Musei belli, ma troppo vuoti. Lo riconosce anche l'assessore alla cultura della Comunità montana, di fronte ai dati dei visitatori del sistema museale del Mugello-Val di Sieve. Tredici poli museali, da quello della vite e del vino di Rufìna a quello del liberty a Borgo, dal museo della pietra serena a Firenzuola a quelli di arte sacra di Sant'Agata e di Vicchio, dal museo dei ferri taglienti di Scarperia a quelli della civiltà contadina a Casa d'Erci e a Palazzuolo, ed altri. Inaugurati da alcuni anni, i musei mugellani hanno numeri ancora bassi. In tutto il mese di dicembre, nel museo della pietra serena hanno visto solo 46 visitatori, dei quali paganti soltanto 17; nello stesso mese, per il museo di arte sacra di Vicchio, sono stati staccati solo 4 biglietti, e 5 gratuiti, oltre a 25 ingressi cumulativi con la Casa di Giotto. Complessivamente le cifre indicano una crescita: un totale di 43081 visitatori nel 2002, 49196 nel 2003. Il problema è che questi numeri sono un po' "truccati": comprendono anche ingressi gratuiti. Che sono tanti. A leggere le tabelle spicca ad esempio l'alto numero di visitatori a villa Pecori, per il Museo liberty della Manifattura Chini: 9683 presenze un anno fa, ben 12570 ora. Peccato però che tra questi siano stati conteggiati anche 10950 ingressi gratuiti -forse concerti, attività congressuali, matrimoni- che riducono le presenze paganti a 1620 persone. "I dati -sottolinea l'assessore Alessandro Marchi- mostrano un modesto miglioramento delle presenze. Non c'è piena soddisfazione, se si considerano le potenzialità del nostro sistema museale, che ha sicuramente un'ottima e apprezzata qualità, oltre al fatto che esso ha consentito di restaurare gran parte del patrimonio monumentale". Sulle ragioni di questa difficoltà Marchi una risposta la offre: "Siamo in ritardo rispetto a quello che avevamo previsto. Dobbiamo ancora completare la cartellonistica, mancano guide e cataloghi, non abbiamo impiegato le risorse per marketing e pubblicità. I nostri musei dobbiamo farli conoscere di più. Abbiamo individuato una ditta esterna per realizzare questi interventi". Tra i risultati migliori, nel 2003, quello del museo dei ferri taglienti di Scarperia, Sant'Agata Artigiana di Leprino, la Casa di Gioito, Casa d'Erci -museo che conta il più alto numero di visite scolastiche, quasi 4000 presenze-; in netto calo invece il museo di Rufina.