Ducale-Municipio, notizie ottime. I diecimila pezzi delle collezioni civiche depositate nella reggia nel 1925 saranno censiti e schedati a partire dalla fine di ottobre. Il Comune potrà disporne per i prestiti e individuerà quelli necessari per completare il Museo della Città. Si chiude una vicenda lunga almeno sessant'anni, nel migliore di modi possibili. Sono le otto di sera. Da trenta minuti è finito l'incontro fra le parti, in municipio. Di qua l'assessore alla cultura e vicesindaco Paolo Gianolio con il direttore del Museo della Città, Stefano Benetti. Di là il sovrintendente ai beni artistici e storici Filippo Trevisani con il funzionario Roberto Soggia. Il tavolo è una metafora. è di cristallo. Trasparente. Quanto i risultati inattesi, perché la questione dei diritti di proprietà e disponibilità delle collezioni comunali depositate in Ducale ha sempre fatto soffiare venti di tempesta. Fino a un niente di anni fa, quando l'allora sindaco Gianfranco Burchiellaro minacciò di mandare i carabinieri nella reggia, quand'era sovrintendente Giuliana Algeri. Per "riprendersi le raccolte". Dal 1915 a ieri la sola evocazione del problema della presenza delle opere, della loro proprietà e disponibilità ha sortito silenzi o burrasche. Perché il Ducale statale, svuotato nei secoli, temeva la spoliazione. Perché il Comune pretendeva chiarezza sul suo patrimonio, immenso, non più identificato, schedato e concedibile nello strategico e fondamentale sistema degli scambi internazionali. Il sindaco presiede il consiglio comunale. Ci avvista e lascia il suo posto. Ci accompagna nell'ufficio del yice Fiorenza Brioni è raggiante per il modo in cui è stata raggiunta la pax con i vertici del Ducale e per ciò che Mantova potrà vantare, esibire, far circolare. Un'ora e mezza di confronto, «pienamente soddisfacente per l'immediata disponibilità di Filippo Trevisani. Il percorso è stato delineato e i tre obiettivi sono stati totalmente condivisi», spiega Gianolio, avvocato che passeggia avanti e indietro sul parquet-te del suo studio, felicissimo. Ci dica quali sono gli obiettivi. Ancora intenti? «Ma no. Stavolta è tutto concreto, possibile, deciso», risponde Gianolio che promette alla Brioni di racontarle tutto subito dopo la seduta consiliare. Obiettivo 1: censimento e schedatura delle opere per l'individuazione delle collezioni civiche. Gianolio ha anticipato a Trevisani i nomi dei componenti del gruppo di lavoro impegnati nella ricognizione in pool col personale della sovrintendenza: il direttore di Palazzo Te Ugo Bazzotti, il direttore del Museo della Città Stefano Benetti con la funzionaria Chiara Pisani. Il gruppo sarà operativo in Palazzo Ducale entro la fine dell'ottobre 2008. Obiettivo 2: in parallelo sarà predisposta e sottoscritta la convenzione che disciplinerà la gestione delle l0mila opere e degli eventuali prestiti. Firmatari saranno la sovrintendenza, l'amministrazione comunale e la Regione Lombardia perché è la referente del sistema museale. Obiettivo 3: le parti condividono la necessità di individuare le opere necessarie per il completamento del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano. In previsione anche la necessità di esporre pezzi in altre sedi museali, in ipotesi anche nel recuperato Palazzo del Podestà. «Il nostro intento non era e non è quello di spogliare Palazzo Ducale - mette in chiaro Gianolio -. Al cittadino e al turista poco importa se le opere sono visibili in un posto piuttosto che in un altro, ma che i pezzi siano in luoghi fruibili. Dico che è paradossale che fino ad oggi non ci sia stata questa opportunità». La questione si è modificata e ha infilato un'altra prospettiva mercoledì scorso, quando l'assessore alla cultura aveva rotto gli indugi. In un'intervista al nostro giornale Gianolio aveva esplicitamente chiesto al Ducale di tirar fuori le collezioni civiche, contarle e schedarle. «Ora vediamo la fine del tunnel di una situazione che si trascina almeno dal dopoguerra - osserva Gianolio -. Tutti gli obiettivi rientrano in una logica di sistema di impostazioni e scopi, condivisa con il sovrintendente Trevisani. Siamo soddisfattissimi». Mantova città d'arte avrà il potere di avere e concedere.
MANTOVA Accordo-sorpresa con il Palazzo Ducale II Comune può disporre di 10mila opere
Il Comune di Mantova ha raggiunto un accordo con il Ducale per la censimento e schedatura delle collezioni civiche depositate nella reggia nel 1925. L'accordo prevede la creazione di un gruppo di lavoro con il personale della sovrintendenza e il Comune per individuare le opere necessarie per il completamento del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano. L'obiettivo è quello di rendere disponibili le opere per i prestiti e gli scambi internazionali, senza spogliare Palazzo Ducale. L'accordo è stato raggiunto dopo mesi di negoziati e si chiude una vicenda lunga almeno sessant'anni.
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