Doveroso respingere l'ubicazione a S. Filippo» Campo di Marte l'alternativa, Brancoli propone il Molino Pardini LUCCA. Cinque anni fa San Filippo andava bene. Ora non più. Il 26 giugno 2003 la maggioranza votava a favore della variante urbanistica per la costruzione del nuovo ospedale a San Filippo. A distanza di qualche anno la situazione si è ribaltata. Durante la seduta consiliare di giovedì sera, infatti, i ventitrè votanti appartenenti alla maggioranza comunale si sono espressi con voto contrario alla modifica in sanatoria del piano strutturale della città (che prevede che i 30mila metri quadrati dell'area di San Filippo siano destinati a zona verde), bloccando così l'adeguamento al regolamento urbanistico. «Costruire l'ospedale a S. Filippo - dice Maurizio Dinelli, FI - significherebbe venire meno alle aspettative e agli interessi dei cittadini, senza produrre un reale miglioramento dei servizi sanitari della città, ma al contrario tagliare pesantemente sulla qualità ospedaliera». Il problema, però, non riguarda solo la sanità, ma anche la localizzazione. Ed è proprio il capo gruppo di Governare Lucca, Moreno Bruni a porre la questione. «Il vero atteggiamento di responsabilità - spiega - è quello di non fare l'ospedale a San Filippo. Se un domani si dovesse venire a creare una questione di responsabilità è bene che si sappia che gli unici responsabili sono l'ex sindaco, Pietro Fazzi e l'assessore regionale Enrico Rossi». «San Filippo - interviene Luca Lucchesi, consigliere di Per Lucca e i suoi paesi - non è idoneo ad ospitare il nuovo ospedale: la viabilità è già troppo compromessa; risultano impossibili ampliamenti della struttura; è difficile realizzare un'accessibilità alternativa, come potrebbe essere un collegamento ferroviario; esiste una vulnerabilità idrogeologica; sarebbe necessario costruire barriere antirumore e strade». A favore del monoblocco a Campo di Marte si schiera anche Franco Fabbri, capogruppo di Fi, che dice che «l'accordo di programma, per noi, non è valido. Perciò andremo avanti con gli atti che permetteranno lo spostamento dell'area da San Filippo a Campo di Marte, fermandoci solo qualora la procedura dovesse provocare dei danni al Comune e ai cittadini». Della stessa linea Mariano Puccinelli, Udc, che ritiene doveroso «fare tutto il possibile per cambiare destinazione, privilegiando l'area di Campo di Marte, rafforzando la posizione stessa del sindaco». «La decisione - dice Marco Brancoli Pantera, consigliere del gruppo misto - di costruire l'ospedale a San Filippo è stata presa tra Regione, Provincia e Comune, ma mai approvata dalla cittadinanza. Mi sono sempre schierato contro a questa volontà, dichiarandomi a favore della demolizione dell'ex Molino Pardini, in modo da costruire in quella zona la nuova struttura ospedaliera». La parola, poi, passa a Giuliana Baudone, An che dice come sia «necessario rispettare l'impegno preso con i cittadini, ponendoci sempre in posizione contraria a S. Filippo». Conclude Giorgio Mura, capogruppo Lucca Il Centro: «La nostra città ha bisogno di un nuovo ospedale, soprattutto in previsione dei futuri sviluppi tecnologici e scientifici, ma non a San Filippo». Nadia Davini «Ormai è troppo tardi per intervenire» Accordo firmato e lavori appaltati non si possono ignorare LUCCA. Al consiglio comunale sull'ospedale a S. Filippo Ulivo-Pd e Rc escono dall'aula al momento del voto, giudicando inutile bocciare la variante al piano strutturale. Ma al momento della discussione sono comunque volate accuse alla maggioranza per come ha gestito la questione ospedale. Attacca Antonio Sichi, capogruppo di Rc: «Ci troviamo in una situazione irreale: l'ospedale per anni voluto e osannato da tutti, ora viene visto come un danno enorme per la sanità lucchese. Il sindaco poi ha agito fuori tempo massimo». Secondo Sichi Favilla si è mosso con ritardo. «Il 19 luglio 2007 il consiglio ha chiesto a Favilla di fare quanto in suo potere per cambiare l'ubicazione dell'ospedale; il 10 settembre la regione ha chiesto al sindaco di proporre una locazione alternativa: il Comune, però, ha risposto il dicembre, quattro mesi dopo, e ben 16 giorni dopo che la Regione aveva affidato la costruzione del monoblocco alla ditta Astaldi. Così, invece di ridiscutere il modello della sanità lucchese e puntare all'eccellenza, rischiamo lo scontro istituzionale con la