La storia calpestata. Il sapore amaro della sconfitta prende il sopravvento a guardare oggi la "Signora del mare"che gravata da peso degli anni si accascia sullo specchio acqueo del Lazzaretto. Una rabbiosa incredulità assale chi al solo ricordarla fiera e imponente levarsi sul mare, la associava ad un'altra Trapani. Quella che sapeva custodire il suo passato e i suoi patrimoni, che lottava per salvaguardarli e attraverso questi la propria identità. Ad un certo punto sulla Colombaia si sono spenti i riflettori. E' iniziata la sua lenta decomposizione e i cittadini, gli stessi che la facevano complice dei loro sospiri d'amore e delle loro ansie di libertà, le hanno voltato le spalle. Le istituzioni sono rimaste impantanate nelle maglie della burocrazia. L'epopea inizia nel 2002 quando il Comune avvia il farraginoso iter per la sdemanializzazione del complesso architettonico al fine di acquisirlo al patrimonio comunale, condizione essenziale per il suo recupero. Ma nell'ottobre del 2003 arriva l'alt dell'allora assessore regionale alla Presidenza David Costa che chiede la consegna dell'immobile per trasformarla in cornice di eventi culturali. Richiesta cui però non segue alcun atto concreto, se non quello di bloccare il processo. Sempre in autunno, ma di due anni dopo, un'altra apparente svolta. Il Governo siciliano rilascia nulla osta perché il castello passi al Comune. Ma subito un nuovo intoppo, costituito da un progetto presentato nel 2003 dalla Provincia guidata da Giulia Adamo e di cui al Palazzo D'Alì non si era al corrente. Il piano prevedeva la trasformazione del bene in Osservatorio per le scienze del mare. Frattanto ad aggravare la situazione, la messa in liquidazione dell'Autorità portuale. Allora, mentre le carte si perdevano nei corridoi dei palazzi, l'elegante signora si trasformava in un'anziana rugosa, piena di crepe e bersaglio di Vandali. Un destino che sembrava già scritto fino a qualche mese fa, quando l'associazione "Salviamo la Colombaia" ha intrapreso una tenace battaglia. Prima con la raccolta di oltre 6000 firme, poi con una serie di iniziative promosse anche con Salvalarte e il FAI. Una campagna di sensibilizzazione che ha risvegliato l'attaccamento dei trapanesi a quel simbolo della città. Settimane fa, infine, la ripresa dell'iter da parte del Ministero che ha sollecitato la Capitaneria di porto a convocare una conferenza di servizi, invito caldeggiato anche dal Sindaco Fazio. Così martedì in Prefettura è rinata una speranza. Durante l'incontro, cui hanno preso parte l'associazione e tutti gli enti coinvolti, il Presidente Turano ha formalizzato la rinuncia della Provincia all'acquisizione diretta della Colombaia, assicurando il proprio appoggio al futuro Restyling del bene. Dal canto loro, Capitaneria ed Ufficio del Demanio hanno delineato i percorsi per giungere celermente al passaggio della proprietà e torneranno a riunirsi. Entusiasti i commenti. "Un passo avanti importantissimo" sono le parole di Fazio e soddisfatto si è detto il presidente dell'Associazione Luigi Bruno. Ma due interrogativi si fanno strada: quanto peso hanno avuto la petizione e la mobilitazione cittadina? E perché sono dovuti trascorrere 5 anni perché questa presa di coscienza avvenisse?