Portici. Dall'appartamentino sulla spiaggia agli attici. La vista è sul Golfo, a un passo dal mare il panorama è da schianto. Circa 35 abitazioni in un edificio prestigioso quasi quanto la Reggia. Villa d'Elboeuf finisce in alloggi, non proprio popolari: il prezzo infatti, è di circa 9mila euro per ogni metro quadro. Costruita nel 1706 dal principe d'Elboeuf, nipote di re Carlo VI, negli ultimi decenni la dimora è stata più oggetto di contestazioni, furti e sciacallaggio, che di programmi di recupero e integrazione con gli altri beni storici e culturali che pure sono stati restaurati a Portici e lungo la costa vesuviana. Dai natali nobili a proprietà privata, l'antica costruzione è da tempo finita in rovina. Negli anni '90 il gruppo di proprietari che ne aveva ottenuto una parte dal santuario di Pompei a cui era stata donata, e che poi acquistò l'altra parte dagli eredi delle antiche famiglie nobiliari che abitarono villa d'Elboeuf, riuscì a sfrattare alcune famiglie di inquilini che continuavano a sfidare il costante rischio crolli. La ristrutturazione era ormai inevitabile e i residenti pagavano pigioni irrisorie. Una decina di persone ottenne così un contributo comunale e traslocò. Spuntò l'idea di farne un albergo e il progetto finì in consiglio comunale, ma fu subito scontro. La legge impone infatti che le attività ricettive abbiano il parcheggio di pertinenza: un posto auto per ogni camera. Impossibile individuare lo spazio al porto del Granatello: non soltanto i binari delle Ferrovie separano la Villa dalla vicina piazza, ma tutta l'area è sottoposta a vincoli ambientali e storici. Dunque, non sono ipotizzabili sbancamenti. Fallisce così l'idea dei proprietari di utilizzare un vicino parcheggio comunale. La villa vesuviana, perfino più antica delle ville Campolieto e Signorini a Ercolano, di Villa Bruno a San Giorgio, di Villa Savonarola nella stessa Portici, e di tanti altri siti storici finalmente aperti a scolaresche, studiosi, archeologici, è ora raffigurata tra gli inserti della pubblicità immobiliare. Trentacinque appartamenti tra i cento e i 500 metri quadri, alcuni a ridosso della spiaggia privata, altri attici con panorama unico, sono ora in vendita. La scelta è ampia. «Abbiamo cercato di evitare che la città perdesse un pezzo importante del proprio patrimonio storico», dice il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, che con Leopoldo Spedaliere, amministratore delegato dell'agenzia di sviluppo territoriale Tess, misero nero su bianco la volontà di trovare una soluzione per coniugare pubblico a privato e inviarono la lettera alla Regione. Passaggio burocratico senza seguito. Nelle intenzioni dei pubblici amministratori era anche ipotizzabile che la villa diventasse un albergo ma con spazi destinati al pubblico: sale per congressi e convegni, per esempio. In questo caso il Comune di Portici avrebbe potuto rendere disponibile l'area attigua alla dimora e utilizzarla come parcheggio. In quel caso, qualche decina di persone avrebbe trovato lavoro e la città sarebbe stata dotata del primo albergo nell'area destinata al trusimo scientifico e non solo. «Da parte dell'amministrazione - dice Cuomo - c'è ancora la disponibilità di individuare soluzioni». Ma intanto, niente accordi e nessuna apertura al pubblico. «I permessi delle sovrintendenze sono in ordine - assicura l'immobiliare Geca che gestisce la costruzione - piantine, mappe catastali, progetti di recupero interno ed esterno sono a posto». Sono invece attoniti pescatori, residenti e quei ristoratori che proprio nei giorni scorsi hanno visto i loro locali realizzati mezzo secolo fa sbriciolarsi sotto i colpi delle ruspe perché abusivi. Tutto il Granatello in questi mesi è al centro di un ampio progetto di recupero e l'attenzione di amministrazione e sovrintendenze è altissima anche per sostituire una sola tegola.
CAMPANIA - Portici: la dimora d'Elboeuf al Granatello divisa in 35 alloggi dopo lo stop al progetto di un albergo
La villa d'Elboeuf, costruita nel 1706, è un edificio storico a Portici che è stato oggetto di contestazioni e sciacallaggio negli ultimi decenni. Negli anni '90, il gruppo di proprietari riuscì a sfrattare alcune famiglie di inquilini e a iniziare la ristrutturazione. Tuttavia, l'idea di trasformarla in un albergo è stata fallita a causa della mancanza di spazio per il parcheggio. Oggi, la villa è in vendita come appartamenti, con prezzi che variano da 100 a 500 metri quadri.
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