Dovrebbe essere univoca, la verità, almeno quando si parla di società, eventi e denari pubblici. Ma Genova 2004 mostra di avere della medesima situazione interpretazioni differenti. Le due teste al vertice della società l'amministratore delegato e direttore Enrico Da Molo (nominato dal Comune attraverso Palazzo Ducale Spa) e il presidente Davide Viziano (nominato dalla Regione attraverso Filse Spa) affrontano la stessa domanda con risposte diverse. Le mostre e i visitatori stimati. Una deliberazione del Comune di Genova, la 01229 2003, stabilisce che l'eccedenza dei ricavi da bigliettazione di ciascuna mostra venga diviso fìfty.-fifty tra Comune e Genova 2004 Srl. Per eccedenza si intende la quota che supera l'afflusso di visitatori stimato per ciascuna delle 12 principali mostre in calendario. Alla domanda chi e come ha elaborato quelle stime, Enrico Da Molo aveva risposto: «II Comune, sulla base di criteri oggettivi basati su dati storici, pubblicazioni specializzate, esperti». Il presidente Davide Viziano invece risponde: «La società Genova 2004, con il supporto tecnico degli organizzatori delle mostre». I conti della società. Rispetto al budget preventivato e alle disponibilità attuali, Enrico Da Molo aveva parlato di 19,7 milioni di euro certi (di cui 7,7 milioni tra sponsorizzazioni e partner), cui andrebbero sommati altri 23 milioni di euro che Genova 2004 conta di recuperare tramite sponsorizzazioni e i 67 milioni di euro delle istituzioni locali. A fronte dei nuovi 5 milioni di euro promessi dal ministro Urbani, Da Molo aveva detto: «Il budget resta intorno ai 30 milioni di euro, vorrà dire che le istituzioni saranno chiamate a intervenire con cifre inferiori». Davide Viziano illustra invece i conti nella tabella qui a fianco e chiarisce: «Oggi c'è un buco di sette milioni di euro, da coprire con i fondi promessi da Urbani e altri soluzioni». Prendono forma i conti di Genova 2004. Una luce fioca si accende su quello che sarà il bilancio, mostrando un buco di 7 milioni di euro. Questo Io stato dell'arte oggi. Questa la differenza che corre tra i costi e i ricavi preventivati e messi a budget. «Saranno i cinque milioni promessi dal governo con l'intervento del ministro Urbani a coprire gran parte di quanto manca spiega Davide Viziano, presidente di Genova 2004, società a responsabilità limitata creata ad hoc per gestire e promuovere gli eventi in calendario - Il resto lo si recupererà seguendo altre strade. Il capitale sociale di Genova 2004, per esempio, vale un milione di euro». Possibilità, ipotesi. Fino a quando la promessa fatta dal ministro Urbani alla città non si potrà toccare con mano, la certezza è di altra natura. Oggi i conti economici di Genova 2004 mostrano 32,2 milioni di euro in uscita (costi) e 25,2 milioni di euro in entrata (ricavi). Nei ricavi ci sono 12 milioni di fondi statali, 3,2 milioni offerti dalla Fondazione Cassa di risparmio di Genova e Imperia, altri 8 milioni di euro di sponsorizzazioni (in parte ancora da reperire) e 2 milioni di euro previsti dalla bigliettazione. Nei costi, per contro, si raggiunge quota 32,2 milioni di euro, di cui 19,8 milioni di euro sono stati destinati all'organizzazione degli eventi in calendario: 12 milioni alle mostre principali (finanziate per intero) e 7,8 milioni di euro alle iniziative minori e collaterali (finanziate in quota parte). Altri 7 milioni di euro saranno spesi in promozione e pubblicità. Il funzionamento della società Genova 2004 costa 3 milioni di euro, «compresa la retribuzione del direttore - dice Viziano io non prendo un centesimo». L'amministratore delegato Enrico Da Molo precisa di essere retribuito come «dirigente prestato dalla Palazzo Ducale, equiparato al secondo livello dirigenziale del Comune». In soldoni: 71 mila euro l'anno. Non rientrano invece nelle spese di funzionamento della società le tre superconsulenze: Celant percepisce 10 mila euro il mese ed è a budget per 200 mila euro, 100 mila euro sono per la Maurizio Costanzo Comunicazione e altrettanti per Giulio Anselmi. Il milione che resta «è stato speso dal Comitato 2004 e caricato sulla società», spiega Viziano. A questi conti, tuttavia, la società ci è arrivata in tre fasi. Dapprima i denari richiesti per organizzare mostre ed eventi ammontava a 44 milioni di euro, a fronte di finanziamenti fermi a 14,2 milioni di euro. Quindi i 44 milioni sono stati dimezzati a 19,8 milioni di euro, mentre le disponibilità in cassa sono salite a 17,2 milioni di euro. Infine si sono aggiunti 8 milioni di euro di sponsorizzazioni e partnership, ancora da incassare per intero: fanno 25,2 milioni in entrata a fronte di 32,2 milioni in uscita. «Mancano tra i cinque e i sette milioni - ammette Viziano - ma conto sull'intervento del governo».