MISSIONARI. Dopo le polemiche sul divieto di esporre il vessillo della pace alla Gran Guardia Mentre non si placa la querelle sulla bandiera della pace, la cui esposizione davanti al palazzo della Gran Guardia era stata vietata dalla Giunta comunale, la «Carovana della pace» promossa dal mondo missionario italiano, oggi alle 10 arriva al Cum di San Massimo. Il messaggio, riassunto nello slogan "Nella mia città nessuno è straniero", sarà poi portato alle 11,30 al Meeting diocesano degli adolescenti in svolgimento al Palasport. Alle 14,30 la Carovana si dirigerà al Tempio Votivo, di fronte alla stazione ferroviaria, scelto per il suo significato simbolico di luogo di partenze e di arrivi. L'immigrazione insieme al diritto all'acqua, infatti, è uno dei temi portanti dell'iniziativa che si concluderà a Roma, il 5 ottobre nella basilica benedettina delle Tre Fontane. Sul sagrato del Tempio Votivo ci sarà una festa , con musica e danze. Alle 17 la conclusione con il messaggio alla città. Mercoledì le iniziative proseguiranno alle 16 con un momento di incontro e di preghiera in Cattedrale e, alle 20,30 nel teatro Stimmate di piazza Cittadella, con gli interventi di don Luigi Ciotti, del vicequestore Giampaolo Trevisi e di alcuni immigrati. Dal sito web di Nigrizia, intanto, il comboniano padre Alex Zanotelli si rivolge al sindaco Flavio Tosi, chiedendogli, con quella che la stessa redazione del sito chiama «provocazione», di concedere l'Arena ai manifestanti per la pace, come ai tempi delle «memorabili iniziative dei Beati i costruttori di pace». Secondo il missionario il divieto del Comune di Verona di esporre il vessillo arcobaleno in Bra indica che «non si ha minimamente il senso né della storia recente della città né della storia della bandiera arcobaleno che ha sventolato all'Arena di Verona negli anni '80 e '90». Per l'ex direttore di Nigrizia, animatore del segmento Sud della Carovana, «la città è abituata a questo simbolo che chiede di smetterla con le logiche di guerra e di morte e che si vada verso un mondo dove i conflitti sono risolti senza ricorrere alle armi». Padre Alex si dice «molto meravigliato» della scelta del sindaco Tosi, che, dice, «mi auguro di poter incontrare per parlare serenamente». E conclude: «Può sempre tornare sui suoi passi concedendo l'Arena al movimento per la pace. Così che l'anfiteatro torni ad essere simbolo di un mondo altro da quello che abbiamo». Alla «provocazione» del missionario ha replicato con toni tutt'altro che concilianti lo stesso Tosi secondo il quale «il florilegio delle dichiarazioni di padre Zanotelli» nasconderebbe, dietro un «pacifismo di facciata», un «estremismo politico». Tosi, stigmatizzando quello che a suo dire è un «uso sapiente della provocazione», parla di «caso volutamente creato» per «far passare per liberticida l'amministrazione comunale». La quale invece, afferma, «alla Carovana della pace ha concesso l'uso gratuito della Gran Guardia e di piazza Bra». E puntualizza: «Non è stato concesso, come non è stato mai concesso a nessuno, di apporre qualsivoglia simbolo sulla facciata della Gran Guardia, monumento protetto dalla Soprintendenza». Nei giorni scorsi, il direttore del Centro diocesano missionario, don Giuseppe Pizzoli, aveva però smentito che al Comune fosse stato chiesto il permesso di esporre sulla Gran Guardia «una grande bandiera arcobaleno». Nella polemica è intervenuto anche il portavoce di «Articolo21», associazione per la libertà di stampa, Giuseppe Giulietti: «Nessuna amministrazione Dc si sognò mai di proibire la bandiera della pace in Arena. Non vorremmo che nella Verona di oggi godessero di maggior libertà le bandiere dei peggiori gruppi xenofobi e dell'estremismo di destra». E.S.