DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Finirà (forse) come sulla metropolitana di Londra: con una voce che ricorda ai viaggiatori mind the gap; non cascate tra la piattaforma e il vagone, please. Solo che qui siamo sul Canal Grande, e il problema non è il vuoto, ma semmai un «pieno» inaspettato. Inaugurato da sole due settimane, il ponte della Costituzione firmato Santiago Calatrava non riesce proprio a scivolare, silenzioso e bellissimo, nella routine quotidiana. E allarchitetto è toccato intervenire, su richiesta del Comune, per arginare la querelle. In una lotta allultimo adesivo. Questa volta - dopo i ritardi nei lavori, le polemiche sui costi, le perplessità sul progetto il testimone è passato ai pedoni. Si badi Che, banalmente, su quei gradini hanno iniziato a scivolare; già in parecchi sono finiti al pronto soccorso, dopo un passo falso sullultimo arrivato dei ponti veneziani. Il primario Paolo Pennarelli, venerdì, ridimensionava lallarme: «Ci sono arrivate meno di una decina di persone, e comunque di casi di questo tipo ne abbiamo sempre diversi in una settimana. A Venezia, queste cadute sono naturali». Ma il problema cè. Tra i gradini dellopera di Calatrava, alcuni hanno larghezza («pedata», in gergo) doppia rispetto a quelli che precedono e seguono. In questo modo fungono da «area di sosta» per chi sale con borse a carico, ma obbligano anche a cambiare ritmo della falcata. Inoltre, in quel punto il pavimento è diviso in tre «corsie»: vetro opaco (e ruvido) ai lati, pietra al centro. Le lastre di vetro sono tagliate orizzontalmente da una linea di giuntura, che replica il profilo dei gradini. Risultato: un passante distratto rischia di scambiarlo per un dislivello «normale», e lattimo di smarrimento è garantito. Problemi minori, si dirà, controbilanciati dalla funzionalità: flussi rivoluzionati tra Ferrovia e Piazzale Roma, il trolley che non è più un fardello ingestibile. E ieri, sul Corriere del Veneto, la mamma di una ragazza disabile difendeva lopera: «I gradini sono lunghi e bassi, perfetti per la sedia a rotelle». Le cadute, però, ci sono. E la presenza dei vigili 24 ore su 24 le rende più visibili: «Ci hanno messi qui per evitare atti di vandalismo; ma è vero che la gente a volte "manca" un gradino e, quando ci vede, si lamenta con noi». È per farla finita con le critiche (Pietro Bortoluzzi, capogruppo di An alla municipalità, ha fondato il «Comitato vittime del ponte») che il Comune ha scritto allarchitetto. «Abbiamo fatto vari sopralluoghi, e lui ci ha fornito alcune indicazioni - racconta il direttore dei lavori, Salvatore Vento -; le linee "in più" sono necessarie per questioni strutturali, ma interverremo con qualche segnaletica per i distratti; forse degli sticker a terra..». Mind the gap, appunto. Purché si non rovini la visione dinsieme. Ché «è vero, quel gradino trae in inganno commenta una coppia - ma ha visto quanto è bello? Sembra una foglia...». Chissà, forse è per questo che si inciampa: incantati da troppa bellezza.
VENEZIA - Calatrava e lallarme per le cadute sul ponte Segnaletica per il gradino-trappola
Il ponte della Costituzione di Venezia, inaugurato due settimane fa, sta causando problemi ai pedoni. I gradini, progettati dall'architetto Santiago Calatrava, hanno una larghezza doppia rispetto a quelli precedenti e successivi, il che obbliga i passanti a cambiare ritmo della falcata. Inoltre, il pavimento è diviso in tre corsie con vetro opaco e pietra al centro, il che può causare confusione ai passanti. A causa di questi problemi, alcuni passanti si sono incappucciati, finendo al pronto soccorso. Il Comune ha scritto all'architetto per chiedergli di intervenire e ha richiesto di aggiungere linee "in più" per questioni strutturali.
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