IL CASO. Alla tavola rotonda di Italia Nostra l'annuncio del soprintendente Luca Rinaldi, che blocca l'edificazione su due aree tra le più delicate e «appetibili» del lago Abbazia di Maguzzano e oleificio a Toscolano sottoposti al vincolo della Soprintendenza «Ma serve una legge di tutela del paesaggio» «È arrivato il momento di dire basta alla cementificazione del nostro splendido paesaggio. Basta alla speculazione edilizia. E ancora basta al potere degli amministratori comunali di decidere la sorte del territorio». È il grido di battaglia di «Italia Nostra» e delle associazioni ambientaliste locali, tra cui «Roverella» e «Comitato per il parco delle colline moreniche» lanciato ieri a Maguzzano, nel corso della giornata nazionale «Paesaggi sensibili». «Italia Nostra», lo ricordiamo, giorni fa ha lanciato un allarme nazionale sulla scomparsa di alcuni dei paesaggi più belli del Paese: tra questi le colline di Siena, ma anche il Garda. Dall'allarme ora si vuol passare all'azione. A sostegno della battaglia è arrivata anche la voce autorevole di Luca Rinaldi, Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Brescia, deciso anche lui a fermare la proliferazione edilizia. Due le novità annunciate da Rinaldi. La prima è il vincolo definitivo nell'area «Borgo 39» a Toscolano, firmato il 25 settembre, per bloccare la demolizione dell'ex Oleificio Sociale Benacense, raro esempio di archeologia industriale «LIberty» proprio in riva al lago, al posto del quale i privati vorrebbero costruiire una grande struttra residenziale e alberghiera. L'intervento della Soprintendenza mira a impedire qualsiasi progetto edilizio che non rispetti il valore del sito, compresa l'area verde. La seconda novità riguarda il vincolo storico su Maguzzano, riconosciuto come antico comune monastico. Anche se la firma è ancora lontana, Rinaldi è deciso ad andare avanti «a prescindere dal parere del Comune di Lonato». È un intervento molto atteso dalle associazioni ambientaliste locali, preoccupate che la cementificazione selvaggia avvenuta negli ultimi anni a Padenghe arrivi ad intaccare uno degli ultimi angoli intatti. Il vincolo storico culturale interesserà l'Abbazia ma anche il territorio circostante. 300 ettari in tutto, coinvolgendo circa un migliaio di proprietari. «Non sarà facile gestire un'operazione del genere - ha spiegato Rinaldi-. Il personale nei nostri uffici scarseggia e le proteste saranno molte. Ciò nonostante questo tipo di vincolo ci permette di esercitare un controllo maggiore sulle aree. Fino a questo momento la legge non ci ha permesso di fare molto. Eppure siamo riusciti a difendere dall'aggressione edilizia l'area del castello di Moniga e ora stiamo seguendo con attenzione l'intervento di Campione del Garda». Presenti alla tavola rotonda il presidente del Comitato parco colline moreniche Emilio Crosato, il giornalista Paolo Biondani e la presidente della sezione bresciana di «Italia Nostra» Rossana Bettinelli, che ha lanciato un chiaro appello ai sindaci del lago. «I Comuni sono in continua caccia di introiti e la costruzione di nuove case porta guadagni sicuri alle casse comunali. Occorre rompere questo sistema e premiare i Comuni virtuosi».