Luciano Pau conosce il mare. Perché a Siniscola si vive di turismo, di presenze sulla costa, di sole ma anche di ambiente. E Pau - trent'anni, uomo Pd, ex Margherita, veltroniano della prima ora - spazza il campo dai dubbi: «Da quando è in vigore questa legge, e il "suo" Piano paesaggistico, il turismo non è calato. Però...». Però? «È innegabile che questo Piano ha tenuto lontani possibili investitori del settore alberghiero». Sindaco, perché il centrodestra vuole cancellare la legge urbanistica? «Per l'opposizione, questa è una soluzione di ripiego, dopo la non ammissibilità del referendum sul Piano paesaggistico. Un'iniziativa assolutamente politica, con la scusa di chiamare i sardi a esprimersi suklla legge 8. Un'eventuale vittoria del Sì non avrà alcun effetto pratico: la campagna mira a eliminare il Ppr, altro che la legge sulle coste. Ma il Ppr non si tocca». Perché il centrosinistra difende l'impianto della 8? Perché votare "No"? «Perché è una legge che ha colmato una lacuna, un grande vuoto. La 8 ha dato i tempi alla Giunta per predisporre il Piano paesaggistico, una legge necessaria». Il dito sulla piaga, secondo alcuni suoi colleghi: i vincoli del Ppr. «Infatti, sul piano pratico, il problema non è rappresentato dai contenuti della legge, ma da quelli del Piano. Darsi uno strumento di tutela era giusto, ma nelle conferenze di copianificazione è emerso subito che questo Ppr è eccessivamente rigido, presenta diverse incongruenze e grossi limiti per i Comuni». Si dice: è mancato un confronto reale fra Regione e sindaci. «La Regione ha la facoltà di adottare un Piano di questo tipo, lo dice la legge, indietro non si torna. E i Comuni sono chiamati a uniformarsi. Le difficoltà? Il sistema è diverso, dal punto di vista tecnico la procedura è molto complessa. Ma non è un problema insormontabile, ci sono solo dei passaggi diversi. Prima, con un tratto di matita si poteva decidere su un pezzo di costa, su venti metri in più o in meno. Oggi invece è diverso, grazie alla tecnologia il territorio è georeferenziato e i riferimenti sono certi». Chi difende l'impianto della legge e del Ppr sostiene che il sistema-turismo non ne ha risentito. «Qui a Siniscola non si può dire che il turismo si sia fermato. I dati lo dimostrano. Certamente, le norme a mio avviso eccessivamente rigide del Piano paesaggistico hanno bloccato una serie di investimenti che avrebbe potuto diversificare l'offerta turistica. Mi spiego meglio: a Siniscola non abbiamo strutture turistiche di pregio, il Piano paesaggistico non permette un insediamento di questo tipo». Sindaco, andrà a votare e come voterà? «Certamente andrò a votare per questo referendum e così consiglierò ai miei concittadini, votare è un dovere. A chi mi chiederà un consiglio, da amministratore dirò di valutare con attenzione. Anche se questo è un referendum troppo politico, una consultazione che si sta trasformando in un voto pro o contro Soru, oppure su Pili».
SARDEGNA - Una legge necessaria ma il Ppr è troppo rigido
Luciano Pau, sindaco di Siniscola, discute la legge 8, che ha tenuto lontani investitori del settore alberghiero. Pau sostiene che la legge ha bloccato investimenti che avrebbero potuto diversificare l'offerta turistica. Il Piano paesaggistico, che è stato predisposto con la legge 8, è considerato troppo rigido e limitante per i Comuni. Pau difende l'impianto della legge e del Ppr, ma riconosce che il sistema è diverso e che ci sono passaggi diversi. Il sindaco sostiene che il turismo non si è fermato a Siniscola e che i dati lo dimostrano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo