Si chiama "Politica di sviluppo unitaria", ma quello che colpisce non è laspirazione alla crescita quanto il richiamo allunitarietà. Per la prima volta la Regione Lazio ha scelto di far convogliare i fondi destinati allo sviluppo del territorio in un unico progetto in grado di armonizzare gli obiettivi e inseguire lobiettivo della crescita sostenibile. Linvestimento complessivo è di 2,1 miliardi, scaglionati fino al 2013 e raccolti unendo insieme risorse comunitarie (POR-FERS, Programma Operativo e Fondo europeo di sviluppo regionale), nazionali (FAS, Fondo aree sottoutilizzate) e regionali. «La programmazione di queste risorse - spiega Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio - risponde ad una logica di valorizzazione e promozione dei settori produttivi della nostra regione con attenzione alla difesa dellambiente e alla promozione di opere strategiche. Leconomia laziale soffre meno rispetto ad altre economie regionali ed è per questo che cercheremo di sfruttare al meglio le risorse facendo in modo che ogni investimento sia affiancato da un attento monitoraggio». La Regione sposa con il nuovo Progetto, approvato dalla Giunta in agosto, una filosofia di crescita che strizza locchio allo sviluppo ecologicamente compatibile, ma anche alle numerose opportunità offerte dal settore tecnologico. Proprio le filiere tecnologiche, insieme a quelle produttive, sono i destinatari della prima tranche di progetti finanziati: 318 milioni di euro divisi fra lindustria hi-tech (26,3 milioni per le bioscienze, 31,2 alla cultura, 43,8 alle energie rinnovabili e 32,8 per il multimediale) e i distretti produttivi (16,8 milioni al settore ceramico, 15,1 al nautico, 12 al cartario, 16 allaudiovisivo, 64,3 al meccanico e 15 a quello dellinnovazione). Ricerca, ambiente e accessibilità sono i tre assi intorno ai quali si muove il Piano regionale. La voce più consistente dellintero Progetto pluriennale è dedicata allaccessibilità, intesa come potenziamento della rete infrastrutturale, sviluppo di una mobilità sostenibile, promozione di trasporti puliti. Ad essa il progetto destina 977 milioni. Seguono i 745 milioni di finanziamenti per lambiente e la prevenzione dei rischi, in cui rientrano lefficienza energetica, lo sviluppo di fonti rinnovabili, lottimizzazione del ciclo dei rifiuti, ma anche la promozione e valorizzazione del patrimonio naturale, culturale e artistico. Infine 345 milioni sono stati stanziati per ricerca e innovazione, con lobiettivo principale di rafforzare la capacità innovativa delle piccole e medie imprese e favorire la crescita del sistema produttivo orientata allo sviluppo sostenibile. La procedura per la realizzazione dei progetti prevede accordi di programma sottoscritti tra Regione e imprese, Enti locali e altri soggetti pubblici coinvolti. "Abbiamo concentrato le risorse su alcuni grandi progetti che siano appoggiati da partner significativi ? spiega lassessore allo Sviluppo Economico, Claudio Mancini ? in modo da evitare la dispersione a pioggia dei finanziamenti. Lesempio di questa strategia è laccordo di programma raggiunto con la Fiat di Cassino finalizzato alla realizzazione di una ricerca confezionata dallUniversità di Cassino e dedicata alla logistica dellindotto. Un investimento di 10 milioni di euro di cui 5 della Ragione e 5 della Fiat". È solo seguendo questa filosofia che la Politica di sviluppo unitaria insegue il suo obiettivo primario, confermato da tutti i soggetti coinvolti: impedire, come avvenuto in passato, la restituzione di fondi per incapacità o insipienza, affidando agli assessorati competenti il compito e la responsabilità di avviare i progetti e fare da volano alla crescita.
LAZIO - Hi-tech, energia, biotecnologie al via il maxi-piano della Regione
La Regione Lazio ha lanciato un nuovo progetto di sviluppo unitario, che prevede l'investimento di 2,1 miliardi di euro fino al 2013. Il progetto mira a promuovere la crescita sostenibile e a valorizzare i settori produttivi della regione, con attenzione alla difesa dell'ambiente e alla promozione di opere strategiche. Le risorse sono raccolte da risorse comunitarie, nazionali e regionali, e sono destinate a finanziare progetti in tre aree: accessibilità, ambiente e ricerca. La procedura per la realizzazione dei progetti prevede accordi di programma con partner significativi, come imprese e Enti locali.
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