A un anno dall'incendio, la magione restituisce i suoi tesori Ma per completare il miracolo servono ancora 10 milioni A un anno dall'incendio che minacciava di distruggerlo Palazzo Visconti sta risorgendo dalle proprie ceneri svelando, poco per volta, tesori ancora sconosciuti. Il 28 settembre 2007 una folla silenziosissima guardava le squadre dei pompieri lavorare senza sosta sul tetto di Palazzo Visconti, pensando alla storia e all'arte che le fiamme stavano cancellando per sempre. In realtà proprio quell'incendio accidentale, che avrebbe potuto cancellarlo, ha segnato un nuovo corso dell'edificio civile più antico della città. Proprio come una fenice, Palazzo Visconti sta risorgendo dalle sue ceneri. In dodici mesi l'edificio abbandonato all'incuria si è trasformato in un cantiere dinamico dove carpentieri e restauratori, dietro i grossi teli che li proteggono dalle intemperie e dai curiosi, lavorano alacremente per cancellare il segni del tempo e del rogo. Porte aperte Ieri mattina l'assessore ai lavori pubblici Dario Lucano ha aperto per la prima volta le porte del cantiere di palazzo Visconti. L'edificio ha un volto completamente nuovo. L'odore di bruciato e qualche parete annerita sono le uniche tracce dell'incendio. I decenni d'incuria e degrado sono ancora visibili, ma i ponteggi, le attrezzature sparse un po' ovunque raccontano una quotidianità fatta di interventi e scoperte. «Nel cantiere lavorano una quindicina di persone tra tecnici ed operai ? spiega il geometra Ennio Maffezzoni ? tutti gli interventi sono realizzati sotto lo stretto controllo della Sovrintendenza ai beni culturali di Milano». Il palazzo, anche se avvolto in un reticolato di ponteggi svela tutto il suo travagliato passato: gli affreschi che fanno capolino sui soffitti e sulle pareti raccontano l'origine cinquecentesca quando era la villa di delizia di Visconti. Al primo piano sono ancora riconoscibili tra le pareti annerite, le balaustre delle aule della Pretura, che negli anni Ottanta aveva sede proprio a Palazzo Visconti; mentre le foto, i poster scollati e gli adesivi alle finestre raccontano gli anni Novanta, quelli del degrado, quando l'edificio ospitava diverse associazioni. Il nuovo volto Fino ad un anno fa Palazzo Visconti era uno stabile decadente con tanta storia nascosta tra gli intonachi scrostati e le persiane divelte. Questi ultimi dodici mesi di lavori non hanno solo riparato i danni dell'incendio, ma stanno lentamente spazzando via gli anni dell'abbandono: girando per le stanze polverose si scoprono gioielli sconosciuti: «Togliendo le solette bruciate dall'incendio abbiamo scoperto nuovi affreschi e pregiati soffitti a cassettoni». Così mentre i carpentieri ricostruiscono pezzo dopo pezzo il tetto, sempre preservando le peculiarità della struttura, i restauratori setacciano i soffitti e le pareti a caccia di tesori da riportare alla luce e valorizzare. Questa prima fase dei lavori, che hanno visto uno stanziamento complessivo di 800 mila euro, dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno. A scrivere il futuro di Palazzo Visconti, ossia la sua nuova destinazione, sarà l'amministrazione eletta la prossima primavera: «Per completare gli interventi e rendere l'edificio utilizzabile servono 10 milioni di euro - conclude Lucano - L'idea dell'attuale Amministrazione era di trasformarlo nel Municipio ma credo che questo sarà uno dei temi caldi dell'imminente campagna elettorale».
SARONNO Palazzo Visconti. Il gioiello-fenice risorto dalle ceneri
A un anno dall'incendio che ha minacciato di distruggerlo, Palazzo Visconti sta risorgendo dalle sue ceneri. I lavori di restauro, iniziati nel 2008, hanno visto la scoperta di nuovi affreschi e soffitti a cassettoni. Il cantiere, dove lavorano una decina di persone, è stato aperto solo ieri mattina dall'assessore ai lavori pubblici. I lavori, che hanno visto uno stanziamento di 800 milioni di euro, dovrebbero concludersi entro la fine dell'anno. Tuttavia, per completare gli interventi e rendere l'edificio utilizzabile, servono ancora 10 milioni di euro.
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