Ieri il ministro ha inaugurato la mostra. Dalla ha cantato dal vivo la canzone scritta per il pittore È la mostra della città, hanno ricordato tutti al ministro per i beni culturali Sandro Bondi, ieri a Bologna per linaugurazione di «Amico Aspertini 1474-1552. Artista bizzarro nelletà di Dürer e Raffaello». Lo ha sottolineato il soprintendente Luigi Ficacci dicendo che «il Comune di Bologna ha speso qui tutte le sue forze». Lo ha ribadito il sindaco Cofferati: «È lo sforzo della città nellinsieme delle sue forze economiche e istituzionali». «La mostra su Aspertini - ha riconosciuto allora Bondi - riflette lo spirito di Bologna. Ho letto che si è detto di lui che era un pittore dialettale. Questo è vero nel senso che è stato profondamente legato alle radici di questa città, pur essendo un artista universale, calato nel Rinascimento ma capace di superarlo». Con una cerimonia nellaula magna dellAccademia di Belle Arti, diretta da una regia attenta allo scandire dei secondi, si è aperta ieri la mostra su Amico Aspertini, pittore fino ad ora poco conosciuto al grande pubblico, qui presentato con una quarantina di quadri, poi disegni, incisioni, xilografie su libri ed oggetti antichi che lartista usò come fonti di ispirazione. Annibale Carracci, il Primaticcio, Morandi in questi giorni al Metropolitan di New York e a gennaio a Bologna, ed ora Aspertini: «In questi anni ci siamo concentrati su quattro pittori della tradizione bolognese - ha spiegato lassessore Angelo Guglielmi - . Non abbiamo solo costituito unofferta per il pubblico, ma raccolto lattenzione della critica facendo fare un passo avanti nella lettura di questi artisti». Proprio a lui, allassessore alla cultura, il sindaco ha espresso un ringraziamento che è andato oltre le formalità del caso: «La caparbietà di Angelo - ha detto - fatta di sapienza e di grandi doti umane ha permesso la realizzazione di questo progetto. Famoso per il suo atteggiamento apparentemente distaccato, io stesso non lo conoscevo per questa sua determinazione». È stata la soprintendente regionale Carla Di Francesco a ripercorrere le stagioni delle grandi mostre bolognesi, dagli anni ?50 di Cesare Gnudi agli anni ?80 di Andrea Emiliani, che portò in America i maestri della pittura bolognese. Poi, «negli anni ?90 Bologna è uscita dal giro delle grandi mostre. Ci è tornata in questi ultimi quattro anni». Andrea Emiliani oggi è con Daniela Scaglietti Kelescian, alla quale è andato lapplauso più lungo della sala e un baciamano di Eugenio Riccomini, il curatore della mostra su Aspertini. Lultimo omaggio è quello di un bolognese di oggi, Lucio Dalla che, rapito dallarte di Aspertini, in una notte gli ha dedicato una canzone dal titolo «Amico» che ha cantato dal vivo per gli ospiti dellinaugurazione. «Ringrazio Dalla - ha affermato Bondi - perché con la sua musica e la sua poesia ha indicato un abbraccio tra artisti che va oltre il tempo e i generi». Infine i ringraziamenti del ministro alle due fondazioni bancarie (Carisbo e Del Monte) e agli imprenditori di Bologna che hanno sostenuto liniziativa. Un giro tra le sale della mostra e Bondi parte a bordo della macchina ministeriale accompagnato da Lucio Dalla. Comincia a questo punto lo sciame dei visitatori. Avranno tempo fino all11 gennaio.