Lultimo tentativo è della fine degli anni Sessanta. Si voleva riportare lacqua nella Conca delle Gabelle e riaprire il canale tra i portoni studiati da Leonardo da Vinci. Quella volta andò male e via San Marco rimase a secco. Ora sono gli Amici dei Navigli a chiedere un ritorno al fascino del passato, alle «radici» di Milano infestate dai topi e rovinate dallincuria. Il progetto è pronto e riscopre lacqua (non corrente) pompata in una fontana «appoggiata» sul fondale in cemento; ritrova i «salti» lungo il percorso; restaura murature, portoni, edicola e parapetti; illumina lultima e più antica chiusa conservata in città. Il «Piano di valorizzazione» è stato regalato ieri dal presidente dellassociazione, Empio Malara, allassessore allArredo urbano, Maurizio Cadeo. La Soprintendenza ha dato il via libera. Tempi e costi sono già scritti: un milione di euro per chiudere il cantiere nel 2010. È il primo passo e il resto si vedrà. Lutopia romantica e confessata resta la riapertura «effettiva» della Cerchia interna dei Navigli, la strada dacqua che è stata simbolo di Milano per secoli e finì sepolta quasi del tutto ormai 4o anni fa, giunta Aniasi, per agevolare il traffico del boom e debellare le malattie. Per iniziare, Malara e Amici suggeriscono allora unopera concreta, tecnicamente più semplice. Lacqua può essere estratta da un pozzo inattivo di A2A oltre il Tumbun, condotta fino alla Conca e mossa in una fontana-canale che dà lillusione del Naviglio, uninstallazione provvisoria. Il fondale viene trasformato in uno schermo da cinema muto su cui spiccano le foto storiche in bianco e nero e i progetti di Leonardo. Unimpianto dilluminazione scenografica e lidea di un Museo dellacqua chiudono il percorso in questo pezzo di città sforzesca. A proposito: «Leonardo non è solo il Cenacolo, dobbiamo pur svelarlo a turisti e cittadini», incalza Malara. E anche San Marco, Biblioteca Ambrosiana (Codice Atlantico) e Museo della Scienza (riproduzioni e plastici). La Conca delle Gabelle, detta anche dellIncoronata o di Santa Maria, si trova in fondo a via San Marco, tra le porte Comasina e Nuova, dentro i bastioni e oltre il Tumbun. È sottoposta a vincolo monumentale dal 1967, in quanto opera caratterizzata dalla «sopravvivenza dellultimo ponte antico sul Naviglio, dellultima chiusa e della garitta, resti di originali attrezzature addette alla navigazione», i disegni dei portoni in legno sono nel Codice Atlantico. Ma né il vincolo né il Codice hanno salvato in questi anni la Conca dal degrado. Topi e graffiti. Balordi e rifiuti. «Uno scempio», denunciano i residenti. Da casello per tassare le merci dei barcaioli a monumento al degrado, tuttaltro dazio. Sì al rilancio, dunque, assicura Cadeo: «LExpo è loccasione per realizzare piccoli interventi fondamentali per qualità della vita». In via San Marco, il primo. E sulla Darsena, il secondo. La proposta, ancora una volta, la lanciano gli Amici dei Navigli: collegare la Conca di Viarenna (1551-1558) al vecchio porto di Milano, riscoprendo anche lantico laghetto che dà sul parco delle basiliche. Ma sul futuro della Darsena si sfidano Amici e Comitato residenti: i primi vogliono i box interrati, gli altri no. E più facile scoperchiare i canali che metterli daccordo.