I quadri stavano rientrando a Viareggio dopo una mostra a Olbia Trentuno quadri scomparsi. Tutte le opere di una mostra chiusasi a fine agosto in Sardegna letteralmente volatilizzate nel nulla. È un furto d'arte a dir poco clamoroso, quello messo a segno alcuni giorni fa a Calenzano. Qui, all'interno del piazzale di una ditta specializzata in trasporti internazionali, una banda di ladri si è impossessata di un grosso container al cui interno erano custoditi tutti i dipinti del pittore viareggino Lorenzo D'Andrea utilizzati per «Sardegna, l'isola della luce», la personale ospitata per tutta l'estate negli spazi espositivi del museo archeologico di Olbia. Difficile dire se i ladri volessero portar via proprio la collezione di quadri appena arrivata dall'isola (e diretta allo studio viareggino dell'artista), oppure se hanno rubato il container «a scatola chiusa», non sapendo affatto cosa contenesse. Fatto sta che i trentuno quadri sono adesso in mani ignote. E sul caso stanno indagando gli uomini del nucleo patrimonio artistico dei carabinieri, i militari dell'Arma specializzati in questo genere di furti. I dipinti rubati, come detto, erano appena arrivati dalla Sardegna. Dove sarebbero dovuti ritornare il prossimo anno, visto che la mostra - dopo aver debuttato la scorsa estate a Cagliari - avrebbe dovuto far tappa a Sassari. I quadri adesso nelle mani dei ladri sono di due «serie»: ventiquattro hanno come soggetto la Sardegna (e danno il nome alla mostra), isola sulla quale Lorenzo D'Andrea trascorre le proprie vacanze (e dove si trova tutt'ora); sette sono invece ritratti di altrettanti personaggi celebri (Gianni Agnelli, Giulio Andreotti, papa Wojtyla, Massimo Moratti, Edoardo De Filippo, Mario Luzi e Albert Einstein) che formano una sezione a parte dell'esposizione. Sorpreso e amareggiato al tempo stesso, Lorenzo D'Andrea - sessantacinque anni e una lunga carriera alle spalle con mostre ospitate in Italia e all'estero - non riesce a darsi pace per il furto subìto: «È davvero difficile poter dire se si tratti o meno di un furto su commissione. Di certo i quadri che sono stati rubati, essendo pubblicati su due distinti cataloghi, sono di difficilissima commercializzazione. E dunque non hanno mercato». Al di là del danno economico («Che valore possono avere i quadri che mi sono stati sottratti? Non ne ho davvero idea», chiosa), D'Andrea è dispiaciuto per il valore affettivo delle sue opere. «Quei quadri non erano in vendita, ma rappresentano un pezzo importante della mia storia di pittore. Fortunatamente, fra tutti quelli esposti a Olbia, mi ero tenuto tre ritratti a cui tenevo particolarmente e che dunque non sono finiti nelle mani dei ladri. Adesso confido nel buon esito delle indagini dei carabinieri. Sperando che possano rintracciare la refurtiva ovunque questa si trovi».