Regione». Allo stesso modo il consigliere dell'Ulivo Alessandro Tambellini accusa il centrodestra di non volere lo spostamento dell'ospedale e di fare un'operazione di facciata: «Se la maggioranza voleva impedire la costruzione a San Flippo, doveva stracciare l'accordo di programma del 2005 pagando eventuali penali. E poi com'è possibile che le forze politiche che con la giunta Fazzi lodavano il progetto si siano accorte solo di recente che era una pessima idea? I consiglieri Giuliana Baudone (An) e Maurizio Dinelli (FI) votarono il Piano sanitario regionale nel 2002 che prevedeva la vendita di Campo di Marte per ricavare soldi con cui finanziare parte del nuovo ospedale. Non solo. Nel 2003, la maggioranza di centrodestra lodò il patto tra Fazzi, il ministro Sirchia e l'assessore regionale Rossi e bocciò una nostra proposta che evidenziava i rischi nella costruzione del monoblocco a San Filippo». Fra l'altro - aggiunge Tambellini - «io, pur contrario, votai l'accordo di programma del 2005 perché, comprendendo anche la costruzione di ospedali a Massa, Prato e Pistoia, non me la sentivo in coscienza di bloccare la sanità di altre tre città. In tutti questi anni noi abbiamo dato tutte le possibilità per far capire al centro-destra che l'ospedale a San Filippo era inidoneo: la maggioranza ci ha sempre ignorato». Rincara il capogruppo del Pd Andrea Tagliasacchi evidenziando l'inutilità del provvedimento: «Votare contro la variante al piano strutturale non servirà a niente. L'accordo di programma del 2005 costituisce di per sé una modifica al piano strutturale, rendendo legittima la costruzione a San Filippo: questo lo dice il parere legale chiesto dalla Regione allo studio legale Malinconico. Il Comune non ha alcun parere che dimostri il contrario. È giunta l'ora che l'amministrazione si assuma le proprie responsabilità e ammetta che i margini di manovra sono stretti. Quando un accordo diventa legge la politica non può più fare niente: doveva intervenire prima». Gabriele Olivati La Regione andrà avanti con i lavori Rossi: «Non si può mettere in discussione la realizzazione degli ospedali» A Lucca si lottizzano aree sulla parola, qui c'è un accordo di programma diventato legge e abbiamo vinto tutti i ricorsi LUCCA. La Regione Toscana andrà avanti. All'indomani del voto in consiglio comunale, l'assessore regionale al diritto alla salute Enrico Rossi conferma l'intenzione della sua amministrazione di procedere nella direzione indicata dall'accordo di programma sottoscritto il 18 novembre del 2005. «Il nostro lavoro continua - dice Rossi - siamo convinti che l'obiettivo di realizzare un nuovo ospedale a Lucca sia una cosa buona». Un concetto che l'assessore regionale ripete da tempo, certo com'è che la qualità dell'assistenza migliorerà una volta costruiti gli ospedali monoblocco. Non vuole fare polemica Rossi, ma di certo non si immaginava tre anni fa di trovare tanti ostacoli sulla strada della costruzione di un ospedale moderno, che consenta l'organizzazione dei servizi sul modello dell'intensità di cura. Sicuramente non si aspettava che, cambiata amministrazione (sempre di centrodestra, però), si cambiasse anche idea sull'ubicazione del nuovo ospedale. E allora la stilettata arriva: «Mi dicono che a Lucca si mandano avanti lottizzazioni solo perchè sono state concordate con il Comune. Qui però c'è molto di più. C'è una legge regionale, che ha fatto seguito a un accordo di programma. Ci sono stati bandi, studi. Noi sin dal primo giorno abbiamo sempre rispettato la volontà espressa dal Comune e su questa abbiamo lavorato. Adesso si deve procedere come si è concertato, altrimenti si rischia di non realizzare non solo l'ospedale di Lucca ma anche gli altri tre a Prato, Pistoia e Massa. O di avere ricorsi e richieste di risarcimento inimmaginabili. E chi amministra denaro pubblico deve essere attento a questi aspetti». Quindi non sarà tenuto conto del voto in consiglio comunale di giovedì sera? «Il sindaco ha presentato una delibera di giunta, il consiglio ha votato contro. Di fatto non è successo nulla, non vedo perchè di fronte al niente debba modificare la nostra posizione». E a rafforzare la posizione della Regione Rossi rivela che si è svolta una riunione del comitato di sorveglianza ed è stata inviata una lettera al sindaco Favilla per sollecitare l'appalto per la nuova strada di servizio