Non è più luogo di culto dagli anni '50 e si trova in pessime condizioni: l'obiettivo è restituirlo all'intera comunità SAN COLOMBANO. L'amministrazione comunale è intenzionata a restaurare l'oratorio di San Concordio di Rimortoli risalente al XII secolo e utilizzato come luogo di culto dalla locale comunità fino agli anni Cinquanta, fino cioè alla costruzione della nuova chiesa parrocchiale della frazione. Attualmente l'immobile è in stato di abbandono e si presenta in precarie condizioni di manutenzione. Per procedere con le opere di restauro il Comune ha inviato una comunicazione al ministero per i beni e le attività culturali con la quale si chiede formalmente che l'oratorio venga dichiarato di pubblica utilità e contemporaneamente si chiede l'autorizzazione per procedere all'esproprio. Le ricerche effettuate dall'amministrazione comunale presso il vecchio e il nuovo catasto, la Conservatoria dei registri immobiliari, la curia arcivescovile di Lucca e la parrocchia di San Colombano non hanno fornito la certezza sulla proprietà. Solo all'ultima partita del vecchio catasto dell'Ottocento risulta intestato alla famiglia Mennini. Per questo il Comune ha emesso un'ordinanza nei confronti di certi signori Mennini, eredi degli intestatari catastali per l'eliminazione di potenziali ed eventuali condizioni di pericolosità. «L'amministrazione comunale - spiega il vicesindaco Luca Menesini - ritiene di dover intervenire direttamente per eseguire il restauro dell'oratorio di San Concordio e per metterlo successivamente a disposizione della comunità di San Colombano perfettamente agibile. Si tratta infatti di un immobile simbolo per questa frazione e di grande valore storico. Nel 2007 alcuni residenti hanno presentato una richiesta per l'intervento di recupero alla parrocchia, alla sovrintendenza e alla nostra amministrazione dimostrando l'interesse per il recupero di questo antico luogo di culto intorno al quale si è sviluppato il centro di Rimortoli. Per poter investire fondi per il suo recupero è necessario che l'amministrazione ne acquisisca prima la proprietà e per questo abbiamo inoltrato richiesta al ministero». In seguito alla sollecitazione dei cittadini la soprintendenza di Lucca ha inoltrato al Comune una richiesta di intervento per la messa in sicurezza dell'oratorio informando che per l'immobile era stato emesso un decreto di vincolo nel 1995, che però non è mai stato notificato poiché non risulta definita la proprietà. «Tengo a sottolineare - conclude Menesini - che il percorso avviato per giungere al recupero dell'oratorio ha coinvolto fin dall'inizio la parrocchia di San Colombano, i residenti, il locale comitato e gli eredi delle famiglie Mennini, soggetti insieme ai quali dovrà essere individuata anche la futura destinazione dell'immobile una volta restaurato». Nel febbraio dell'anno scorso erano state raccolte quasi 400 firme per salvare la piccola chiesa di San Concordio a Rimortoli. L'iniziativa aveva visto l'adesione di moltissimi abitanti di San Colombano: chiedevano che il piccolo gioiello architettonico utilizzabile dalla comunità. Favorevole al recupero anche Franco Meschi che, legato alla famiglia Mennini che della chiesetta ha la proprietà dal 1921, si era detto pronto a mettersi attorno ad un tavolo per trovare il modo di non mandare in rovina l'edificio.