Due parchi regionali per tutelare il lago di Garda. Potrebbe essere questa la risposta vincente all'allarme lanciato da Italia Nostra. L'associazione nazionale ha infatti stilato un elenco di aree dove il paesaggio è considerato a rischio, minacciato da speculazioni, incuria, cementificazione. E nella «top ten» delle zone a rischio del Belpaese figura anche la regione gardesana assieme al parco di Monza, alla Murgia materana, al paesaggio palladiano, al parco dell'Appia Antica, allo stretto tra Sicilia e Calabria, alla necropoli di Tuvixeddu a Cagliari, alla campagna senese, al paesaggio urbano di Torino, al delta del Po. In ognuno di questi 10 siti da ieri è stato attivato un «presidio» di Italia Nostra in difesa di questi «paesaggi sensibili». Quello riservato al Garda è curato dalla sezione bresciana presieduta dall'arch. Rossana Bettinelli - che è anche vicepresidente nazionale - a Maguzzano. Nel dibattito riguardante la salvaguardia del paesaggio del più grande lago italiano, aggredito soprattutto da un'edificazione selvaggia, si inserisce anche l'iniziativa del «Comitato promotore del parco delle Colline moreniche del Garda» con sede a Desenzano, presieduto dal prof. Emilio Crosato. Riguarda l'avvio delle procedure per l'approvazione di una proposta di legge d'iniziativa popolare. E poiché, amministrativamente, il Garda è diviso fra più Regioni, le proposte sono due, una per l'area lombarda e l'altra per quella veneta. «L'idea è quella di tutelare il Garda attraverso un vero e proprio "puzzle" di parchi regionali», conferma il segretario Gabriele Lovisetto. Il Comitato promotore ha cercato fin dalla sua nascita, nel 2003, di convincere amministratori e politici sulla necessità di salvaguardare l'ambiente gardesano. L'iniziativa ottenne numerosi sostegni, l'adesione di personaggi famosi come il regista Franco Piavoli, il cantautore Roberto Vecchioni, l'alpinista castiglionese Fausto De Stefani e tanti altri. Nonostante tanti buoni propositi l'intervento non è mai approdato a risultati significativi, se non la costituzione del parco locale di interesse sovracomunale del Monte Corno di Desenzano. Nel frattempo gli interventi di carattere edificatorio consentiti nei singoli comuni hanno ulteriormente eroso le aree inedificate, quelle verdi, occupando colline, crinali e zone pianeggianti, divorando campagne. E dopo 5 anni di incontri, sforzi per sensibilizzare popolazioni e amministratori, il Comitato ha deciso di mutare strategia, scegliendo quella della proposta di legge regionale d'iniziativa popolare. L'obbiettivo è di creare due parchi regionali contigui destinati a tutelare l'ambiente, il paesaggio, il clima, la flora e la fauna. Le procedure sono state avviate e formalizzate a marzo ed entrambe, come prevedono le norme regionali, hanno ottenuto la consulenza dei servizi di assistenza legislativa di Lombardia e Veneto. «Le bozze dei due testi di legge sono già state inviate ai rispettivi uffici legali che collaboreranno nella messa a punto dei progetti di legge. Quanto prima - conferma il segretario Lovisetto - dovremmo avere una risposta ed ottenere il via libera. Poi si tratterà di riuscire a completare l'iter previsto ed i successivi adempimenti. «Anche - prosegue - di svolgere opera di convincimento nei confronti degli amministratori regionali da un lato e, dall'altro, di riuscire a concretizzare un'organizzazione che ci consenta di raccogliere, nell'arco di sei mesi, le firme necessarie. Siamo fiduciosi. Il Garda è uno dei luoghi più belli del mondo, non possiamo assistere passivamente alla sua lenta ma progressiva distruzione».