all'ospedale. Poi un passo indietro: «Tre anni fa - dice Rossi - il sindaco di Lucca è venuto di fronte al presidente della Regione e ha firmato atti e carte convalidate. Documenti che stabilivano di costruire il nuovo ospedale a San Filippo. Questi atti sono diventati legge regionale e abbiamo vinto tutta una serie di ricorsi che sono stati presentati. La nostra posizione è sempre stata questa e l'abbiamo sempre espressa, mettendo in guardia che non c'erano altre possibilità. La Regione - conclude - procederà per la sua strada e vedremo quello che accadrà». Fabrizio Tonelli Il consiglio comunale rifiuta l'ospedale a S. Filippo Il centrodestra boccia la variante a sanatoria Favilla: «La Regione decida come muoversi» Se Firenze apre il cantiere rischia ricorso e blocco lavori di Ilaria Bonuccelli LUCCA. L'applauso dei cittadini scroscia all'una e un quarto del mattino. Il tabellone della votazione elettronica indica due numeri: 23 e 0. Il consiglio comunale, senza opposizione, ha appena votato (e ribadito) che non vuole l'ospedale a San Filippo. La maggioranza di centrodestra boccia - su richiesta del sindaco Mauro Favilla - l'unico atto che avrebbe eliminato, senza ombra di equivoco, tutti gli ostacoli alla realizzazione dell'ospedale a San Filippo: la variante in sanatoria del piano strutturale. Per dirla in parole semplici, il consiglio comunale ha ribadito che il piano strutturale non prevede l'ospedale nuovo a San Filippo; che 30mila metri quadri del quartiere (quasi la metà dell'area ospedaliera) sono e restano vincolati a verde; che solo il regolamento urbanistico prevede l'ospedale nuovo a San Filippo. Perciò il monoblocco deve andare a Campo di Marte. Anche perché, nei fatti, dopo il consiglio comunale di ieri sera piano strutturale e regolamento urbanistico sulla sanità continuano a parlare lingue diverse. Proprio come prima del consiglio comunale. Non a caso, il centrosinistra - che esce dall'aula e non partecipa al voto - definisce inutile l'atto e la decisione uscita dall'assemblea. Il sindaco Mauro Favilla è di tutt'altro avviso. Perché da oggi riparte a ragionare sulle prospettive del nuovo ospedale con una maggioranza forte e un punto fermo confermato dal consiglio comunale: del monoblocco a San Filippo non c'è traccia nel piano strutturale. «Le possibilità che si aprono, a questo punto - conferma Favilla - sono molte. Intanto, possiamo decidere di non fare nulla. Non saniamo, insomma, la discrepanza tra piano strutturale che non prevede l'ospedale a San Filippo e regolamento urbanistico che lo prevede. In quel caso la Regione può decidere di andare avanti lo stesso con l'operazione a San Filippo, continuando a sostenere che l'accordo di programma costituisce variante urbanistica anche al piano strutturale. È ovvio, però, che in questo caso, la Regione si espone a possibili ricorsi e a un eventuale blocco del cantiere: infatti, se anche l'accordo di programma è un atto perfetto dal punto di vista amministrativo, è pur sempre illegittimo, a nostro avviso, restando in contrasto il piano strutturale. E i lavori sarebbero abusivi». L'altra possibilità, difficile ma non remota - prosegue Favilla - è che il consiglio comunale decida, invece, di adeguare il regolamento urbanistico al piano strutturale: in quel caso, per 3 ettari su 7 dell'area che a San Filippo dovrebbe ospitare il nuovo ospedale verrebbe riconfermato il vincolo a verde. In questo modo verrebbe dimezzata l'area a disposizione del monoblocco: «Se, però, si dovesse andare avanti con questa guerra i consiglieri di maggioranza dovrebbero essere compatti e convinti. Non ci potremmo permettere defezioni perché non avremmo i numeri per approvare la variante del regolamento urbanistico. Il cartellone elettronico l'altra sera indicava con chiarezza i numeri: 23 voti. Bastano pochi ripensamenti per andare incontro a problemi seri». In ogni caso - assicura il sindaco - il Comune ha altre «iniziative per bloccare l'ospedale a San Filippo. Andremo anche a parlare di nuovo con la Regione: porteremo studi tecnici commissionati in questi mesi che garantiscono la fattibilità del nuovo ospedale a Campo di Marte, dimostrando che le posizioni pregiudiziali incontrate a Firenze non hanno motivo di continuare ad esistere». Del resto che il Comune volesse andare in questa direzione, Favilla lo aveva già fatto capire a marzo, quando aveva