Lex sovrintendente: «Tutte le alternative ragionevoli vanno prese in considerazione». Lalternativa al passaggio della tramvia in piazza Duomo lancia una speranza sul fronte dei no. Ad aprirsi per primi, dopo lo studio sul percorso piazza Indipendenza-San Marco, anticipato dal Corriere Fiorentino, sono gli storici dellarte che avevano bocciato severamente il tracciato della linea 2 nel centro storico. Anche se rimane saldo lo zoccolo duro dei contrari allintero sistema. Non maschera la sua soddisfazione la critica darte Mina Gregori, che di recente ha rilanciato le sue preoccupazioni per i mosaici del Battistero. «Sono contenta se la tramvia non passerà dal Duomo - afferma Seguo questa vicenda e sono favorevole ad evitare il passaggio nel cuore di Firenze, anche se mi riservo di analizzare attentamente il percorso alternativo: è assolutamente doveroso». «Mi fa piacere sentire che esiste unalternativa», le fa eco Antonio Paolucci, neo direttore dei Musei Vaticani, ed ex soprintendente del Polo museale fiorentino. «lo penso che tutte le alternative ragionevoli e praticabili - spiega - debbano essere prese in considerazione». La lontananza della fermata del tram nellipotesi di piazza San Marco, rispetto ai monumenti del centro, non è per lui un problema: «Non si tratta di distanze così eccessive. Si possono fare tranquillamente continua - Farebbe ridere se fosse davvero un ostacolo». La distanza non preoccupa neanche lonorevole Gabriele Toccafondi (Fi): «Stando a Roma prendo la metropolitana e scendo a 500 metri dal Parlamento: li faccio a piedi. Non mi sembra che in nessuna città si scenda nel punto dove si vuole. Sono i tecnici a dire che non e appetibile». Ma lalternativa al passaggio dal Duomo non toglie la contrarietà al mezzo: «Non ci stancheremo mai di dire che la tramvia è la soluzione sbagliata per risolvere i problemi del traffico». Ciò nonostante: «Questo studio è un fattore positivo, una delle opzioni da prendere in considerazione, insieme ad altre, che il sindaco potrebbe portare al tavolo con Bondi. Sarebbe inutile infatti far partire il confronto se non cè la volontà politica del centrosinistra di rimettere in discussione il passaggio accanto al Duomo». Bondi, intanto, preferisce non fare ancora alcun commento. Apre al «piano B» anche Gaia Checcucci. «Ho sempre pensato che si possa saltare larea pedonale - dice la consigliera di An - qualunque forma di aggiramento va benissimo. Sono daccordo a salvaguardare il centro». Checcucci pone però nuovi interrogativi: «E chiaro e ragionevole che si stia ripensando al progetto, ma che valore ha questo studio? Che procedura seguirà? È bene che questa ipotesi non muoia qui, apriamo un ragionamento. Tornare indietro significa anche fare un passo avanti». Lo studio alternativo è un segnale secondo lonorevole dei socialisti Valdo Spini: «La mia proposta di moratoria era corretta - dice - É bene darsi un periodo di respiro per esaminare tutte le proposte». E Alessandro Falciani, socialista, avanza perplessità: «Come si fa a garantire la mobilità se il tram non passa in centro? Non dico che sono contrario, ma a che fermata della tramvia deve scendere uno per andare in centro? Deve fare mezzo chilometro a piedi? E il costo dei bussini elettrici è insostenibile». Indipendentemente dal passaggio della tramvia al Duomo per Mario Razzanelli (Udc), promotore del referendum contro la tramvia, le linee 2 e 3 «rimangono una follia urbanistica». Il ragionamento porta sempre verso la contrarietà: «A me sta bene che non passi dal Duomo, ma non che passi da qualche altra parte. E sono certo che saranno i cittadini a decidere di fermare tutto con il loro voto nelle elezioni amministrative del 2009». «Quello della tramvia fiorentina è un progetto assurdo nel suo insieme - liquida la questione Rita Monaco, dellAssociazione linea 3 - E più si cerca di modificarlo, più fa acqua».