretto tra lago e monte dove non ci sono aree per parcheggiare le auto, ma a questo punto è necessario un adeguato intervento. Non sarà facile trovare una soluzione, ma ci stiamo provando e di sicuro faremo qualcosa». Secondo il sindaco l'altro autosilo che si sta costruendo a Urio di fronte alla piazza intitolata al Santo Josemaria Escrivà fondatore dell'Opus Dei, i cui lavori sono stati interrotti fino al 15 settembre per non arrecare disturbo alle vicine attività turistiche, verrà realizzato senza arrecare sfregi all'ambiente. «Numerose sono le prenotazioni di spazi presentate dai residenti dice Maggi e in vista della ripresa delle opere è pervenuto anche il nulla-osta dei vigili del fuoco. La struttura sarà ultimata entro il 2009». Su un altro fronte si pongono i rappresentanti della minoranza consiliare rappresentati da Enrica Goffi, Nardino Ortelli, Elia Manara e Silvio Zanetti i quali non lesinano le critiche sostenendo la tardività dell'intervento riparatore, ma agli effetti dell'estetica dell'antico borgo è pur significativo il proposito di attuare interventi atti a mitigare l'impatto sul fronte visibile dal lago. Un'iniziativa che un altro sindaco, Francesco Dotti di Argegno, ha promesso di mettere a punto per alleggerire, seppur visivamente, la colata grigia di un altro criticatissimo autosilo costruito sulla verticale di uno tra i più caratteristici versanti. Se da un lato l'opera ha offerto opportunità di ricovero per molte auto che venivano parcheggiate nelle due piazze a lago, dall'altro l'ubicazione ha dato luogo a uno sfregio cosi marcato da indurre lo stesso sindaco a inserire nel prossimo piano di governo del territorio soltanto strutture in caverna come è avvenuto per il depuratore delle Camogge. Rimane aperto il problema dell'autosilo di Colonno, ma il sindaco Elisabeth Soldarini assicura che l'attuale veduta del cantiere a opera finita risulterà sensibilmente mitigata.