Campania Low cost: è la parola dordine del turismo nella nostra regione. Un "basso costo" che spesso si traduce in miopia, in scarsa capacità di comunicazione, in azzardi mediatici. Un esempio vivo è rappresentato dal ruolo della musica popolare a Napoli e in Campania. Questa è la terra che annovera i tre maggiori esponenti folk in Italia (Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Teresa De Sio), la tradizione delle paranze (da Marcello Colasurdo a ?O Lione), personalità carismatiche come Roberto De Simone e monumenti viventi come la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Qui è stato coniato lo slogan - e il movimento - Taranta Power, qui si insegna Etnomusicologia nelle aule universitarie. Eppure che cosa ha prodotto dal punto di vista turistico uno scenario così vasto e ricco? Poco o nulla se confrontato con un evento come "La Notte della Taranta" che a Melpignano ogni anno raduna decine di migliaia di persone (lorganizzazione ha dichiarato 130 mila spettatori in piazza lo scorso 23 agosto). IL Concertone nel corso degli anni ha ospitato come maestri concertatori Joe Zawinul, compianto fondatore dei Weather Report, e Stewart Copeland, il batterista dei Police e ha guadagnato platee mediatiche di tutto rispetto. Di contro la nostra regione ha prodotto decine di iniziative certamente interessanti e qualche festival cittadino di qualità ("Lo Sguardo di Ulisse" ed "Ethnos" in primis) senza mai riuscire a incidere sul terreno del turismo, piccole iniziative che non sono mai riuscite a sfondare i confini delle rassegne di nicchia. Eppure la musica folk, la tarantella, le tammurriate sono alla base delle nostre tradizioni. Sono parte integrante della nostra cultura. Possibile che in tutti questi anni non si sia mai pensato di investire in maniera stabile? I nostri operatori e soprattutto i nostri politici non riescono a comprendere che anche "Tammurriara nera" e la "Montemaranese" vanno annoverati tra i nostri tesori come i dipinti di Luca Giordano o il "Cristo Velato" del principe di Sansevero? I fatti dicono che è così. Le responsabilità, se vogliamo definirle tali, da anni finiscono con lessere un estenuante balletto di accuse tra operatori e amministratori. Claudio De Magistris si limita a far notare che «questi tipi di raduni trovano terreno fertile fuori dalle grandi metropoli». Andrea Ragosa, manager di Enzo Avitabile e promoter, va oltre: «Il problema è linterlocutore politico. Se proponessi in Regione una "Notte della tammurriata" mi riderebbero dietro. Napoli è una città delle occasioni perdute, in cui si insegue lovvio. Bisognerebbe avere il coraggio di realizzare un programma di recupero della tammurriata e invitare grandi ospiti». I problemi non cambiano se voltiamo pagina. Qualche mese fa nellambito del Forum delle Culture 2013 è stato annunciato un megaconcerto. Quasi un anno fa sui quotidiani napoletani si disquisiva di «una sorta di Live Aid per Napoli con Carlos Santana, Sting, Eric Clapton, Stevie Wonder oltre a protagonisti della musica africana e a musicisti napoletani». Levento nel corso dei mesi si è trasformato in altro, ha preso altre dimensioni, più ridotte, con un budget di 150 mila euro. Il cast, di tutto rispetto, è però un topolino rispetto allevento annunciato a fine dicembre del 2007. Il punto di domanda è: non sarebbe stato meglio annunciare solo quello che si era certi di poter organizzare? E non sarebbe stato meglio, se si voleva veramente realizzare un Live Aid napoletano, affidarne la direzione artistica a Bob Geldof, padre nobile dellevento planetario e simbolo riconosciuto, piuttosto che scritturarlo solo come musicista? Abbiamo limpressione che manchino spazi di riflessione, capacità di radunare teste pensanti, voglia di rischiare. Si finisce con il sottoutilizzare o peggio mortificare le migliori energie creative. E Napoli con il suo patrimonio, oltre a essere percepita come "invivibile", finisce con il diventare invisibile.
NAPOLI - Decine di iniziative che non incidono sul turismo. Da invivibile a invisibile la città non si sa vendere
La Campania è una regione italiana con un turismo di basso costo, che spesso si traduce in una scarsa capacità di comunicazione e in azzardi mediatici. La musica popolare è una delle tradizioni più importanti della regione, con artisti come Enzo Avitabile, Eugenio Bennato e Teresa De Sio. Tuttavia, il turismo non ha mai sfruttato al meglio questo patrimonio culturale, con eventi come "La Notte della Taranta" che attirano decine di migliaia di persone, ma che non hanno mai avuto un impatto significativo sul turismo. La regione ha prodotto anche iniziative interessanti, come festival cittadini, ma non sono mai riuscite a incidere sul terreno del turismo.
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