fatto vincolare a destinazione sanitaria tutta l'area del Campo di Marte, rendendo - secondo palazzo Orsetti - invendibile il vecchio ospedale. E impedendo alla Regione di utilizzare queste entrate per finanziare, almeno in parte, il nuovo monoblocco di San Filippo. Cosa succederà nelle prossime settimane è difficile da prevedere. Certo è che con l'ultimo consiglio comunale, Favilla è riuscito a ricompattare la maggioranza e a scongiurare un brutto scivolone politico: sollecitando la bocciatura della variante a sanatoria, ha consentito a tutto il centrodestra di votare secondo la sua indicazione, evitando votazione segreta, franchi tiratori e un possibile siluro. L'ex primo cittadino sostiene di avere seguito le indicazioni degli esperti «Era tutto regolare» Fazzi difende le scelte fatte fra 2003 e 2005 LUCCA. In prima fila, a guardare uno per uno i consiglieri comunali di centrodestra che all'epoca del suo mandato votarono (anche in più sedute del consiglio comunale) per realizzare l'ospedale nuovo a San Filippo. L'ex sindaco Pietro Fazzi (oggi consigliere della lista Liberi e Responsabili in Provincia) è presente giovedì sera in consiglio comunale al dibattito su San Filippo. Si tratta di un consiglio comunale affollato, con tanti cittadini e rappresentanti di comitati, ma non si lascia distrarre. Fazzi guarda con attenzione i suoi ex alleati del Pdl, ascolta la retromarcia e non ci sta a essere considerato l'unico responsabile di questa scelta. Anche perché i voti espressi dal 2003 al 2005 dal consiglio comunale raccontano un' altra storia rispetto a quella che emerge giovedì. Consigliere Fazzi, la polemica sul nuovo ospedale si rivolta contro di lei che non ha ritenuto necessario modificare il piano strutturale per prevedere il monoblocco a San Filippo. Perché? «All'epoca abbiamo modificato solo il regolamento urbanistico perché i nostri uffici e i nostri ci hanno detto che andava bene così, anche se oggi sembrano aver cambiato versione. Ce l'hanno detto anche i legali, compreso l'avvocato Giuseppe Morbidelli. Tutti sostenevano che l'accordo di programma modificasse gli atti di competenza degli altri enti». Quindi secondo lei non c'è discrepanza fra piano strutturale e regolamento urbanistico? «Direi proprio di no». Vista la rivolta in corso contro la localizzazione a San Filippo, perché scelse quell'area? «All'epoca la discussione era tra collocare il nuovo ospedale a San Filippo o ad Antraccoli. Antraccoli è, di fatto, a Capannori anche se insiste sul nostro territorio. Ecco, quindi, che il centrodestra scelse S. Filippo. Volevamo l'ospedale a Lucca». Perché non a Campo di Marte, allora? «Perché questa ipotesi è emersa solo ora. Oltretutto all'epoca l'area del Campo di Marte non aveva alcun vincolo sanitario. Non a caso, la Regione prevedeva di venderlo per recuperare parte delle risorse necessarie a finanziare il nuovo ospedale». Le ragioni del no: il rischio idraulico Ecco le ragioni per le quali, secondo il dirigente dell'urbanistica, non si può costruire l'ospedale nuovo a San Filippo. Pericolosità idraulica L'intervento previsto a S.Filippo dovrebbe prevedere la messa in sicurezza dal punto di vista idraulico. Vulnerabilità idrogeologica L'area di S.Filippo è caratterizzata da alta vulnerabilità e la realizzazione degli interventi, in particolare nella fase di cantiere, e quella dei parcheggi permeabili, comporterebbe un significativo rischio di inquinamento delle falde; Aspetti vegetazionali La modifica dello stato dei luoghi potrebbe alterare, se non significare la perdita, di un piccolo ecosistema presente nell'area formato da singoli elementi che nell'insieme, però, concorrono ad evidenziare una certa naturalità della zona; Sistema insediativo L'intervento previsto a S.Filippo comporta un significativo aumento del carico urbanistico in relazione a un servizio a forte attrazione di utenti e addetti in una zona a prevalente destinazione residenziale. Inoltre - conclude il dirigente - «è da considerare che l'area di S.Filippo, delimitata dalla viabilità di progetto a sud e dall'edificato esistente sugli altri lati, non consente possibilità di espansione e di sviluppo futuro, anche per quanto attiene il sistema dell'accessibilità, essendo, di fatto, precluso il ricorso a una forma di mobilità alternativa quale potrebbe essere quella rappresentata dal collegamento ferroviario».