La salvaguardia dei paesaggi sensibili può attuarsi, nei casi estremi, con atti autoritativi del Ministero, che inibiscono interventi pur se inseriti nella programmazione urbanistica comunale. Sono i vincoli storico monumentali, che negli anni scorsi sono stati apposti dalla Soprintendenza sull'area attorno al Castello di Moniga, e a Toscolano al santuario di Supina, all'ex Cartiera Gardesana e, in questi giorni, all'ex Oleificio, e cantieri 39. Ma dove il territorio da tutelare è più vasto, la strategia deve mutare. Viene presentata oggi proprio a Maguzzano l'iniziativa per la salvaguardia del territorio, che arriva fino a lago, anticamente di proprietà dell'abbazia. In questo e in altri casi analoghi la condivisione del progetto con l'amministrazione locale è fondamentale. Le resistenze localistiche non hanno più senso. Le norme contenute nel Codice Urbani-Rutelli impongono la concertazione sugli strumenti urbanistici regionali, provinciali e comunali, che dovranno essere riscritti congiuntamente allo Stato. Anche regioni vicine l'hanno capito, come dimostra l'accordo atto tra Veneto e Ministero per la redazione del nuovo Piano paesistico regionale. Anche in Lombardia, vista la deregulation che tra il 2000 e il 2005 ha permesso ai comuni gardesani più intraprendenti di mutare liberamente i propri strumenti urbanistici e riversare milioni di metri cubi di edilizia sul lago, una svolta è auspicabile. D'altronde i vincoli paesaggistici esistenti sono inefficaci. A ogni nostro annullamento delle benevoli autorizzazioni comunali segue sempre un'interminabile battaglia legale, in cui non di rado i Comuni tifano per i privati. E sul tavolo dei miei 5 funzionati arrivano ogni anno quasi 10mila pratiche solo di tutela del paesaggio. Dal 1 gennaio il nostro parere sarà vincolante anche nel merito, esautorando i Comuni dal potere illimitato che hanno sinora avuto, ma se si vuole un'azione efficace avrei bisogno del doppio degli architetti. È inutile, oltre che dema-gogico, inasprire le leggi, ma non potenziare gli organi di controllo e di giudizio. L'azione delle associazioni di tutela è fondamentale, soprattutto per il risveglio delle coscienze, che mi sembrano un po' intorpidite. Oltre tutto questo miniboom edilizio si sta sgonfiando. Si è costruito troppo e ora non si riesce più a piazzare quanto costruito. Tutto il basso lago è stato devastato. I Comuni sono talmente sazi di cemento che parlano per il futuro di sviluppo zero. Ma ormai quasi tutti i buoi sono scappati.
LOMBARDIA - Nuovi vincoli per tutelare lago e ambiente
Il Ministero ha il potere di attuare misure autoritative per proteggere i paesaggi sensibili, anche se ciò richiede la collaborazione dell'amministrazione locale. La condivisione del progetto con i comuni è fondamentale per la salvaguardia del territorio. Le norme del Codice Urbani-Rutelli impongono la concertazione sugli strumenti urbanistici regionali e locali. Le regioni vicine hanno già capito l'importanza della collaborazione e stanno lavorando per redigere nuovi piani paesistici. In Lombardia, dove la deregolamentazione ha permesso ai comuni di costruire liberamente, si spera di poter cambiare strada. Il Ministero ha bisogno di più architetti per poter agire efficacemente.
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