IL GRAND TOUR DEI MUSEI SCOPRE TESORI NASCOSTI Bocciata la mancanza di progettazione per la fruizione Promosse le collezioni rare come quella di animali imbalsamati nellex mattatoio Un viaggio sentimentale, ma del nuovo secolo: così per andare a visitare i musei della Sicilia, Alessandra Mottola Molfino, storica dellarte che ha diretto il museo Poldi Pezzoli di Milano, arriva con una piccola macchina fotografica digitale e un taccuino che accoglierà, per poco tempo, gli appunti che al termine di ogni giornata di tour verranno trascritti su un computer. Lidea è quella di recarsi «in situ» per scoprire i musei sparsi per tutta la Sicilia, piccoli e grandi, che si occupano di archeologia, pittura antica, moderna e contemporanea, o anche singolari raccolte sconosciute ai più, come quella scovata in paese dellentroterra, dove nellex mattatoio è ospitata una raccolta di animali imbalsamati. Sponsor di questa avventura è leditore Kalòs, Nicola Sieli, che per il nuovo libro della Piccola Biblioteca darte diretta da Davide Lacagnina ha pensato di invitare la storica dellarte, figura di riferimento per la museologia e membro dellIcom, International Council of Museum, per realizzare il nuovo volume. La storica dellarte incontrerà il pubblico per parlare "Dello stato dellarte" venerdì alla libreria Kalòs in via XX Settembre. Alessandra Mottola Molfino ha visitato allincirca la metà dei luoghi individuati per la sua ricognizione, ma ha una serie di elementi chiave per tracciare un bilancio: «I musei siciliani ospitano opere straordinarie ma pagano in continuazione la mancanza di progettazione per la fruizione e il coordinamento tra le istituzioni. Ne è la prova macroscopica la chiusura del Museo regionale Abatellis: da otto mesi capolavori come lAnnunciazione di Antonello da Messina sono interdetti al pubblico, ed è poco credibile che non ci si possa accordare per il trasferimento, anche parziale, della collezione in altri siti che tra laltro erano stati offerti da amministratori pubblici e da privati. Uno scandalo incredibile». Sfogliando la guida del Touring si scopre che i musei siciliani sono ottanta contro i trecento della Lombardia, ma certamente non è un problema di quantità, o quantomeno non solo. Lidea per realizzare la nuova guida infatti avrà come punti di riferimento né la grandezza né limportanza, ma il gusto personale della storica, tra curiosità fresche di scoperta e capolavori acclamati. «Molti amici - dice la Mottola - mi hanno dato suggerimenti e aiuto per questa mia visita siciliana, come Lucia Ferruzza. Sono sicura che molti altri ne arriveranno in questi giorni». Tra luci e ombre, la visita siciliana della storica dellarte riserva molte sorprese, alcune piacevoli, altre molto meno. «Enna è uno dei casi più gravi. Qui il Museo diocesano è chiuso da quindici anni, non si riesce a quanto pare trovare un accordo tra diocesi e istituzioni. A Siracusa sono chiusi il "Paolo Orsi" e il "Bellomo", se si aggiungono il già citato Abatellis e la prossima chiusura per lavori al "Salinas" a Palermo, si comprende che verranno a mancare tasselli fondamentali dellitinerario culturale siciliano». Differente è la situazione verificata in provincia e nei piccoli centri, dove il museo è un simbolo importante dellidentità collettiva e gode di una considerazione differente. «Sulle Madonie ho visitato molte raccolte e collezioni mostratemi con grande orgoglio dagli amministratori, che mi hanno personalmente fatto da guida. Ho trovato grande slancio, persone giovani e motivate: sarebbe bello dar loro strumenti per gestire al meglio queste risorse. Perché lidea proposta dalla Regione, quella del museo diffuso, necessita comunque di fruizione e coordinamento». Le "scoperte" più interessanti? A Ravanusa cè un museo piccolo ma con pezzi strepitosi, inaugurato da circa un anno, con una curiosità: è intitolato ad un politico, Salvatore Lauricella, e non a uno studioso come in genere accade. A Mirto larchitetto Miraudo ha inventato un interessante Museo della moda, portando avanti il progetto con la sua energia e pochi aiuti, a Petralia, oltre alle chiese con capolavori straordinari, cè il Museo civico Collisani, situato dentro una vecchia prigione del Quattrocento, unico referente, in tutta lItalia per il progetto on line european geopark. Promosso il Museo del Satiro di Mazara, dove altri spazi sono stati aperti, mentre il caos invece regna in un museo importante come quello di Agrigento. Dice la studiosa: «Foto di vecchie mostre, pannelli didattici e indicazioni varie, tutto insieme. Una confusione incredibile».