L'ACCUSA ADRIANO LA REGINA State cedendo a una banca l'edificio che domina il Circo Massimo. Ci potrebbe andare invece l'Antiquarium LA DIFESA ROBERTO MORASSUT Ma la cessione è vincolata al suo utilizzo. E anche sull'altro «caso» vi coinvolgeremo prima di decidere Lo scontro parte mentre si parla delle dismissioni decise dal governo: Museo Geologico, Poligrafico... La turbolenza era nell'aria ed è bastato un lampo negli occhi del soprintendente archeologico Adriano La Regina per scatenare la tempesta. Per pochi minuti una delle più prestigiose istituzioni culturali si è scontrata con uno dei massimi esponenti dell'amministrazione, l'assessore al Territorio Roberto Morassut (Ds) che tutto poteva aspettarsi ieri mattina, quando ha accettato di presentare insieme a La Regina il restauro della Biblioteca Hertziana, tranne che di duellare (macché fioretto: spada) contro l' "Imperatore», il Signor Sovrintendente che da quasi un quarto di secolo tutela l'antichità romana condizionando più nel bene che nel male lo sviluppo urbanistico della città. La tempesta, ricomposta appena i due antagonisti si sono accorti di essere giunti al punto-limite, si è svolta nella Sala Rossa del Campidoglio, in presenza della delegazione della Hertziana e della stampa. «In un momento in cui in Italia si fanno dannosissimi tagli alla cultura -dice La Regina- dobbiamo dire grazie a chi invece investe in questo settore valorizzando la vita culturale romana». Morassut, al fianco, annuisce. Il sovrintendente incalza: «Altro che difesa dei beni culturali: il governo vuol vendere il Museo Geologico, in Largo Santa Su-sanna, il Poligrafico di Piazza Verdi...». Morassut scuote la testa. Il lampo di La Regina: «E anche voi del Comune non siete da meno. State vendendo a una banca il Palazzo dei Musei di via dei Cerchi. Dicono di farci una quadreria, ma si sa come finirà questa storia». Morassut contrattacca: «Ma la vendita è vincolata ad un uso culturale!». «Altro che banca, nel palazzo che domina il Circo Massimo -va avanti il Sovrintendente- ci potrebbe andare il materiale, ben mille casse, dell'Antiquarium capitolino, sparso in decine di magazzini». L'assessore è in difficoltà, ma si difende: «Proprio in questi giorni -alza il tono- stiamo consegnando alla Terza Università altri capannoni dell'ex Mattatoio, e stiamo...... L'«Imperatore» è senza pietà: «Ma forse è più importante sistemare l'Antiquarium, o no? E poi cos'è questa intenzione del Campidoglio che vuole acquistare Palazzo Rivaldi per farci il Museo dei Fori? Io non ne so niente, e voi andate avanti». La sorpresa dei presenti per questo inatteso «siparietto» è evidente, e la stampa si lecca i baffi nella costernazione degli hertziani che vedono scivolare la loro biblioteca restaurata in seconda fila. Ma Adriano La Regina è lanciatissimo: invoca la libertà di pensiero quando l'assessore cerca di smorzare, invitandolo a prendere in considerazione le benemerenze culturali del Comune. Il sovrintendente, introverso e pacato, è tuttavia di natura sanguigna. E stavolta prevale il cuore sulla testa. «Mentre noi stiamo dandoci da fare per acquisire Palazzo Rivaldi onde trasformarlo in un nuovo polo del Museo Nazionale Romano, ecco che voi -punta l'indice sulla faccia terrea di Morassut- con i soldi di Roma Capitale tentate lo scippo, mettendovi di traverso, senza dirmi nulla». L'assessore fa tesoro della sua biografia di politico: «Ma certo, quando avremo Palazzo Rivaldi coinvolgeremo anche la Sovrintentenza per deciderne l'uso». La Regina sbotta: «E non potevamo consultarci prima? Io degli intenti comunali non ne ho saputo niente finché non ho letto i giornali. Mi sembra assurdo». Morassut accenna un sorriso, che però gli va storto. E' comunque il segnale che il duello finisce qui. «Oggi la cosa più importante -dice chiudendo gli appunti- è acquisire il Palazzo. Poi si vedrà». La Regina si alza. La Sala Rossa ha tremato per 4 primi e 36 secondi. In serata l'assessore al Patrimonio Claudio Minelli (Margherita) ha smentito la vendita del palazzo di via dei Cerchi confermando i progetti su Palazzo Rivaldi. La Hertziana (250 mila volumi) si rinnova Dopo l'impianto di piloni di fondazione alti oltre 40 metri parte la nuova fase del rifacimento della Biblioteca Hertziana di via Gregoriana. Da un progetto dello spagnolo Juan Navarro, la cui completa realizzazione è prevista per la fine del 2006, la struttura potrà guardare ad un continuo sviluppo: una possibilità che, per l'esaurimento degli spazi (ogni anno sono acquisiti 5 mila volumi), si è ormai conclusa pregiudicando la stessa funzione della Biblioteca. In Campidoglio è stato presentato ieri l'intero progetto il cui costo di attuazione sfiora i 18 milioni, per i tre quarti forniti dall'istituto tedesco Max Planck, proprietario della Biblioteca, e per il resto da sponsor e privati. Tra le tre sedi estere dell'Istituto, due sono in Italia (Firenze e Roma). La Biblioteca, fondata da Henriette Hertz nel 1912, occupa oggi alcuni fabbricati tra via Sistina e via Gregoriana, presso piazza dì Spagna, in gran parte restaurati. Otto anni fa fu deciso di rinnovare, abbattendola, la parte «nuova» realizzata nel 1967, Fu aperto un concorso architettonico «a chiamata» al quale parteciparono tra gli altri anche Carlo Aymonino e Vittorio De Feo. Prevalse Navarro con la sua idea di creare un «vuoto» al centro degli edifici, in modo da dare luce ai vari piani.