Il presidente del Medio Campidano Tocco: voterò No, questo Ppr è di altissimo livello Parla di «un'isola nell'Isola», sponsorizzando il suo territorio. È sicuro che «il referendum di domenica sarà inutile», che il quorum «non verrà raggiunto» e difende, petto in fuori, l'operato della Giunta regionale: «Siamo famosi nel mondo grazie a questa politica». Fulvio Tocco, presidente della Provincia del Medio Campidano, diessino, fra i più vicini - politicamente - al presidente Renato Soru, sventola il vessillo del Partito democratico e sostiene il Piano paesaggistico: «Il mio territorio va dalla Giara alle dune di Piscinas, ci volevano norme serie per proteggerlo». Perché questo Piano è da difendere? «Il Ppr è il migliore biglietto da visita che la Sardegna possa esibire. E ha fatto perdere valore a questa legge, dal momento della sua entrata in vigore. Ecco perché reputo questo referendum assolutamente inutile». Il centrodestra si è ricompattato sul voto di domenica. Riuscirà a trascinare i sardi al voto? «Subito una sottolineatura: anch'io andrò a votare, è mio dovere di cittadino, e sulla scheda barrerò il "No", ovviamente. Ma sono certo che il quorum non verrà raggiunto. Il centrodestra si accanisce virtualmente contro questa legge 8 per mascherare l'incapacità nella salvaguardia dell'ambiente mostrata negli anni in cui ha governato. Si vuole anche screditare la Giunta regionale, magari per ottenere un po' di visibilità in più». C'è un esercito di sindaci, compresi alcuni legati alla maggioranza, che contesta proprio l'eccessiva rigidità del Ppr. «Io tifo per il paesaggio dei sardi, per tutelarlo, perché le giovani generazioni sentano l'esigenza di tutelare l'ambiente dall'ingerenza di chi vuole realizzare insediamenti edilizi senza regole. Dobbiamo capire, tutti, che la nostra Isola è in cima al gradimento del mercato turistico internazionale anche grazie a una severa politica di salvaguardia del territorio. Nonostante si dica che le presenze sono diminuite». A proposito di centrosinistra, lei crede alla voce che frange della sua coalizione stiano "lavorando" a favore del fronte del Sì? «Anch'io ho sentito questa storia e non ritengo possibile che rappresentanti del Pd o del centrosinistra possano dare indicazioni contrarie a quelle che mirano alla tutela del nostro territorio. La politica è una cosa seria, un "grande atto di carità", come diceva Papa Paolo VI, e il centrosinistra mi sembra unito non certo per fare un favore a Renato Soru, ma per rappresentare i diritti dei sardi». Il Ppr, generato dalla legge numero 8, per gli ambientalisti è una bandiera. Un suo collega presidente l'avrebbe voluto ancora più rigido, senza la possibilità delle intese. E lei? «Se l'Onu ha riconosciuto che è stato fatto qualcosa di eccezionale con la Conservatoria delle coste, significa che la strada intrapresa è quella giusta. Questo Piano lo giudico di altissimo livello, anche nella sua rigidità. Oggi, con questo passaparola positivo, generato da una politica di reale tutela del territorio, è aumentato lo spazio che la Sardegna si ricava nelle riviste specializzate, pagine e pagine che non hanno prezzo. E a proposito di pubblicità, non possiamo dimenticare quella che ci sta facendo l'organizzazione del G8 a La Maddalena». Torniamo al referendum urbanistico: i promotori chiamano la legge 8 "blocca sviluppo". «Non sono d'accordo, lo ripeto. Questo delle regole in campo urbanistico, regole che valgono per tutti, è il percorso da seguire. Anche la Spagna ora sta seguendo il nostro esempio».