Gabbana: mai vista la Pietà Rondanini. Fo: la città ignora le sue radici La confessione del milanesissimo presidente dell'Inter Massimo Moratti («Non ero mai stato sulle terrazze del Duomo, mi ci ha portato capitan Zanetti»), conferma il sospetto. I milanesi, di nascita o d'adozione, non conoscono Milano. O la conoscono solo di sfuggita Perché hanno sempre qualcos'altro da fare, perché sono di corsa ogni momento o forse perché, come scherza il comico Enrico Bertolino, «camminano sempre con lo sguardo basso. Anche per non inciampare in qualche panettone di cemento». E, allora, via con i mea culpa. Brera, il Cenacolo, la Pietà Rondanini, la Scala. Chi ha visto cosa? Il dj Linus, che di corsa c'è spesso, ma per passione, ammette: «Sul tetto del Duomo non sono mai stato nemmeno io. Ma la vera macchia sulla mia coscienza è la pinacoteca di Brera: mai vista. In compenso, l'hanno scorso, per i cinquant'anni, mi sono regalato una visita al Cenacolo». Che manca ancora, invece, alla "collezione" di un altro interista illustre: Sandro Mazzola. Lui, però, a differenza del presidente, sul Duomo ci andava già da ragazzine Un altro che, sulle guglie, non c'è mai stato, è don Antonio Mazzi. Ma di sensi di colpa non ne ha: «Credo che ci siano già abbastanza problemi di cui occuparsi qui a terra». Arte e moda sono quasi parenti stretti. E, in effetti, Beatrice Trussardi e Stefano Gabbana dicono d'essere abituati a visitare musei e monumenti. Ma il secondo ammette un neo: «Non ho mai visto la Pietà Rondanini». La regista Andrée Ruth Shammah confessa invece di avere una conoscenza della città «ristretta» in senso geografico: «All'interno della Cerchia dei Bastioni credo di aver visto un po' tutto. Mi mancano invece le periferie. La Martesana, ad esempio. O la nuova Fiera di Rho-Pero». La poetessa Vivian Lamarque ha colmato l'anno scorso una lacuna: «Io, che all'estero vado sempre a visitare le dimore degli artisti, non avevo ancora visto la casa di Manzoni». Tuttora ignota al presidente della Provincia Filippo Penati. Il quale però suggerisce di reintrodurre le domeniche a piedi, per aiutare i milanesi a scoprire la loro città. Il vicesindaco Riccardo De Corato ha invece un desiderio provocatorio: «Sgarbi dice che il Leoncavallo è una nuova Sistina. Mi piacerebbe visitarlo per conferma Ma temo che non mi lasceranno entrare». Naturalmente, per qualche milanese i tesori cittadini non hanno segreti, o quasi. Come per Carla Fracci, «devota» anche della Madonna delle ballerine in San Fedele, a pochi passi dalla Scala. 0 per il giallista Gianni Biondino («Però non ho mai visto la casa di Moratti» scherza) e per Ornella Vanoni, che ha il solo cruccio di non frequentare più molto i giardini pubblici («Sono così sporchi»). Il bello di Milano, però, è che riesce a sorprendere anche chi crede di conoscerla a menadito. «Pochi giorni fa dice il rettore del Politecnico Giulio Ballio Sergio Escobar mi ha parlato del chiostro di via Rovello, di cui ignoravo l'esistenza». Ma, allora, è vero o no che tanti milanesi non conoscono Milano? «Non solo commenta Dario Fo ma ne ignorano anche la storia. Tant'è che, per approfondire quella dell'epoca dei comuni, ho dovuto farmi tradurre testi di autori tedeschi».
Duomo, Brera, Scala e Cenacolo Milano dimenticata dai milanesi
Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ammette di non aver mai visto la Pietà Rondanini e di non conoscere Milano. Il dj Linus afferma di non aver mai visto il Cenacolo, mentre il regista Andrée Ruth Shammah confessa di avere una conoscenza ristretta della città. La poetessa Vivian Lamarque ha colmato un'altra lacuna visitando la casa di Manzoni. Alcuni cittadini, come Carla Fracci e Gianni Biondino, non conoscono i tesori della città. Il rettore del Politecnico Giulio Ballio afferma che molti milanesi non conoscono la storia della città. La questione è se tanti milanesi ignorino effettivamente la città e i suoi tesori.
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