CAGLIARI. Sembra quasi un paradosso ma la Statutaria, (che fu sottoposta invano a referendum), potrebbe dare un altro dispiacere ai promotori della consultazione di domenica. Il raggiungimento del quorum, infatti, non è più subordinato alla percentuale di votanti del 33, com'era previsto per i referendum regionali, ma la soglia è stata sollevata proprio dalla legge Statutaria. Servirà la metà dei votanti alle ultimi regionali e quel mezzo milione di voti necessari per rendere valida la consultazione preoccupa tutti i partiti ormai pronti per il rush finale: si vota domenica. Obiettivo dei promotori della consultazione di domenica prossima è affossare la salvacoste e dare un colpo alle velleità di Abbanoa, gestore unico dell'acqua. Nel dibattito politico, come si è visto sinora, prevale la questione dell'urbanistica. Ma cosa cambierebbe con la vittoria dei Sì? Anche su questa semplice domanda i due blocchi (per il Sì e per il No), sono contrapposti: «Una grande vittoria del popolo sardo che verrebbe liberato da una legge assurda», sostiene il Centrodestra riferendosi principalmente alla salvacoste. «Non cambierebbe proprio niente», ribattono gli esponenti del Centrosinistra. Per Mauro Pili, ex presidente della Regione in prima fila in questa battaglia, i Sì servirebbero a far cadere l'impianto della legge e a far tornare alle origini, cioè al decreto Floris, la stessa legislazione urbanistica. «Vogliamo ridare voce ai territori», spiega Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia, «in modo che possano riappropriarsi di quanto è stato loro scippato e cancellare «un meccanismo che consente a pochi di decidere per tutti». Accuse che, per il Centrosinistra, non stanno in piedi per almeno due motivi: 1) la legge 8, conosciuta come salvacoste, ha già prodotto i suoi effetti, «non è un caso che portava come titolo «Misure urgenti per la salvaguardia»... In sostanza la legge ha avviato la legge urbanistica, ha esaurito le sue funzioni e in Consiglio c'è un disegno di legge (sarà messo all'ordine del giorno dei lavori subito dopo il referendum) per cambiare la salvacoste. Per quanto riguarda il decreto Floris è ancora in vigore e viene applicato dai Comuni. 2) Anche sugli altri quesiti, relativi al ruolo di Abbanoa, per il blocco del No e dell'astensione, non cambierebbe niente sul piano pratico neanche con una netta vittoria del Sì: per il semplice motivo che se cadesse la norma regionale Abbanoa applicherebbe la legge nazionale che prevede una tariffa identica. Al fronte del Sì, composto principalmente dall'opposizione, si sono aggiunti, con movitazioni diverse il Psd'Az e anche il Partito socialista che, in un documento, si è detto contrario alle «politiche astensionistiche». L'impegno dei socialisti - ha precisato Peppino Balia, segretario regionale, «è essenziale per contrastare i poteri forti in un momento in cui si restringono i margini di democrazia». Le ragioni del Sì per l'abrogazione della legge sull'urbanistica sono molteplici, secondo il partito Socialista. Ma principalmente - spiega Peppino Balia - l'abrogazione della salvacoste consentirà «di ridare ai Comuni il ruolo che loro spetta» nella pianificazione del territorio.