Anche questanno il Bel Paese si è agghindato per valorizzare i suoi tesori: sabato 27 e domenica 28 settembre lItalia ha partecipato alle Giornate Europee del Patrimonio con lapertura gratuita di oltre mille siti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Promosse a partire dal 1991 dal Consiglio dEuropa con il sostegno della Commissione Europea, le Giornate sono ormai tradizione consolidata anche in Italia. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, il Fai - Fondo per lAmbiente Italiano e Autostrade per lItalia erano partner della manifestazione, secondo unintesa che nel 2007 aveva portato 600mila presenze, con un aumento dei visitatori di oltre il 60 rispetto alle edizioni passate. Grande crescita in percentuale, che viene riconfermandosi anche questanno. I numeri restano tuttavia ben lontani da quelli di altri Paesi europei: la sola Francia, a cui lItalia ha ben poco da invidiare, ha registrato lo scorso anno più di dodici milioni di presenze. Sarebbe allora naturale domandarsi il perché di tali dati, e riaprire lannosa questione della valorizzazione dei beni presenti su tutto il territorio nazionale. La colpa è dellItalia o degli Italiani? Perché lindustria del turismo langue? Perché nelle strutture consacrate alla cultura nelle nostre regioni si vedono sempre più stranieri che connazionali? Gli interrogativi sono molti, e lunico modo, forse, per trovare una risposta, è moltiplicare questi tentativi di diffusione della cultura. Londra ha deciso ormai da anni che è più fruttuoso per i propri bilanci rendere accessibili del tutto gratuitamente British Museum, National Gallery e altre famose strutture museali della città. Parigi, dopo un esperimento del primo semestre 2008, ha optato per lapertura gratuita di Louvre, Orsay e di tutti i musei comunali a giorni ed orari alternati durante la settimana. Sono molte le metropoli e città europee che hanno deciso di considerare la cultura un investimento. Larte, la musica, i saperi, stanno diventando fruibili da tutti, senza spese, senza difficoltà, attraverso lungimiranti iniziative ministeriali o locali. Che riscontro avrebbero simili opportunità in Italia? Non resta che sperimentare, nella speranza che le Giornate Europee del Patrimonio non rimangano un fatto isolato, ma diventino uno tra i tanti appuntamenti che meglio valorizzano, ogni giorno e ovunque, la nostra cultura. MARIA ELENA BUSLACCHI 20 ANNI, GENOVA