All'aeroporto, in piazza dei Miracoli e dintorni nessuna indicazione per l'evento di Palazzo Reale Nessuno si aspettava la ressa per visitare la mostra dei Lorena ma neppure così pochi e disorientati visitatori. Non c'è stata cioè la partenza col botto, e ieri pomeriggio, durante una nostra visita iniziata alle 15 e durata 50 minuti, abbiamo contato 10 visitatori. Di questi, sei erano studiosi, forse universitari che prendevano appunti intorno a una guida. Ciò che al momento colpisce della mostra dei Lorena, oltre al costo di 900mila euro, è la mancanza di comunicazione pubblicitaria in luoghi strategici di Pisa, pecche nell'allestimento, la mancanza di attenzione al resto della città Pisa che porta tracce evidentissime dei Lorena. E poi c'è il fatto che la mostra finisca proprio poco prima dell'inizio delle vacanze natalizie: il 14 dicembre. Forse bisognava guardare meglio il calendario. Turisti ignorati. Ben 23 importanti sponsor privati, dalla Teseco alla Piaggio, dalla Td Group alla Sviluppo Navicelli, a cui si aggiungono tutte le principali realtà amministrative comunali e provinciali fino al ministero dei beni culturali e alla presidenza della Repubblica, lasciavano presagire un tamtam pubblicitario molto molto forte. Invece, appare alquanto inusuale la mancanza totale di cartellonistica all'aeroporto e in zona Duomo. Queste due aree smistano e muovono migliaia di turisti al giorno. Ieri Piazza dei Miracoli era stracolma. C'era un solo cartello che pubblicizzava Anima mundi. L'aeroporto Galileo sembra lo scalo del Comune di Lajatico e della sua Banca popolare. Di Pisa e i Lorena nulla. Per quanto riguarda le informazioni ai turisti on line, battendo su Google, appare il sito www.pisaeilorena.it ma non v'è traccia di traduzione in inglese. Il sito della Provincia dice che la mostra si tiene non solo a Palazzo Reale ma anche al teatro Rossi. Cosa inesatta. Il catalogo edito dalla Pacini (48 euro) è solo in italiano così come tutto il materiale informativo. Peccato, perché la mostra è più da leggere nei suoi documenti e saggi più che nei quadri di ritrattistica di corte. L'allestimento. Ci sono pecche che forse ad alcuni possono sembrare dei particolari. Sicuramente tutto è perfettibile e ci auguriamo sia così. Ma qualche spunto critico va mosso e al lettore e al visitatore lasciamo il giudizio. Andiamo per gradi. Il megaposter con l'albero genealogico dei Lorena, posto in una delle prime sale, a piano terra, riporta alla voce Luisa Borbone due date che sono state scritte su un foglietto di carta. Questa striscia cartacea è appiccicata con nastro adesivo che si sovrappone alle date stampate sul poster che erano evidentemente sbagliate. Tutta la segnaletica del percorso espositivo è affidata a foglietti di carta, quelli semplici tipo risma di fogli per stampanti con delle frecce direzionali stampate sottosopra. Inspiegabile. L'allestimento non ha tenuto conto della necessaria illuminazione per le informazioni stampate su «vessilli informativi» quasi sempre in ombra. Sono del tutto illeggibili nella sala delle stampe di Kaspar Pluth e in quella delle Feste. Non si capisce poi la necessità di mettere un tappeto di erba sintetica nella sala a pian terreno, su cui poggia un gazebo. All'interno di questa struttura sono disposte 4-5 sedie di plastica «griffata». Tutte cose queste a cui c'è tempo per rimediare. Una nota a margine deve essere fatta per i servizi igienici che al piano superiore della mostra sono celati da una sontuosa tenda rossa che sembra possa portare in una sala espositiva. Dietro invece c'è un corridoio poco regale che conduce ai servizi igienici. Gli itinerari. I Lorena hanno lasciato traccia di sé a Pisa, Calci, San Rossore, San Giuliano Terme, Volterra. Un'occasione questa per indirizzare i visitatori di Palazzo Reale in angoli della città e della provincia di sicuro interesse. Ma il sistema che dovrebbe ruotare intorno alla mostra appare poco tangibile o coglibile se un visitatore non acquista il catalogo o non va su internet. I lati positivi. Sicuramente la mostra riporta i riflettori dell'attenzione mediatica e turistica su Palazzo Reale troppe volte dimenticato dai flussi turistici. La mostra poi, stando ai commenti di diversi studiosi estranei all'organizzazione, è esaustiva dal punto di vista della ricerca di materiali, saggi, studi, informazione circa la dinastia dei Lorena. E non poteva forse essere diversamente visto che il comitato scientifico è costituito da ben trenta tra docenti e ricercatori.
TOSCANA - PISA. C'è la mostra sui Lorena? Non diciamolo ai turisti
La mostra dei Lorena a Palazzo Reale a Pisa è stata un evento poco pubblicizzato e poco affollato, nonostante la partecipazione di 23 importanti sponsor e la presenza di un comitato scientifico di 30 docenti e ricercatori. La mostra è stata inaugurata poco prima dell'inizio delle vacanze natalizie e non c'è stata una comunicazione pubblicitaria adeguata in luoghi strategici come l'aeroporto e la piazza dei Miracoli. I visitatori sono stati pochi e disorientati, e la mostra non ha avuto un'allestimento adeguato, con foglietti di carta e freccie direzionali che sono stati difficili da leggere.
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