Già Pasquale Belfiore su queste pagine ha scritto del Circolo del Tennis: ne ha narrato la storia progettuale con la competenza che sappiamo e ne ha messo in evidenza la rilevanza architettonica. Ma la vicenda ha un risvolto per così dire patrimoniale ed economico che è di grande rilievo e sul quale ha richiamato lattenzione lavvocato Onofrio De Falco con un comunicato che ha inviato e distribuito brevi manu a tutti i nostri pubblici amministratori e alle persone sensibili ai beni collettivi della città. Vox clamantis in deserto! Il Comune di Napoliinfatti intende alienare, per poco più di nove milioni di euro, quella parte della Villa Comunale di oltre 11.500 metri quadrati, che costeggia la via Caracciolo per circa 240 metri, data in locazione fino al 2019 al Circolo del Tennis: il Circolo lacquisterebbe in prelazione, con la netta riduzione del 50 per cento sul prezzo stabilito. Il Circolo del Tennis viene valutato dal Comune che ne è proprietario 20 milioni di euro: conviene dire che è un bellaffare per un complesso architettonico ilcui valore di mercatoè inestimabile,in quanto parte di zonavincolata ai sensi della legge del 1939 e successivi aggiornamenti del Codice dei Beni culturali. La stima economica è semplicemente ridicola e lo capiscono anche i bambini: ma al Comune sindaco, vicesindaco, assessori competenti e compagnia bella la pensano in modo diverso. Ritengono che unarea e un immobile di tal fatta vada svenduto a un privato, sottraendo così una parte rilevante del patrimonio paesaggistico e storico della città che ha tutti i titoli di esser preservato nella sua integrità. Daltronde la Villa Comunale, già giardino storico di rilevante interesse architettonico e botanico, dové subire la "modernizzazione" selvaggia del post-modern e dobbiamo subirne i danni chissà ancora per quanti decenni con quei mirabolanti gazebo che se ne cadono a pezzi. Ma il Comune ritiene di svendere a prezzi di saldo per far cassa. È un puro atto di autolesionismo e mi chiedo se questo è nellinteresse della città, del suo patrimonio darte e di natura. Ed elevo prece a quelle persone di buon senso che forse siedono ancora in palazzo San Giacomo: a cominciare dal sindaco e dal suo vice, che certo non meno di me hanno a cuore la tutela del patrimonio collettivo e linteresse economico della città.