Gentile direttore, leggendo i giornali in questi ultimi giorni mi pare che sia accaduto qualcosa di davvero sorprendente nella vicenda della libreria di Gaetano Colonnese, alla quale il Conservatorio San Pietro a Maiella ha intimato lo sfratto per sostituire con propri uffici burocratici quello che è diventato un punto di riferimento culturale ben oltre i confini della nostra città, conosciuto in tutta Europa. È accaduto, infatti, che la richiesta - avanzata meritevolmente dall'associazione «Italia Nostra» - di apporre il vincolo di destinazione a quei locali in modo da evitare ogni presente o futuro sfratto, una volta giunta sul tavolo del soprintendente regionale per i Beni Culturali, Stefano De Caro, è stata da questi sottoposta all'Avvocatura dello Stato. Come se fosse argomento di natura giuridica, e non -come invece è - questione di rilevanza esclusivamente culturale e storica; e mi sembra di non sbagliare neanche nel ricordare di aver letto che il Conservatorio San Pietro a Majella, nella persona del presidente del consiglio di Amministrazione, Enrico Auricchio, aveva incaricato proprio l'Avvocatura dello Stato di intimare lo sfratto alla libreria Colonnese. Fui molto felice, al momento di mettere la mia firma sotto la petizione per il vincolo, di leggere fra tanti nomi illustri anche quello del Soprintendente ai Beni Culturali, Enrico Guglielmo. Adesso la sorpresa: il Soprintendente ha cambiato opinione. Ce n'è abbastanza, in queste ultime battute della sgradevole vicenda - così come riportate dalla stampa - per domandarsi per quali reali e non manifesti motivi, due alti funzionari addetti ai Beni Culturali quali sono i professori Stefano De Caro e Enrico Guglielmo abbiano assunto un simile atteggiamento per alcuni aspetti incomprensibile e per altri con-traddittorio. Una libreria come quella di Gaetano Colonnese, carica di una storia culturale che ha superato i confini italiani, e che ha onorato la città con le sue pubblicazioni, va trattata come un prezioso patrimonio culturale vivente e propulsivo di civiltà, e come tale da conservare e tutelare. Questo è il mio messaggio a Colonnese: caro Gaetano, credo che tu non debba avere alcun timore, la città è con te.
Colonnese, tesoro sotto sfratto un errore dei soprintendenti
Un'associazione ha chiesto al Conservatorio San Pietro a Majella di proteggere la libreria di Gaetano Colonnese con un vincolo di destinazione. La richiesta è stata sottoposta all'Avvocatura dello Stato, ma il Soprintendente per i Beni Culturali, Stefano De Caro, ha cambiato opinione e ha intimato lo sfratto alla libreria. Il Soprintendente è stato criticato per il suo atteggiamento incomprensibile e contraddittorio. L'autore del testo sostiene che la libreria debba essere trattata come un patrimonio culturale vivente e propulsivo di civiltà e che la città è con lui.
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