Incubo via Marconi, peggio di un rally LAtc: sarà steso uno strato definitivo chiamato "manto dusura" Più che una strada sembra un percorso ad ostacoli. Settecento metri da "Camel Trophy", il tratto di via Marconi che va da piazza dei Martiri a piazza Malpighi. Lincubo di automobilisti e motociclisti, nonostante i lavori di asfaltatura provvisoria si siano conclusi il 18 settembre. La strada è stata riaperta in tempo per lavvio dellanno scolastico, ma il manto che è stato posato temporaneamente, il cosiddetto "binder", nasconde insidie per chi lo percorre, è irregolare, ci sono buche, avvallamenti e tombini rialzati. Laspetto della via resterà così per un paio di mesi almeno, in attesa che siano ultimati i lavori sui marciapiedi e realizzate le opere accessorie per il passaggio del Civis, cioè la linea elettrificata, le banchine e le pensiline. «Sullo strato superficiale ne sarà steso uno definitivo chiamato "manto dusura"» assicurano allAtc. Ma tutto potrebbe cambiare perché deve ancora pronunciarsi la Soprintendenza che può imporre altre prescrizioni al Comune. In attesa di risposte certe, lo stato attuale di via Marconi è destinato a creare disagi e polemiche. Ci sono tombini rialzati non solo al centro della strada, ma anche ai lati, che vibrano e traballano al passare delle auto più pesanti. In alcuni casi, invece, le botole sono affossate. Partendo da piazza dei Martiri ad accogliere gli automobilisti che superano la rotonda cè un tombino della fognatura sopraelevato, in bilico fra le due corsie di marcia. Pochi centimetri, qualche disagio per chi imbocca la strada più velocemente, ma il peggio deve ancora arrivare. Nel tratto che incrocia Largo dei Caduti del Lavoro la botola delle fognature è molto più alta. Le strisce gialle, che sono disegnate sopra, più che intimare il divieto di sorpasso, sembrano mettere in guardia da una sporgenza di quasi cinque centimetri. Ma i problemi maggiori sono pochi metri più avanti. Allangolo con via Riva di Reno, di fronte alla Pam, ci si imbatte in un vero e proprio "isolotto" sullasfalto, un dosso di dieci centimetri, in prossimità di uno degli incroci più trafficati. Qui oltre alla bocchetta dellilluminazione, cè anche una grata di scarico dellacqua piovana. Le macchine e gli autobus che passano sobbalzano pericolosamente. Al tutto si accompagna il cigolio non rassicurante del tombino che non è fissato bene. «Passando proprio in quel punto quattro nostre auto si sono danneggiate - racconta un tassista - due hanno rotto i parafanghi, altre due hanno riportato danni ai cerchioni». Sempre nello stesso tratto pochi giorni fa due ragazzi sono caduti dal motorino, per fortuna non si sono fatti male. «Non si sono accorti del dosso e sono scivolati - dice un negoziante a metà di via Marconi - quando la strada è bagnata diventa davvero pericoloso circolare». «Ho visto un camion davanti a me che è saltato sul dosso e ha perso parte del carico - aggiunge un automobilista di fronte alla Pam - a terra sono cadute due casse dacqua, nessuno si è fatto niente, fortunatamente ero abbastanza distante». Basta spostarsi poco più in là per vedere un altro rilievo. Le macchine in velocità saltano e gli autisti imprecano per le sospensioni. Gli autobus carichi di persone si inclinano. Il dosso è proprio al centro di una delle corsie e quindi difficilmente evitabile. Poco più avanti cè un affossamento. «Il problema di questa via - dice un autista Atc della linea 89 - non è tanto per gli autobus, che sono dotati di ammortizzatori resistenti, ma per le auto, soprattutto quelle con la parte anteriore bassa». Allincrocio con via Maggia i tombini sopraelevati sono due, uno accanto allaltro. A pochi passi ci sono altre affossature e finalmente si arriva allincrocio con via San Felice. «Non so quando finiranno i lavori - dice un passante anziano con la borsa della spesa - e non vorrei fare luccello del malaugurio, ma prima o poi, soprattutto con la pioggia, ci scappa un incidente serio». Cè chi a priori ha deciso di evitare questo "rally metropolitano". «Ho