Sono giorni decisivi per la trasformazione della Galleria del Costume di Palazzo Pitti in Museo della Moda e del Costume. La discussione è ancora in atto a Montecitorio e l'onorevole Valdo Spini, firmatario di una proposta di legge contenuta nel progetto, può intanto confermare che la sede della Fondazione che provvede alla gestione del sistema museale della moda e l'attribuzione alla Galleria del Costume dei compiti di direzione scientifica del sistema museale stesso. Ancora bisogna verificare quali siano i fondi a disposizione, ma come punto di partenza non è male. Del sistema museale viene anche chiamato a fare parte il Museo del tessuto di Prato. «C'è, però un problema spiega Valdo Spini , perché quando si va a vedere il finanziamento, si nota che per l'istituzione del sistema si stanziano tre milioni di euro, di cui ben due milioni sono vincolati alla istituzione di un nuovo Museo della Moda a Milano, di cui non viene precisato in alcun modo quale sia il nucelo costitutivo. Solo 500 mila sono destinati al Museo della Moda e del Costume, mentre la stessa cifra è destinata alla istituzione di un Museo Nazionale della Seta a Como». Secondo Spini, inoltre, c'è poi uno stanziamento per il funzionamento del sistema museale della Moda che è ancora più penalizzante. Infatti, a Milano andrebbero 200 mila euro per il 2004 e un milione e mezzo per il 2005: solo 100 mila euro per il 2004 e 534 mila per il 2005 dovrebbe essere ripartita tra Firenze e ben altre otto strtture. «Una evidente presa di giro attacca Spini Lo scopo è quello di utilizzare denaro pubblico per aiutare Milano, Como, Lecce, mentre a chi opera da venti anni nel settore, cioè la Galleria del Costume di Firenze, e che dovrebbe sostenre i costi della futura Fondazione, viene data sostanzialmente una cifra simbolica. Quanto alle altre strutture, tra cui vi snon quelle di Roma, tanto per fare un esempio, c'è sostanzialmente la beffa di venire chiamate a fare parte del Sistema, ma di non ricevere finanziamenti». A proposito della proposta di legge, anche il presidente di Assindustria Firenze, Sergio Ceccuzzì, ha espresso «la forte preoccupazione» che il testo, «senza una sostanziale modifica delle sue linee guida, possa compromettere la funzionalità e il ruolo di una realtà esistente e prestigiosa come la Galleria del Costume di Firenze, intemazionalmente nota, a favore di iniziati ve ancora tutte da creare e basate su un inutile localismo di bandiera». Ceccuzzi ha sollecitato direttamente il ministro dei Beni e attività culturali, Giuliano Urbani, e si è rivolto a tutti i deputati della circoscrizione di Firenze per sensibilizzarli sull'azione da svolgere, «anche a protezione dell'inventiva dei nostri stilisti e della qualità delle produzioni italiane . del Sistema Moda», «Non ci opponiamo ha aggiunto il presidente di Assindustria firenze che nascano nuove istituzioni museali nell'ambito di un sistema coordinato e guidato da realtà già in essere, come la nostra Galleria del Costume. Bensì chiediamo che siano riconosciuti a queste ultime l'effettivo ruolo prioritario e le risorse conseguenti, senza controproducenti dispersioni».