Un nuovo ricorso al Tar, un confronto al ministero dei Beni culturali, una diatriba latente tra soprintendenze. Tra Regione, Comune e i priv ati, la battaglia sul colle conteso di Tuvixeddu non sembra trovare armistizio. Non dopo le parole della responsabile per i Beni archeologici, Fulvia Lo Schiavo, che sabato scorso ha difeso l'opera di una soprintendenza finita nel mirino per i muraglioni realizzati fuor di concessione nel Parco comunale della necropoli punica. Lo Schiavo ha anche ricorda to che le 431 nuove tombe - alla base della richiesta della Regione di un vincolo totale - non esistono più. Sulle fioriere giganti in pietra e reti metalliche, erette nell 'autunno 2006 tra le tombe, il pensiero dell'ente di tutela era già stato chiarito dall 'archeologa Donatella Salvi, in un carteggio con il direttore regionale ai Beni culturali e paesaggistici, Elio Garzillo. «Il posizionamento dei gabbioni è stato da me seguito e discusso con gli architetti ogni volta che si trovavano in aree potenzialmente a ri - schio e in tutti i casi è stato preceduto dalle verif iche delle archeologhe. Non è corre tto dire - scrive l'archeologa il 3 aprile - che lo scavo condotto per erigere le mur aglie abbia provocato la distruzione di sepolture». Ma l' ultima parola spetta ancor a una volta alla magistratura: nei giorni del sequestro del parco urbano, il 4 aprile scorso, la polizia giudiziaria aveva acquisito anche gli atti prodotti dalla soprintendenza archeologica. Chiaro l' intento di valutare l'operato dei dipendenti dell'ex responsabile, Vincenzo Santoni, andato in pensione dopo aver ribadito il no al vincolo esteso all 'i ntero complesso, che avrebbe spazzato via il progetto Coimpresa. E s empre alla magistratura il compito di mettere un punto fermo in un'altra controversia: quella sui decreti che bocciano le ultime due autorizzazioni comunali rilascia te a Coimpresa il 26 agosto. Con quei provvedimenti, l' ex soprintendente ai Beni paesaggistico, Fausto Martino, aveva gettato le basi per una rivisitazione generale delle autorizzazioni, se è vero che Garzillo sta valutando la possibilità di estendere la rat io seguita da Martino a tutte le concessioni. Il gruppo Nuove Iniziative Coimpresa impugnerà anche i due atti firmati il 12 settembre, pochi giorni prima che Martino lasciasse l' incarico minis teriale al successore, Gabriele Tola. «Faremo di certo ricorso al Tar», ha assicurato l'amministratore Giuseppe Cualbu. Non è chiaro se il legale del gruppo, l'amminis trativis ta Pietro Corda, stia pensando ad un'istanza di sospensiva (come l'ultima ottenuta contro lo stop ai lavori intimato dalla Regione) oppure un ricorso nel merito, dai tempi molto più lunghi. In qualsiasi caso, chiedere l' intervento dei giudici amministrativi su un provvedimento così importante come quello di Ma rtino, potrebbe portare ad una interpretazione vincolante definitiv a e vincolante. I giudici ammini - strat ivi potrebbero bocciare la lettura data dall 'ex soprinten - dente ai beni paesaggistici, ma potrebbero anche accettare la sua visione: quella della necessaria valutazione da parte degli enti di tutela di tutti le autorizzazioni rilascia te dal Comune. E domani i soprintendenti dovrebbero incontrare il ministro Sandro Bondi per illustrargli l' intricata vicenda.