Anzi si deve, per assicurare a Procida un futuro turistico culturale che abbia nel rilancio della cittadella medievale, con al centro la valorizzazione dell'Abbazia benedettina e la riutilizzazione dell'ex Casa Penale. Ieri, il convegno promosso dal curato dell'Abbazia Miche Del Prete ha fatto compiere un passo decisivo al progetto. Gli interventi degli amministratori del comune di Procida e della Provincia di Napoli hanno assicurato l'impegno unitario per un iter che, attraverso energie e capitali pubblici e privati, faccia di Terra Murata il polo principale dello sviluppo turistico dell'isola. In questo senso si sono espressi il sindaco Gerardo Lubrano, l'assessore ai lavori pubblici Vincenzo Capezzuto e il consigliere provinciale Luigi Muro che, da vice sindaco di Procida, da tempo è impegnato sulla problematica. Ma non c'è tempo da perdere. Il costone su cui poggia l'Abbazia è sempre più a rischio per l'azione erosiva di mare e vento. La chiesa è nel totale degrado. L'impianto elettrico, vecchio ed obsoleto, è del tutto fuori norma. Ma andiamo alle prime buone notizie. Il professor Luigi Guerriero, docente di Restauro presso la IIa Università di Napoli, ha annunciato l'arrivo della prima parte del finanziamento di un progetto che riguarda il restauro completo dell'Abbazia con la contemporanea messa a punto di un museo dei locali sotterranei ove erano allocate le Congreghe dei Rossi, dei Turchini e dei Gialli. Il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato una prima cifra di 400 mila euro per il recupero di tutte le coperture della chiesa. Il cantiere sarà aperto nei primi mesi del 2009. Il progetto complessivo - costo previsto 5 milioni di euro - prevede l'organizzazione di 12 sale, situate su tre livelli, in cui sarà ordinato, tematicamente, l'immenso patrimonio artistico, storico e culturale dell'Abbazia, ora sistemato alla rinfusa. Ecco allora la sala degli argenti (candelabri, calici, pissidi, turiboli, ostensori), quella dei libri, dei corali miniati e delle «cinquecentine», oltre 8000 volumi, con testi rari, fra cui «L'Indice dei libri proibiti», la sala degli arredi (una grande quantità di piviali e pianete ricamate in oro zecchino), la sala dei pastori del '700, quella delle statue processionali e dei cosiddetti «misteri fissi», portati in processione il venerdì santo e, «last but not least», l'ultima novità scoperta appena qualche mese fa: i resti mummificati dei nobili del tempo, in maggior parte facoltosi armatori, con gli abiti cerimoniali che si sono conservati in modo perfetto. Guerriero - avrà una particolare illuminazione che esalti questi costumi d'epoca Il consigliere provinciale Muro ha anche annunciato un contributo di 42 mila euro della Provincia per il restauro di alcune tele.