ROMA - «Venezia è il primo parco tematico urbano. Ha 70.000 residenti e ogni anno ospita 19 milioni di visitatori.... Dovrebbe essere amministrata come una città turistica e non come un comune. Ormai è artificiale come Disneyland... I successori dei Dogi di Venezia sono politici dellItalia moderna e oggi a Venezia manca un competente management che invece la Walt Disney Company potrebbe offrire. Sei turisti pagassero 50 euro a testa per entrare a Venezia, come si fa a Disneyland, i proventi potrebbero finanziare sia le barriere per difendere la città dal mare che i necessari restauri o strutture turistiche che possano soddisfare i desideri dei visitatori rispettando il carattere della città». Ecco una parte dellarticolo apparso a marzo sul Times di Londra e firmato dal prestigioso giornalista economico John Kay. Il titolo, se mai ci fossero dubbi: «Benvenuti a Venezia, parco tematico». Per questa provocazione, John Kay riceverà oggi a Venezia, a palazzo Cavalli Franchetti, lambito premio dellIstituto veneto di scienze, lettere e arti: nobile accademia fondata nel 1810 (economicamente e politicamente indipendente grazie ai lasciti di molti soci). Il presidente è il giurista Leopoldo Mazzarolli e del Consiglio di presidenza fanno parte Antonio Paolucci, ex ministro dei Beni culturali e attuale direttore dei Musei Vaticani, Pierre Rosenberg, accademico di Francia ed ex direttore del Louvre, Wolfgang Wolters, studioso del Rinascimento veneziano. Tra i soci dellIstituto che fanno parte della commissione del premio, Lady Frances Clark (premiata come «veneziana dellanno» nel 2006 alla Fenice alla presenza del sindaco Massimo Cacciari) e lo scrittore e saggista Alvise Zorzi. LIstituto Veneto sa bene che il premio farà discutere. Infatti nella motivazione si legge che «dimmagine di una città trasformata in parco tematico e priva della sua antica anima, proprio per laderenza allevoluzione in corso diventa leggibile come un forte grido dallarme. Al di là delle parole è lo stimolo brutale a un ripensamento complessivo del presente e dei futuro cittadino. Il paradigma della disneyficazione... è di fatto un invito ad analizzare con i molti strumenti oggi disponibili un processo evolutivo dalle molte criticità». Ma è ovvio che il riconoscimento a Kay provocherà polemiche. Anche dopo il discorso che il giornalista pronuncerà oggi, già a disposizione dellAccademia, e che inevitabilmente diventerà un atto daccusa allamministrazione: «Quando dico che la Disney gestirebbe Venezia meglio di quanto non sia gestita oggi, la mia è una provocazione e non una proposta seria. Eppure la sensazione che la ragione di vita di tutte le persone che incontri sia quella di alleggerirti le tasche appartiene di più al turista che visita Venezia che al visitatore di Disneyland. La Disney cerca di offrire un rapporto ottimale tra qualità e prezzo. Lobiettivo dellazienda è che i propri clienti si divertano affinché ritornino». Invece per Kay «a Venezia i venditori di cartoline e caffè non si aspettano che i turisti ritornino e, per gran parte dei veneziani, questa è una speranza...» Insomma, per farla breve, «Venezia ha bisogno di essere gestita e ha il dovere di generare utili. Non dovremmo, pertanto, arricciare il naso dinanzi a gestione e profitti ma piuttosto far sì che questi sia- no a vantaggio dellordine e della conservazione della città». Quindi, argomenta Kay, occorre un centro visitatori, imporre visite guidate nelle stagioni di maggior flusso, controllare la qualità dei souvenir. «Già odo il grido "non vogliamo trasformare Venezia in un parco tematico!" Ma io rispondo che Venezia è già un parco, come città è morta secoli fa ed è stato solo il flusso di visitatori a riportarla in vita». Dopo aver parlato del fallimento della Lehman Brothers e della vicenda Alitalia, Kay conclude: «Per Venezia ci sono paralleli e lezioni da apprendere tanto nellavidità e negli orizzonti a breve termine nel suo settore privato quanto nellindolenza e nel disprezzo del suo settore pubblico». Che ne dirà, a premio assegnato, il sindaco Massimo Cacciari?
VENEZIA - E Venezia premia chi la vuole come Disneyland
Il giornalista John Kay ha scritto un articolo in cui sostiene che Venezia dovrebbe essere gestita come un parco tematico urbano, come Disneyland, per aumentare i proventi e finanziare la conservazione della città. Secondo Kay, la città ha bisogno di essere gestita e di generare utili, e che il suo attuale management non è sufficiente. Ha anche suggerito che i turisti potrebbero pagare 50 euro a testa per entrare a Venezia, come si fa a Disneyland, e che i proventi potrebbero essere utilizzati per difendere la città dal mare e per restauri e strutture turistiche. Kay ha ricevuto il premio dell'Istituto veneto di scienze, lettere e arti per il suo articolo, che ha provocato polemiche.
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