smesso di passare con la macchina su via Marconi da quando sono iniziati i lavori del Civis - dice scoraggiato un altro automobilista - continuo a non andarci ora, magari allungo un po il tragitto, ma meglio così piuttosto che rischiare un incidente». Gli ostacoli sono anche ai lati della strada, a ridosso dei marciapiedi, nessun rischio per le macchine stavolta, ma per i pedoni. Cè chi trova il tempo di scherzarci un po su. «Spesso quando gli autisti dellAtc si danno il cambio - dice la commessa di un negozio di borse - quelli che scendono dallautobus inciampano sui tombini». Più preoccupato un signore che nella zona ci vive da anni e che non dimentica neanche gli altri problemi stradali della città. «Fra cantieri che chiudono e riaprono - dice - e soluzioni precarie, questa via sta diventando un incubo. Ma il problema è generalizzato, basta pensare allo stato di via Rizzoli e via Farini». DOMENICA, 28 SETTEMBRE 2008 Pagina III - Bologna Lassessore alla Mobilità ammette i disagi ma invita automobilisti e motociclisti a moderare la velocità Zamboni: basta andare più piano VALERIO VARESI -------------------------------------------------------------------------------- Via Marconi con lasfalto grezzo resterà tale fino a fine novembre. La conferma arriva dallassessore alla Mobilità Maurizio Zamboni che risponde anche alle critiche sullo stato della strada mosse da scooteristi e taxisti. «Io passo tutti i giorni in via Marconi e dico che non è certo una gran comodità, ma se si va piano non succede proprio nulla» avverte. «Ricordo che in tutto il centro storico la velocità massima non dovrebbe superare i 30 chilometri orari e questo i taxisti dovrebbero saperlo bene. Ma anche se si marciasse a 50 chilometri allora - aggiunge lassessore - nessuno cadrebbe o rovinerebbe le gomme. Daltro canto, la segnaletica indica che lì cè un cantiere e che occorre usare prudenza. Mi rendo conto che ci sono dei disagi, ma avete mai visto cantieri senza disagi?» Zamboni rassicura anche sullo stato della via nei giorni in cui cominceranno le piogge autunnali. «Si formeranno delle pozzanghere perché i tombini sono più alti dellattuale pavimentazione, ma la strada non sarà allagata perché la pioggia defluirà comunque verso le bocchette ai lati e a meno di quantità dacqua monsoniche, non dovremmo avere grandi problemi salvo le pozzanghere che comunque si formano anche in condizioni normali». Attualmente, via Marconi è pavimentata con il «binder», in gergo tecnico lasfaltatura di sottofondo sulla quale verrà steso il cosiddetto «manto dusura», tre-quattro centimetri di bitume molto più liscio. Solo dopo lultimazione anche dei marciapiedi, delle banchine e di tutte le rifiniture che conferiranno alla strada il suo aspetto definitivo, come prevede il progetto approvato anche dalla Soprintendenza, verrà steso lasfalto di superficie. Pertanto i disagi dovuti alla rugosità della strada e ai tombini più alti del piano viabile perdureranno ancora per un paio di mesi. Prima di vedere la strada con la nuova pavimentazione sarà necessario realizzare le due panchine per altrettante fermate del filobus «Civis». La prima sarà costruita allaltezza di largo Caduti del lavoro e laltra in prossimità della sede Cgil. Si tratta di «isole» rialzate lunghe circa 40 metri che serviranno alla salita e discesa dei passeggeri. Ai lati verranno rifatti i marciapiedi con nuovi arredi. Non è ancora deciso se in questa fase saranno già montati i tiranti che sosterranno la linea di alimentazione del «Civis» visto che potrà essere realizzata anche in un secondo tempo. Quello che importa è che non sarà necessario abbattere alberi perché la Provincia ha acconsentito allaggancio degli stessi tiranti sulla facciata della scuola di fronte alla Camera del lavoro.
la Repubblica
28 Settembre 2008
URBANISTICA: BOLOGNA Asfalto disastrato per il cantiere Civis: auto danneggiate, due scooteristi caduti
GI
Giuseppe Cucinotta
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
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