L' obiettivo, quasi proibitivo, è quello di raggiungere 400mila voti. La legge Statutaria, promulgata il 10 luglio da Renato Soru, ha infa tti innalzato il quorum necessario per la validità dei referendum dal 33 al 50 per cento più uno degli elettori che hanno partecipato alle regionali del 2004. Un risultato che rischia di vanif icare gli sforzi del centrodestra, Pdl in testa, che ha proposto la consultazione sulla legge che, a seconda dello schier amento politico, viene definita salva-coste o blocca-sviluppo. Consultazione condivisa da Riforma tori, Udc, sardis ti e socialis ti tutti schierat i per il sì. Il fronte del centrosinis tra, nonostante le aspre critiche al fronte astensionis ta in occasione del referendum sulla fecondazione assis tita del 2005, sembra propendere per la diserzione alle urne (tr anne l' isolata posizione di Rifondazione comunis ta che invita i suoi a votare no). Astensione nuda e cruda, invece, professano gli indipendentisti: Sardigna Natzione di Bustiano Cumpostu e Irs di Gavino Sale. MA SUL FRONTE istituzionale c'èchi continua a puntare il dito sulla Regione, rea di mettere il bavaglio alla consultazione che, oltre il governo del territorio, riguarda anche quello delle risorse idriche con la richies ta di abrogazione dell'ambito unico di governo e della tarif fa unica dell 'acqua. Ieri, mentre il pidiellino pullman del Sì faceva tappa ad Alghero, è arrivata un'altr a bacchettata a Renato Soru da parte dell'ex presidente della Regione Mario Floris. «Il "silenziatore" montato dal presidente della Regione sulla macchina dei referendum del 5 ottobre e la partenza ritardata delle direttive del Garante delle comunicazioni, sono contro i referendum e pregiudicano tutte le iniziative possibili di informazione completa e oggettiva nei confronti degli elettori», ha dichiarato il leader dell'Uds denunciando "un ulteriore sgambetto a danno degli emigrati" che hanno saputo solo a due settimane dal voto di poter fruire delle agevolazioni di viaggio previste dalla legge. « Sono fatti estremamente gravi», ha spiegato Floris chiedendo alle autorità preposte di controllare la regolarità del voto. Secondo i referendari, la vittoria del Sì farebbe crollare l' impianto del Ppr che avrebbe paralizza to l'economia della Sardegna ed esautorato gli enti locali dei loro poteri. Secondo il centrosinistra, viceversa, anche una eventuale vittoria del Sì avrebbe ben pochi effetti pratici in quanto le norme della legge salvacoste sarebbero ampiamente superate dal Ppr. M a di fatto, quello di domenica, sarà un referendum in cui i sardi saranno chiama ti a esprimersi sulle politiche urbanistiche della Giunta Soru.
SARDEGNA PPR - Referendum con il silenziatore Floris: Elettori informati male
Il centrodestra, Pdl, ha proposto una consultazione sulla legge che potrebbe vanificare gli sforzi del centrodestra. La legge, promulgata da Renato Soru, ha innalzato il quorum necessario per la validità dei referendum dal 33 al 50 per cento più uno degli elettori che hanno partecipato alle regionali del 2004. Il fronte del centrosinis sembra propendere per la diserzione alle urne, mentre gli indipendentisti professano astensione nuda e cruda. Sul fronte istituzionale, la Regione è accusata di mettere il bavaglio alla consultazione che riguarda anche le risorse idriche.
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