La famiglia del presidente della Fondazione nellimmobiliare di lusso Lintervento prevede la realizzazione di case di prestigio, uffici per Iride e un parcheggio interrato di sei piani La società San Bartolomeo è costituita da Tonodue controllata dal Comune e dalla St. Bart dei Repetto Loperazione è quella alle spalle di via Santi Giacomo e Filippo nellex convento delle suore ed ex tribunale In attesa di investire, come presidente della Fondazione Carige, nelle grandi infrastrutture, indicate come prioritarie rispetto ai progetti culturali, il cavalier Flavio Repetto si dedica, ma in veste di imprenditore, al ramo immobiliare. Infatti, la società Torre Elah - dal nome del grattacielo realizzato a Pegli - che vede il figlio Guido tra gli amministratori, controlla unaltra srl, la St. Bart di piazza Corvetto, che è a sua volta il partner privato della San Bartolomeo srl, ovvero una cordata pubblico-privata che sta per realizzare un intervento immobiliare di super lusso nel cuore di Genova. Si tratta delloperazione avviata con la giunta Pericu e deliberata con lamministrazione Vincenzi, che prevede la ristrutturazione e trasformazione in case di pregio, qualche ufficio di rappresentanza per il gruppo Iride, e un parcheggio interrato di sei piani dellex convento, ex corte di assise, di via San Bartolomeo degli Armeni proprio dietro via Santi Giacomo e Filippo, a ridosso della palazzina Amga. Il Comune, ultimo proprietario, ottenuto il nulla osta dalla Soprintendenza, attraverso due passaggi, il primo con la Spim (ovvero la società controllata da Tursi che ne gestisce il patrimonio immobiliare) e poi con Tonodue spa (quasi una fotocopia di Spim) crea la srl San Bartolomeo. Nel consiglio di amministrazione di questa società troviamo manager pubblici come Sergio Noce, presidente del Cda, Giorgio Alfieri, Paola Pozzo, e poi imprenditori come appunto Guido Repetto o Luciano Buson, grande immobiliarista di Torino. Quanto alla proprietà delle quote, la maggioranza è nelle mani di Tonodue, mentre le altre in quelle della st. Bart. Questultima è quasi interamente controllata dalla Torre Elah srl, ma alcune quote appartengono alla Mario Valle (presente anche con il st. Anna Golf spa) dinastia di costruttori di Arenzano. Si potrebbe procedere oltre sottolineando come nella Torre Elah ci siano anche Giuseppe Anfossi, Matteo Cordero di Montezemolo, Stefano Dellepiane, per capire che nellex convento convergono, seppur con percorsi indiretti, i grandi nomi dellimprenditoria. Pare che allinterno del consiglio di indirizzo della Fondazione, questi interessi familiari del presidente Repetto fossero noti, ma nessuno ha ritenuto di dover sollevare alcun interrogativo, così come tutti i consiglieri comunali di Palazzo Tursi. In effetti, il matrimonio daffari tra una delle società di famiglia del presidente della principale fondazione bancaria regionale e il Comune capoluogo di quella stessa regione, seppur inusuale agli occhi di un profano, non presenta alcun problema di conflitto di interessi. E non è neppure escluso che alla fine, la banca dappoggio dellintera operazione - si parla di qualche decina di milioni di euro - possa essere la stessa Banca Carige. Daltra parte è proprio una filiale dellistituto di credito che ha trovato collocazione alla base della Torre Elah di Pegli, inaugurata dal cavaliere nei mesi scorsi tra qualche polemica dei consiglieri del Municipio riguardante la viabilità della zona. Contestazione subito placata dalle rassicurazioni dellassessore Mario Margini.